Perché non parlare di cene quando a cena non si può andare?

Foto scattata in un pomeriggio d’inverno cercando elementi per arredare e riflettendo sulla vita

Come spesso capita quando si avvicina la fine dell’anno cerco di fare un po’ di ordine tra le cose, un po’ con il proposito di migliorare l’anno successivo, un po’ per fare una sorta di bilancio.

Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, chi più chi meno è stato travolto da questa terribile pandemia. Molte famiglie sono state “attaccate” dal Covid-19, nemico subdolo e invisibile. Anche la mia non è rimasta indenne. Ma non è di questo che volevo parlare..

Certe sere, infatti, c’è bisogno di cose frivole, leggere, quelle riflessioni a voce alta che si condividono con le amiche, per poi ritrovarsi ad esser sulla stessa barca. E nel sistemare le cartelle del pc ho trovato una bozza di un testo che mi sono dimenticata di pubblicare.

Nell’ultimo post, scritto mesi fa, avevo detto che prima o poi avrei parlato di appuntamenti. Bene, eccomi qui! Ricordo perfettamente quando era nata la bozza per The Jungle che non ho mai postato, era la fine di settembre e una cara amica aveva deciso di condividere con me la sua delusione per l’ennesimo incontro poco stimolante. Lei è una bella ragazza, intelligente e simpatica, ma nonostante questo l’appuntamento giusto non arriva mai. Perché non parlare di cene quando a cena non si può andare?

So che per molti potrà sembrare strano ma per molte donne che conosco (compresa la sottoscritta) quella cosa là, cioè l’appuntamento, sembra un po’ un miraggio. E non è questione di età, visto che ho la fortuna di confrontarmi con amiche e conoscenti di decadi assolutamente differenti, ma direi di uomini. Che non me ne vogliano, ma certe volte toppano alla grandissima!

Nel numeroso gruppo di donne single che conosco mi capita sempre più di frequente di sentirmi dire: “mi manca avere un appuntamento”. E quando me lo raccontano, mamma mia come le capisco! Perché l’appuntamento è quella cosa che mette in atto una serie di dinamiche così bizzarre e allo stesso tempo meravigliose per noi abitanti del pianeta Venere. Che poi io sono dell’ariete, un segno di fuoco dominato da Marte, quindi mi dico sempre che forse il motivo per il mio appuntamento mancato è proprio il pianeta rosso 😊

Un invito a cena, un brunch, una colazione, esistono ancora? Qui ormai è tutto un tripudio di comunicazioni via social e chat, con quella fretta di bruciare certe tappe che, per fortuna mi viene da dire, inizia a stancare qualcuno.

Penso sia passato un secolo dall’ultima volta che ho avuto un invito a cena un po’ romantico, stessa cosa per le mie amiche. A volte invece l’invito arriva, ma dalla persona sbagliata. Ecco perché stasera rileggendo la bozza ho pensato di pubblicarla, visto che siamo in tempi di lockdown non c’è il rischio di dare buca a qualcuno 😊

Scherzi a parte per il 2021 auguro a tutte le meravigliose donne che mi circondano e che spesso mi confidano le loro sensazioni, anche come spunto di riflessione per The Jungle, di ricevere l’invito tanto atteso. Di passare qualche ora a pensare a cosa indossare, a come truccarsi, a che profumo scegliere. Spero che possano almeno per una sera, o una giornata, staccare la testa dal clima pesante e difficile che ha invaso le nostre vite da ormai troppi mesi, di riscoprire anche questo bel lato dell’esser donne.

Poi se vi va come il famoso appuntamento della Vanoni nella canzone: vabbè, provate a superare in fretta la delusione, riascoltatevi il brano per esorcizzare e pensate che prima o poi magari..

Nella vita esistono fasi di stallo o almeno così sembra!

scorci di lago

Ok ho latitato! Non per pigrizia ma per mancanza di tempo e probabilmente di contenuti. In effetti ora che mi metto a scrivere non è che ci sia molto da dire. Grosse novità non ce ne sono. Quindi… che scrivo a fare?

Ho avuto una sorta di senso di colpa. Quello che ti viene quando hai una cosa da fare ma continui a lasciarla li, la guardi, sai che c’è, ma passi oltre…poi la riguardi, poi ti dimentichi… e niente poi arriva il momento in cui è il momento. Ed eccomi qui.

Dopo oltre un mese mi sono resa conto che avevo i commenti da approvare. Il fatto è che con the jungle mi succede un po’ la stessa cosa che mi succedeva quando lavoravo in radio. Sostanzialmente non hai la percezione di chi ti sta leggendo, un po’ come ti succede in regia mentre stai parlano e non sai chi è in ascolto. E per quanto mi riguarda il conteggio è sempre stato per difetto per poi realizzare che invece c’è chi ti ascolta o chi ti legge.

Ma forse il senso doveva essere qualcosa del tipo: nella vita esistono fasi di stallo. Che fino a qualche ora fa pensavo fosse una cosa positiva, dopo i mirabolanti colpi di scena “in negativo” degli ultimi anni della mia vita. Poi però oggi pomeriggio rientrando a casa ho trovato una vipera nel vialetto e ho pensato che un rettile a pochi metri non era un segnale così incoraggiante. Forse un serpente serviva a ricordarmi che Francesca è ancora lì, nella giungla in attesa di sviluppi. Meno male che almeno è vista lago 🙂

 

 

La Fra e le tre moschettiere: gita ad Alssio per cuori solitari

Alassio…

Ero partita per fare un post triste, anzi in realtà l’avevo scritto, poi sono passati i giorni e il testo era lì, sul mio telefono, ma non l’ho mai pubblicato su The Jungle.

Il motivo: non lo so!

So solo che quando sono tornata da Alassio, dove sono andata per una serie di vicissitudini, ho capito che non ho più bisogno di dare nuovi volti a luoghi vecchi. Ebbene si, quella piccola perla della Liguria è stata per anni meta di rifugio per brevi fughe dalla città con Mr Money. Ed è proprio in quei luoghi che, poco prima che scoppiasse la bomba, avevo intuito che c’era qualcosa che non andava. Ma all’epoca non stavo benissimo e così, sdraiata sotto l’ombrellone, ricordo di aver scacciato dalla mia testa quella strana sensazione che avevo provato e mi ero rimessa a leggere il libro.

Con il senno di poi….ho fatto male. Di sicuro, se avessi affrontato la questione, forse mi sarei evitata molta sofferenza dopo, ma non ero in forze e me lo perdono. In realtà mi sono perdonata un sacco di cose, perchè comunque nessuno di noi è perfetto, quindi a volte credo sia solo importante capire quanto è successo e fare tesoro di certi insegnamenti, che personalmente penso possano arrivare solo da noi stessi.

Ad Alassio da single ci ero già tornata l’estate scorsa e percorrendo il budello non ero stata benissimo, lo ammetto, proprio in quel momento avevo capito che ci sarei dovuta tornare con calma.

Il destino poi ci ha messo lo zampino, come spesso accade, e così in Liguria ci sono tornata per una serie di motivi di cui magari parlerò in un altro post. Accompagnata da tre care amiche, che sono state preziosissime in questa avventura, sono così partita per “salutare” il mare d’inverno, nel vero senso della parola perchè alla primavera mancavano pochissimi giorni.

Lo ammetto, non è stato facile rivedere le spiagge, gli angoli, i ristoranti, gli scorci, le gallerie d’arte….insomma, è stato come essere travolti da un vento fortissimo, una tormenta di ricordi e di sensazioni.

E così in un soleggiato e limpido giovedì mattina di marzo, vagando su una spiaggia un po’ persa, qualche lacrima è scesa….voltandomi però ho trovato un angioletto pronto a tendermi un fazzoletto e a dirmi: “vuoi star da sola o ti va un po’ di compagnia?”.

Ed è li, vedendo arrivare le altre due moschiettere pronte a incidere sulla sabbia una scritta che riportava il nome del soggetto di cui sopra con l’aggiunta di un hashtag che non stiamo a riportare ma di cui abbiamo documentazione fotografica, che FraD’Artagnan ha ritrovato il sorriso.

Ancora una volta, insomma, non posso che dirmi che fortunata ad avere amici così!

Per il resto, direi che la riassumiamo con le parole di un video che io e la mia compagna di stanza – che cercava di intrattenermi dopo una notte insonne – abbiamo trovato su YouTube: “Cinque sono le lettere che accompagnano la parola amore….proprio come merda!”.

Se il 2019 parte “gas”ato….. guarda il lato positivo e vai alla scoperta!

Moka a riposo….

Come poteva iniziare l’anno di Francesca in the jungle?
Con una meravigliosa perdita di gas ovviamente 🙈🙄😅
Chiuso il gas…in attesa che qualcuno non so come, non so quando, venga a risolvere la faccenda…ho pensato che questo fosse il mio primo segnale dell’anno.
E dopo i bellissimi messaggi delle tante persone che mi vogliono bene e che hanno voluto dirmi con parole profonde che si augurano davvero, dopo tre anni e mezzo di cavolo, che finalmente possa arrivare qualcosa di bello per me, non ho potuto fare a meno di interpretare il tutto dal lato positivo.
Quindi:
Opzione a: forse questo è il segnale che in questa casa, nel 2019, ci starò il meno possibile. Magari chissà, finalmente arriverà il lavoro della vita.
Opzione b: forse sto per traferirmi dove il riscaldamento non serve.
Opzione c: non potendo usare la moka forse è il segno che devo bere meno caffè 😂
Buon 2019 a tutti, soprattutto alle persone speciali che affollano la mia pazza giungla. Che sia un anno folle, mai monotono e ricco di soddisfazioni ❤️

“ Decisi di riprendere in mano la mia vita e incominciare un diario…”

“E così presi una grande decisione, mi dovevo assicurare di non ritrovarmi l’anno prossimo mezza ubriaca ad ascoltare FM Nostalgia…le canzoni più belle per gli ultra trentenni. Decisi di riprendere in mano la mia vita e incominciare un diario”. (Bridget Jones)

Eccomi qui, a poco più di venti giorni dalla fine dell’anno, mi ritrovo più o meno nella stessa situazione dello scorso dicembre. Sostanzialmente, nonostante tutti i buoni propositi, poco è cambiato a livello generale, soprattutto per quanto riguarda la situazione lavorativa.

Decine e decine di curriculum dopo, insomma, son sempre qui. Arriverà mai una svolta?

Il lavoro non va, il 2018 è stato pesantissimo e con la sua coda velenosa mi ha portato via Ira, tutto è difficile e pesante. E’ come vivere 365 giorni avvolta nella nebbia, in un territorio che conosci bene, che spesso ti ostile, ma che non riesci a contrastare fino in fondo per la foschia che rende tutto poco chiaro.

E cosa si fa quando è tutto una autentica schifezza?!? Si cerca di distrarsi con le cose frivole, ma ovviamente low cost perchè se no sarei già in vacanza al caldo 🙂

Mi sento molto Bridget Jones, all’inizio del suo diario. Non solo perchè entrambe giornaliste ormai con la penna prossima al chiodo, non solo per lo status di single e per il fatto che anche io ultimamente passo un sacco di tempo ad ascoltare canzoni romantiche ad alto volume, ma anche per il disincanto nell’avvicinarsi al nuovo anno. Del resto il blog è un diario 🙂

E così…

Decisione n.1: perdere peso, giusto per tornare a quella bella sensazione di settembre nell’infilarmi i jeans dopo l’estate e vederli salire senza doversi buttare sul letto per chiuderli (anche perchè ormai il metabolismo è quello dei 40 e non più dei 30)

Decisione n.2: aumentare l’attività sportiva come valvola di sfogo e diminuire gli aperitivi consolatori. Fare più meditazione, aumentare il tempo dedicato allo yoga.

Decisione n.3: ascoltare le amiche e iniziare a frequentare persone dolci e premurose. Uomini che ci sono, insomma, e che ti fanno capire che ti vogliono vedere.

Decisione n.4: evitare gli uomini egoisti, complicati, complessati o squilibrati. Smettere insomma di vedere le persone migliori di come sembrano.

Le altre ventimila decisioni le prenderò poi, anche perchè direi che già questi quattro punti richiedono molto, ma davvero molto impegno.

Quindi la dieta è iniziata, l’illusione di un nuovo super gel drenante che mi farà diventare le gambe due acciughine pure…..con i punti 3 e 4 mi sto impegnando. Direi che per oggi è tutto.

Per la serie “visione sfuocate”, l’eterna lotta tra testa e cuore

Tra le cose che mi devo appuntare c’è di sicuro il fatto che se hai una escalation di sfighe devi comunque dirti che presto andrà meglio ma con la consapevolezza che ne potrebbero seguire di altre. E dopo la maledizione casalinga tra elettrodomestici e tubi rotti, è arrivata una bella infezione a un occhio. Fortunella!

E per non farci mancare nulla, in un caldo venerdì pomeriggio, mentre ero a letto al buio per un meraviglioso momento di odio nei confronti della luce – a causa dell’occhio ovviamente – un’anta dell’armadio della mia stanza si è staccata finendo sulla cassettiera e distruggendo la tv.

Ora, dieci giorni dopo, anche se non vivo più come i vampiri sono sempre alle prese con questo infiltrato corneale, che a dirlo sembra un po’ un agente segreto, in realtà è una rottura di scatole. Per giorni tv, pc, cellulare, libri e giornali banditi. E così mi sono ritrovata ad ascoltare musica e a pensare…..sempre quando hai bisogno di distrarti capitano queste cose!

Pensa e ripensa, sono finita sempre lì, alla eterna lotta interiore tra testa e cuore. Non ne sono venuta a una tanto per cambiare, più che altro perché il cuore dice una cosa ma la testa, se in un primo momento sembra seguirlo, poi in realtà dice “non farlo”.

Si dice che per raggiungere la felicità è importante capire quale vita si vuole, io credo di averlo capito ma nonostante questo non riesco a raggiungere l’obiettivo. Sarò che ho la vista annebbiata o sarà che sbaglio gli strumenti……

Però ho la mia canzone della settimana: “Per uno come me” dei Negramaro.

Meno male che c’è Giuliano che riesce a mettere in parole ciò che c’è nella mia testa dura, perché si, per ognuno di noi da qualche parte c’è quella persona. Bisogna solo essere fortunati e incontrarla, magari andare a prendersela o farsi portar via. Ma se parliamo di fortuna…allora la mia…

Alla fine il modo di navigare nel buio lo si trova comunque, anche da soli

Lake Como by night

“Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo per navigare nel buio…”. Credo che Poetica sia una delle canzoni più belle di Cesare Cremonini, uno di quei brani che vorresti sentirti dedicare a sorpresa in una sera d’estate, una di quelle melodie che – se con un pensiero rivolto a te – possono lasciarti a bocca aperta.

Sarà che è iniziata un’altra settimana e io mi sento sempre più stanca. Ancora di più dell’ultimo post dove ero “stracotta” con la bistecca che oggi è talmente rinsecchita che non è più nemmeno una ciabatta.

Sarà che la testa va per la sua ……. pensa oggi, pensa domani, alla fine sono arrivata a tutta una serie di conclusioni che comprendono anche un altro significato di “stracotto” dove però la bistecca sono sempre solo io. Giusto per avere costantemente ben chiaro in mente che nella mia giungla non si riesce mai ad avere ciò che si vorrebbe. Tanto mazzata più, mazzata meno ☹

Meno male che c’è la musica. Almeno si può sognare e credere che un giorno magari arriverà qualcuno che ti ricorderà che “anche se penserai che non è poetica questa vita ci ha sorriso e lo sai”.

Nel frattempo nel buio ci navigo da sola, perché anche nella giungla spesso e volentieri ci sono le onde e si infrangono su di noi….e comunque qualche lucina all’orizzonte la vedo, anche se non è romantica e non ti dice che sei bellissima.

In cammino sul sentiero dei desideri, del resto i sogni non costano nulla

Un mese e più senza blog. Non per pigrizia, ovviamente, ma perché nella mia giungla per sopravvivere serve fare più lavori contemporaneamente. La maggior parte per la gloria, as usual, ma anche in questi trenta e più giorni ho imparato qualcosa di nuovo.

In realtà è stato un mese di cose diverse. Mi sono ritrovata a cucinare per una trasmissione televisiva (non mi sono rivista lo ammetto mi vergognavo troppo), ho testato gli insegnamenti dei corsi di social media per un festival letterario e ho anche presentato una sfilata di moda. Tutto questo mi ha fatto capire ancora una volta quanta energia ti metta fare cose che ti piace fare. Ho fatto anche un casting per fare la comparsa per dei film che gireranno a Como. Mi sono davvero divertita 😊

E adesso, che è luglio e il mondo pensa alle vacanze, io penso a quali altri esperimenti mettere in campo per arrivare a fine estate senza troppa ansia da semi disoccupazione. Del resto ormai è un anno esatto che cerco un lavoro che mi consenta di avere uno stipendio decente, giusto per smettere di fare cinquemila cose insieme e magari, qualche volta non chiedo di più, prendermi un fine settimana o due giorni di libertà senza lo stress del mutuo, del “se non lavoro non mi pubblicano quindi non mi pagano” e del “se non rispondo poi non mi chiamano più”. L’invio di cv non si ferma ma adesso servirebbe la proposta giusta.

Mi sento un po’ cotta, nel senso di stanca ovviamente, anzi stracotta….un po’ come una bistecca che se la lasci troppo in padella diventa rinsecchita e dura come una ciabatta. Stato attuale: stanchezza estrema in the jungle. Ho voglia di vacanza, di mare, di serate fuori con gli amici e di qualche sorpresa che mi sconvolga “in positivo” la vita.

Cose buone in questo mese ce ne sono state. Non è stato un giugno di pessimismo cosmico, anche se a fare un bilancio:

Proposte lavorative a breve termine: 2

Proposte lavorative a lungo termine: 0

Nuovi incontri di amicizia o lavoro : +++

Storie sentimentali di brevissima durata tra maggio e giugno:  vabbè

Situazione sentimentale: stazionaria

Situazione finanziaria: meno di meno

Direi che non vado avanti con altre voci, è già tutto chiaro così. Mi rimetto in cammino sul sentiero dei desideri…del resto i sogni non costano nulla.

Dimmi che fiore vuoi e ti dirò chi sei…e lei scelse i tulipani gialli

i tulipani gialli…

Certi giorni va così:

Poi un sabato mattina di primavera si era fermata a guardare i tulipani gialli che aveva comprato qualche giorno prima e che aveva messo in un vaso sul tavolo del soggiorno. Il giallo non era il suo colore preferito, ma non appena aveva messo piede dentro al negozio del fiorista, tra mille specie e profumi, aveva scelto proprio quelli. Forse perché le ricordavano il sole e lei quel giorno era di buon umore, o forse semplicemente perché spiccavano più di altri.

Era felice con i suoi tulipani, poi però era tornata a casa e per curiosità era andata a vedere che significato avessero, un po’ come per testare dove il suo istinto l’avesse portata. E così aveva cercato e trovato il significato del tulipano giallo: amore senza speranza. Al momento si era fatta prendere dallo sconforto, poi però…qualche giorno dopo, quel sabato mattina, ci aveva riso su.

Del resto era solo la conferma che il suo istinto continuava a darle le risposte giuste. 

Francesca in the jungle

A mente “sgombra” anche il 14 febbraio è una giornata qualunque

Erano vent’anni che non mi capitava, forse anche di più. Probabilmente ero poco meno di un’adolescente quando ho trascorso un San Valentino senza avere qualcuno nel cuore. Mi è successo di nuovo ieri.

E’ stato strano pensarci, davvero stranissimo. Non ero malinconica, nemmeno triste, semplicemente sgombra da pensieri amorosi. Non sono una che ama i festeggiamenti comandati ma avere la consapevolezza di non avere in mente nessuno, mi ha fatto riflettere su quanto sia andata avanti senza nemmeno accorgermene. Forse il segreto è stato davvero quello di non guardarsi indietro. Forse semplicemente a volte si smette di amare e per molto tempo non si ricomincia a farlo.

Mi auguro comunque che in molti ieri abbiano passato la giornata perfetta, quella della sorpresa inaspettata, quella degli attimi che ti fanno battere il cuore. E’ così bello amare, è così bello farlo senza pensare al domani e vivendo ogni singolo attimo….fa stare bene, fa sentire vivi.

Tutti dovrebbero amare almeno una volta. L’ho fatto anch’io, ho vissuto intensamente quei sentimenti e non me ne pentirò mai.

Chissà, magari tra qualche tempo tornerò a farlo, anche se la prossima volta sarà con la consapevolezza di non appoggiarsi mai all’altro, o meglio di non annullarsi per l’altro, perchè quello non è amore.

Si, tra tanto e tanto tempo farò cosi…….magari il prossimo capitombolo sarà meno doloroso….forse!