Perché non parlare di cene quando a cena non si può andare?

Foto scattata in un pomeriggio d’inverno cercando elementi per arredare e riflettendo sulla vita

Come spesso capita quando si avvicina la fine dell’anno cerco di fare un po’ di ordine tra le cose, un po’ con il proposito di migliorare l’anno successivo, un po’ per fare una sorta di bilancio.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, chi più chi meno è stato travolto da questa terribile pandemia. Molte famiglie sono state “attaccate” dal Covid-19, nemico subdolo e invisibile. Anche la mia non è rimasta indenne. Ma non è di questo che volevo parlare..

Certe sere, infatti, c’è bisogno di cose frivole, leggere, quelle riflessioni a voce alta che si condividono con le amiche, per poi ritrovarsi ad esser sulla stessa barca. E nel sistemare le cartelle del pc ho trovato una bozza di un testo che mi sono dimenticata di pubblicare.

Nell’ultimo post, scritto mesi fa, avevo detto che prima o poi avrei parlato di appuntamenti. Bene, eccomi qui! Ricordo perfettamente quando era nata la bozza per The Jungle che non ho mai postato, era la fine di settembre e una cara amica aveva deciso di condividere con me la sua delusione per l’ennesimo incontro poco stimolante. Lei è una bella ragazza, intelligente e simpatica, ma nonostante questo l’appuntamento giusto non arriva mai. Perché non parlare di cene quando a cena non si può andare?

So che per molti potrà sembrare strano ma per molte donne che conosco (compresa la sottoscritta) quella cosa là, cioè l’appuntamento, sembra un po’ un miraggio. E non è questione di età, visto che ho la fortuna di confrontarmi con amiche e conoscenti di decadi assolutamente differenti, ma direi di uomini. Che non me ne vogliano, ma certe volte toppano alla grandissima!

Nel numeroso gruppo di donne single che conosco mi capita sempre più di frequente di sentirmi dire: “mi manca avere un appuntamento”. E quando me lo raccontano, mamma mia come le capisco! Perché l’appuntamento è quella cosa che mette in atto una serie di dinamiche così bizzarre e allo stesso tempo meravigliose per noi abitanti del pianeta Venere. Che poi io sono dell’ariete, un segno di fuoco dominato da Marte, quindi mi dico sempre che forse il motivo per il mio appuntamento mancato è proprio il pianeta rosso 😊

Un invito a cena, un brunch, una colazione, esistono ancora? Qui ormai è tutto un tripudio di comunicazioni via social e chat, con quella fretta di bruciare certe tappe che, per fortuna mi viene da dire, inizia a stancare qualcuno.

Penso sia passato un secolo dall’ultima volta che ho avuto un invito a cena un po’ romantico, stessa cosa per le mie amiche. A volte invece l’invito arriva, ma dalla persona sbagliata. Ecco perché stasera rileggendo la bozza ho pensato di pubblicarla, visto che siamo in tempi di lockdown non c’è il rischio di dare buca a qualcuno 😊

Scherzi a parte per il 2021 auguro a tutte le meravigliose donne che mi circondano e che spesso mi confidano le loro sensazioni, anche come spunto di riflessione per The Jungle, di ricevere l’invito tanto atteso. Di passare qualche ora a pensare a cosa indossare, a come truccarsi, a che profumo scegliere. Spero che possano almeno per una sera, o una giornata, staccare la testa dal clima pesante e difficile che ha invaso le nostre vite da ormai troppi mesi, di riscoprire anche questo bel lato dell’esser donne.

Poi se vi va come il famoso appuntamento della Vanoni nella canzone: vabbè, provate a superare in fretta la delusione, riascoltatevi il brano per esorcizzare e pensate che prima o poi magari..

Metti una giornata di mare, la sabbia bianca e l’essenza delle cose

La spiaggia di Jbr a Dubai

E mi sono ritrovata lì, sulla spiaggia di Jbr a Dubai, con 37 anni compiuti il giorno prima e ancora un mondo di dubbi su cosa succederà tra uno, tre, sei mesi. Una bella novità però è arrivata, si chiama Maya ed è la mia nipotina.

Chi mi conosce sa benissimo che non sono molto brava con i bambini piccoli, soprattutto con i neonati, perchè ho sempre paura di fargli male, di non essere in grado di gestirli, ma stringere mia nipote…beh che dire, è stato pazzesco. Così come è stato bello trascorrere un po’ di tempo lontano da Como e lontano da tutto.

Devo ammettere che più passa il tempo, più ogni volta che mi allontano dalla mia città lacustre poi mi viene sempre meno voglia di tornarci.

Ma ripartiamo dalla spiaggia di Jbr, senza dubbio uno dei miei posti preferiti a Dubai, ma anche una delle spiagge che – anche se non ho ancora capito perchè del tutto – è nella mia top ten dei luoghi dove vivere il mare.

Trentotto gradi, una leggera brezza, il sole, il relax…insomma una meraviglia. E mentre canticchiavo “Amazing” degli Aerosmith, ecco che arrivati a “life is a journey, not a destination. And I can’t tell you just what tommorow brings” la mia testa si è fermata lì.

Vi capita mai di ascoltare delle frasi, di capirne il senso, ma di non coglierlo mai fino in fondo? A me capita eccome, poi quando riesco ad arrivare all’essenza delle cose è sempre una bella conquista.

Del resto gli ultimi anni sono stati pesanti, con molti più bassi che alti, con molte più sconfitte che vittorie, ma credo di aver assaporato ogni singolo istante della mia vita come non avevo mai fatto prima. Ed è bellissimo e bruttissimo al tempo stesso, perchè ti rendi conto di un sacco di cose, ma è giusto così.

La cosa negativa è che se arrivi alla conclusione che in un determinato posto e in una precisa situazione non stai più bene, ma non hai ancora trovato una soluzione per evadere, allora tutto è più pesante, più complicato.

La cosa positiva è che, condividendo il tuo stato d’animo con i tuoi più cari amici, quando una delle tue persone speciali riassume il tutto con “sai che noi ci siamo sempre, anche se dovessi decidere di andare dall’altra parte del mondo…solo che se devono venire là tutte le persone che ti vogliono bene, allora diventerà un posto molto affollato”….allora direi che avere amici così in attesa di trovare la propria strada, è una delle fortune più grandi che si possano avere.

Quindi aspettando qualcosa che non so come, non so dove e non so neanche perchè, mi concentro su quello che qui, nella piovosa città lacustre, mi fa stare bene. E concludendo il post ho già in testa una canzone a tema, del resto senza musica non potrei stare, non so se è per il mio passato di radiofonica o soltanto perchè è uno dei miei grandi amori, quelli che a differenza delle questioni di cuore, non mi deludono mai.

Restare nella giungla per tagliare gli ultimi rami secchi

“Our jungle is different”. C’è anche un po’ di Francesca in The Jungle nello slogan del marchio RoGà (atelier Regina Lellè, Cernobbio)

Più di un mese senza scrivere su The Jungle. Questa volta però non è stata colpa degli impegni o dell’assenza di spunti da condividere, ma del tempo che mi sono presa per riflettere sul senso di portare avanti il blog o meno.

Tra pochi giorni, infatti, sarebbe scaduto il dominio di Francesca in The Jungle e mi sono domandata se quest’anno avesse avuto senso proseguire. Non perché io non sia legata a questo diario, ma per il fatto che con il 2019 inizia per me una sorta di terza vita.

C’è stata una prima vita decisamente più facile e spensierata, quella che è durata fino a pochi anni fa, poi c’è stata la seconda vita, quella dalla separazione in poi, caratterizzata per la maggior parte da momenti difficili, da continui sgambetti.

Tre anni davvero pesanti, sempre in affanno, tra mille difficoltà. Mesi e mesi di lotta, per non mollare. Con la fine del 2018 però, anno segnato anche dal divorzio e quindi dalla chiusura definitiva di un capitolo importante, è arrivato anche qualche spiraglio. Nulla che abbia permesso di dire “finalmente è finita”, ma che ha senza dubbio portato alla consapevolezza di molte cose, belle e brutte, e a una vera e propria sensazione di rinascita. Per arrivare fino a qui mi sono messa mille volte in discussione, mi sono guardata dentro, ma posso dirmi almeno un po’ soddisfatta del lavoro che ho fatto su me stessa.

Per tutti questi motivi il 2019 non può che segnare l’inizio di una nuova vita, tutta da scrivere, tutta da reinventare. E dopo oltre 30 giorni di riflessione ho deciso di portare con me il blog, da un lato perché digitare parole qui è anche una sorta di terapia, ma anche perché se il sito è nato per testimoniare un percorso, è giusto vedere come va a finire la storia 🙂

E così eccomi qui, a buttar giù qualche riga che per molti sarà senza senso, ma che ne avrà molto per chi sa di cosa sto parlando e per tutti quelli che trovano sempre qualche minuto per leggere i miei post.

L’anno è iniziato senza grossi stravolgimenti, anche se l’assenza di Ira è forte. Qualche piccola buona notizia è arrivata, ma per quella più attesa, ovvero una bella novità dal punto di vista lavorativo, ancora nulla all’orizzonte. Ma siamo solo a febbraio, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi.

Di sicuro ho già capito come sarà l’impostazione del 2019 con il lavoro come priorità. Solo raggiungendo questo obiettivo penso che riuscirò a superare il forte senso di ingiustizia che ho dentro e che solo chi conosce le dinamiche del mio ambiente lavorativo – o i miei amici più stretti che sanno molto di me – può comprendere. Quando arriverà quel momento, potrò tagliare definitivamente gli ultimi rami secchi.  Nel 2020 mi aspetta anche un altro trasloco, speriamo di arrivarci ben preparate e con solide basi.

E l’amore? Al momento direi che mi piace la mia libertà di spazio e di azione. A meno di strani accadimenti del destino quindi…..potrei replicare il 2018, con qualche incontro interessante, finito poi però in nulla di importante 😉

 

Se il 2019 parte “gas”ato….. guarda il lato positivo e vai alla scoperta!

Moka a riposo….

Come poteva iniziare l’anno di Francesca in the jungle?
Con una meravigliosa perdita di gas ovviamente 🙈🙄😅
Chiuso il gas…in attesa che qualcuno non so come, non so quando, venga a risolvere la faccenda…ho pensato che questo fosse il mio primo segnale dell’anno.
E dopo i bellissimi messaggi delle tante persone che mi vogliono bene e che hanno voluto dirmi con parole profonde che si augurano davvero, dopo tre anni e mezzo di cavolo, che finalmente possa arrivare qualcosa di bello per me, non ho potuto fare a meno di interpretare il tutto dal lato positivo.
Quindi:
Opzione a: forse questo è il segnale che in questa casa, nel 2019, ci starò il meno possibile. Magari chissà, finalmente arriverà il lavoro della vita.
Opzione b: forse sto per traferirmi dove il riscaldamento non serve.
Opzione c: non potendo usare la moka forse è il segno che devo bere meno caffè 😂
Buon 2019 a tutti, soprattutto alle persone speciali che affollano la mia pazza giungla. Che sia un anno folle, mai monotono e ricco di soddisfazioni ❤️

Note to self: trovare il modo di staccare la testa, soprattutto al mare

Un po’ di mare me lo porto via così, con uno scatto

“Se non fosse per l’abbronzatura non direi mai che sei stata in vacanza”. Complimenti edificanti di un sabato mattina in un supermercato comasco.  Ergo: devo avere una faccia che trasmette stanchezza da qualsiasi punto di vista la si osservi.

E in effetti si, mi sento stanca, stanchissima. Non per la vacanza dove c’era il mare, il sole, i miei amici di sempre, il cibo delizioso e il vino buono, ma per tutte quelle persone che da troppo tempo frequentano la mia giungla e continuano a fare in modo che io non abbia il diritto di staccare la testa. Poi ci si è messa pure la bronchite a fare il resto. Però il mare è sempre il mare, sono già nostalgica e ci vorrei tornare.

Sarà anche che prima di partire si è rotto il ferro da stiro, poi nel mentre la lavatrice e ieri giusto per non farsi mancare nulla è toccato al flessibile della vasca da bagno con il risultato che mi sono ritrovata, con sorella e cane coprotagoniste, sommersa da centimetri e centimetri di acqua in mezza casa. Per fortuna poi è arrivato mio padre, l’unico uomo della mia vita 😊, quello che mi salva ogni volta che ho un inghippo. Ora la domanda sorge un po’ spontanea …. ma lassù qualcuno mi ama o devo espiare altre cinquemila colpe delle ventimila vite precedenti?

E lo so che questi non sono i drammi della vita, però che palle!

A questo si aggiunge anche il fatto che una delle mie più care amiche si è lasciata con il fidanzato e mi spiace davvero molto, perché lasciarsi non è mai bello, perché vorresti vedere i tuoi amici solo felici e sereni. Anche in questo caso sono stata la prima telefonata amica. Continuo a chiedermi come sia possibile, vista la mia vita sentimentale palesemente deludente, che i miei amici mi vedano come il primo punto di riferimento quando c’è di mezzo una questione di cuore. In realtà lo fanno spesso con tutte le questioni importanti, brutte e belle. Non nascondo che la cosa però mi fa piacere, forse perché mi fa capire che poi proprio tutta da buttare non sono – in tema di affetti intendo – e che loro vedono qualcosa di me che gli piace tanto da voler condividere le cose importanti.

Cosa che non accade in amore, quello non fa per me. Anche se lo ammetto, nella mia vacanza ligure, in una ventosa sera d’estate, trascorrendo qualche ora in una spiaggia sulla via Aurelia, sono rimasta folgorata da due bellissimi occhi azzurri (a questo aggiungete un sorriso da togliere il fiato). Ma come spesso accade a “Francesca in the jungle”, loro (gli occhi intendo, ma anche il sorriso) non sono rimasti folgorati dai miei… forse perché son marroni e nemmeno da cerbiatta.

E nulla ora si torna alla solita normalità, alla ricerca di un po’ di serenità che sembra non voler arrivare mai, con la speranza di vedere i miei amici stare bene, sia quelli che stanno male per problemi d’amore che per altri. Già vedere la loro, di serenità, mi farebbe sentire meglio.

Note to self: trovare un modo per staccare la testa e ritrovare energie

Programmi per il futuro: oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento….tutto rimandato a settembre.

Perchè al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui

m’ama o non m’ama….

All’improvviso poi è esplosa la primavera, inaspettata e caldissima. E con lei, come ogni anno, sono sbocciate le grandi passioni, gli amori impossibili e le bizzarre infatuazioni. In questo periodo dell’anno non c’è scampo, prima o poi ci cascano tutti.

E noi donne siamo incredibilmente complicate, partiamo con le margheritine e i “m’ama o non m’ama”, che tanto poi alla fine novanta volte su cento scegliamo quello che ci fa dannare come matte prima di capire se c’è una possibilità o no.

Che poi tutto sommato questo “vortice” che travolge il mondo femminile che mi circonda, mi distrae un po’ dal divorzio. Ebbene si, è arrivato il momento delle carte, degli accordi e dell’avvicinarsi della chiusura di un capitolo lunghissimo e che nel bene e nel male ti ha segnato per sempre.

Così mi domando: ma la mia primavera cosa mi riserverà? Al momento ancora nulla di nuovo e soprattutto di buono!

In attesa di scoprirlo rifletto ancora una volta sul perchè al meraviglioso e complesso popolo delle fanciulle riesca così facile cascare nella rete, intrappolate in qualcosa dal quale è difficile liberarsi. E così ci innamoriamo di quello che non ci considera, o di quello che ci prende e ci molla con una maestria invidiabile, o di quello impegnato, oppure dell’amico di sempre al quale non sai se confessare o meno. Che poi  volte le impegnate siamo noi e così siamo combattute tra il nuovo e il vecchio. Per non parlare poi degli ex che dopo una lunga assenza invernale, con l’arrivo della primavera si riprensentano quando meno te lo aspetti.

Partono i gruppi whatsapp tra donne, le chat a chiedere consigli agli amici maschi perchè alla fine vogliamo una risposta che ci permetta di capire quelli che vengono da Marte, mentre noi su Venere attendiamo un segnale. Un momento siamo confuse, l’altro siamo al settimo cielo, poi siamo di nuovo a terra. Insomma un po’ come cantava Giorgia “tu mi porti su, poi mi lasci cadere”.

In questi giorni è tutto uno scambio di screenshot e di messaggi vocali. Un botta e risposta di consigli, di aggiornamenti, di “non gli rispondo più, però magari”.

Benvenuta primavera….speriamo che quest’anno tu faccia sbocciare più gioie che dolori. Del resto al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui.

Avanti anni luce: il pioniere inadeguato

Poi è arrivata la primavera, quella sul calendario, ma anche quella nella testa. Quella meravigliosa sensazione di rinascita, di voglia di cose nuove, di leggerezza, di abiti colorati, di aperitivi con gli amici e di letture al tramonto.

Adoro la primavera, è senza dubbio la mia stagione preferita, è un po’ come riscoprire se stessi, le proprie passioni, la propria essenza. E….inevitabilmente ti viene anche in mente che forse potresti provare a metterti in gioco di nuovo, sotto tutti gli aspetti. Se però poi penso all’amore, ecco che mi viene sempre quella sorta di orticaria, quella cosa che ti fa dire “non è ancora tempo”.

Sarà per la consapevolezza che dal lato sentimenti ultimamente mi sento una pioniera. Mi viene un po’ da ridere se penso a me come una avanti anni luce rispetto agli altri, ma è così che mi sento. Anche se la sensazione è bella, resta comunque la consapevolezza che c’è troppa distanza tra me e chi mi circonda e così, di nuovo quel senso di fastidio e di inadeguatezza.

Negli ultimi anni ho compreso che è un po’ come se avessi il compito di accompagnare gli altri (e per altri intendo gli uomini che ho avuto al mio fianco, anche solo per brevi periodi) per un tratto delle loro vite per poi lasciarli andare. Proprio così, lasciarli andare senza lottare, perchè consapevole che di persone così non ho bisogno. Persone apparentemente forti e sicure, ma che si rivelano in realtà fragili e bisognose di essere comprese e spronate per raggiungere i propri traguardi. La cosa incredibile e che spesso li raggiungono. Forse sarei un ottimo life coach 😊

Il problema però è che poi improvvisamente sono loro a essere colpiti da una strana forma di nostalgia che li porta a dire (anche quando è inopportuno e non necessario) che hanno sbagliato a lasciarti andare.

Personalmente non è una bella sensazione. Non sono una persona vendicativa quindi non scatta in me nemmeno quella strana forma di superbia che ti fa pensare “beh, peggio per te”. Non è bello essere condannato a restare nel cuore delle persone, ma avere la consapevolezza che queste ultime lo capiscono solo quando ormai è troppo tardi.

E allora mi domando: ma non sarebbe meglio viversi il momento senza troppi se o ma, senza tante definizioni e senza troppi progetti per il futuro? Che poi, chi può dirlo cosa accadrà?

Anche la persona apparentemente più affidabile del mondo a un certo punto potrebbe cambiare improvvisamente rotta, abbandonare la retta via e farlo senza troppi scrupoli.

Il sentimento nobile porta a idealizzare e poi ti accorgi che….

anche la bella addormentata nel bosco un giorno si è svegliata…

“Le nobili principesse amano pienamente con tutto il loro cuore. A volte però amano uno splendido ideale, piuttosto che una persona reale”.

Ho trovato questa frase nelle note del mio telefono mentre facevo pulizia tecnologica. Non mi ricordo dove l’ho letta, ma se me la sono copiata e incollata vuol dire che in quel momento avevo la consapevolezza di aver idealizzato l’altro e non una volta sola ma troppe.

In realtà non so se sono una nobile principessa ma so che qualcosa di “nobile” in me c’è quando si parla di sentimenti.

Il problema del “divinizzare” gli altri è che lo scopri sempre quando ormai è troppo tardi. Quando l’altra persona, che sia amore o amicizia, ha prosciugato tutte le nostre energie, tutto il nostro bene….ti ritrovi spiazzato e fa male, male da morire.

Mi piacerebbe imparare a smettere di idealizzare le persone, di vederle per come sono davvero fin da subito, di coglierne pregi e difetti per decidere se farle entrare o meno nella mia vita. Smettere di giustificare – ma non di cercare di comprendere – certi atteggiamenti. Non so se ci riuscirò ma almeno voglio provare. In realtà lo sto già facendo e la cosa non mi dispiace affatto.

Ma lo appunto anche qui, alla voce: compiti a casa.

Pensavo fosse primavera, invece era un inganno. E ci si mette anche il freddo!

Risvegli gelati….

E quando finalmente si iniziava a respirare aria di primavera, ecco che è arrivata lo coda dell’inverno a farsi sentire. Non so se è il gelo che allontana la bella stagione o semplicemente uno stato mentale, ma sono giorni che sono combattuta.

Sono combattuta tra due vite diverse: quella che sogno e quella che sto vivendo e che in un certo senso vorrei abbandonare. Non sono le rivoluzioni nella vita a crearmi difficoltà, ma lo stallo delle cose. E’ assurdo, c’è gente che teme ogni minimo cambiamento, io invece ho bisogno di una rivoluzione costante per sentirmi realizzata.

Ma da mesi tutto è fermo, ho affrontato più volte la salita, sono riuscita a raggiungere la vetta, poi ogni volta qualcuno o qualcosa ha fatto in modo che scivolassi giù di nuovo per poi risalire -colpa anche mia che ho mal interpretato i segnali che il mio istinto mi stava dando -, quelli scivoloni così repentini che non sono una discesa, anzi se ci penso rende di più l’idea di arrivare sulla cima e accorgersi che in realtà era un inganno perchè la fine della salita era molto più in su, solo avevo visto male.

Ora la domanda è: quando si smette di salire? Quando incontrerò una discesa, anche piccolina, giusto per riprendere un po’ fiato?

Non sono un’amante della montagna eppure ho sempre trovato qualcosa di affascinante in chi decide di scalarla, di raggiungere le punte più alte. E in realtà, sebbene sia tutto faticoso e difficile, c’è un qualcosa di attraente e di coinvolgente in questo bizzarro percorso che il destino mi sta riservando.

Probabilmente avevo ancora delle cose da capire, da metabolizzare, qualcosa per prepararmi al prossimo ostacolo o a una strada spianata…questo ancora lo devo scoprire.

Giornate di gennaio, pensieri sparsi e discorsi curiosi

Erano settimane che non mi mettevo a scrivere sul blog. Non perchè non avessi cose da dire, ma semplicemente perchè nel momento giusto non ero nel luogo adatto. Per la serie: come sempre le cose vanno al contrario. E ora che ho tempo di scrivere tutti i pensieri intelligenti sono evaporati e mi ritrovo qui a buttar giù cose sparse.

Gennaio sta finendo, non è che la cosa mi dispiaccia visto che odio il freddo e ogni giorno in meno all’arrivo della primavera mi fa solo piacere, anche se speravo che arrivasse qualche bella novità sul fronte lavorativo. Invece no, al momento nulla di nuovo, nulla di particolarmente esaltante.

Non  ho nemmeno scelto il buon proposito di febbraio anche se posso congratularmi con me stessa per aver mantenuto l’impegno per quello di gennaio. E anche per aver fatto terra bruciata in tema di aspiranti corteggiatori. Ma questa è un’altra storia e ne parlerò nei prossimi giorni.

Sul fronte amoroso, che sembra essere quello più atteso dai lettori di Francesca in the jungle viste anche le mail che mi arrivano, vorrei rassicurare tutti che nulla di nuovo è successo.

Insomma….calma piatta su tutti i fronti.

“Novità?” chiedono i miei amici in attesa che io risponda che si, che c’è qualche novità, non so magari che ho incontrato l’uomo dei miei sogni. Cosa che direi al momento sarebbe difficile identificare visto che nella mia testa c’è di tutto, tranne l’idea di come dovrebbe essere l’uomo dei miei sogni. L’ho sempre avuto un uomo dei sogni…poi all’improvviso, puff, sparito!

In ogni caso possiamo dire che la mia deludente vita sentimentale attira anche l’attenzione degli sconosciuti come il tizio che l’altro giorno in metropolitana quasi casca dal ridere.

Ero sul vagone in direzione Porta Genova con una mia amica per andare a un corso, si parlava di uomini, di donne, di relazioni e di tante altre cose. E come mia abitudine, così come quella di molte mie amiche per fortuna, ci siamo messe a condividere gli aggiornamenti sul panorama maschile che in questo periodo ci circonda. Io ho anche aggiunto che mia sorella, dopo aver cercato di convincermi a iscrivermi a un sito di dating online fallendo miseramente, ha deciso di provare con l’alternativa reality in tv per trovarmi un fidanzato.

Il racconto era abbastanza ricco di battute e di controbattute della mia amica e così il ragazzo, che per altro era anche carino, prima ha allungato un po’ l’orecchio, poi ancora un po’, fino a essere così attento alla discussione di non essersi nemmeno accorto che la cosa era abbastanza evidente.

Ma cosa c’è di più bello di far sorridere qualcuno? E così siamo andate avanti…fino a quando si è messo così tanto a sghignazzare che non si è più preoccupato del fatto che la metropolitana ogni tanto frena e così è quasi cascato per terra.

Siamo scesi alla stessa fermata, poi il “curiosone” si è perso tra la folla…peccato, sarebbe stato carino capire il suo punto di vista. Chissà, magari ci avrebbe dato il consiglio giusto