Per la serie “visione sfuocate”, l’eterna lotta tra testa e cuore

Tra le cose che mi devo appuntare c’è di sicuro il fatto che se hai una escalation di sfighe devi comunque dirti che presto andrà meglio ma con la consapevolezza che ne potrebbero seguire di altre. E dopo la maledizione casalinga tra elettrodomestici e tubi rotti, è arrivata una bella infezione a un occhio. Fortunella!

E per non farci mancare nulla, in un caldo venerdì pomeriggio, mentre ero a letto al buio per un meraviglioso momento di odio nei confronti della luce – a causa dell’occhio ovviamente – un’anta dell’armadio della mia stanza si è staccata finendo sulla cassettiera e distruggendo la tv.

Ora, dieci giorni dopo, anche se non vivo più come i vampiri sono sempre alle prese con questo infiltrato corneale, che a dirlo sembra un po’ un agente segreto, in realtà è una rottura di scatole. Per giorni tv, pc, cellulare, libri e giornali banditi. E così mi sono ritrovata ad ascoltare musica e a pensare…..sempre quando hai bisogno di distrarti capitano queste cose!

Pensa e ripensa, sono finita sempre lì, alla eterna lotta interiore tra testa e cuore. Non ne sono venuta a una tanto per cambiare, più che altro perché il cuore dice una cosa ma la testa, se in un primo momento sembra seguirlo, poi in realtà dice “non farlo”.

Si dice che per raggiungere la felicità è importante capire quale vita si vuole, io credo di averlo capito ma nonostante questo non riesco a raggiungere l’obiettivo. Sarò che ho la vista annebbiata o sarà che sbaglio gli strumenti……

Però ho la mia canzone della settimana: “Per uno come me” dei Negramaro.

Meno male che c’è Giuliano che riesce a mettere in parole ciò che c’è nella mia testa dura, perché si, per ognuno di noi da qualche parte c’è quella persona. Bisogna solo essere fortunati e incontrarla, magari andare a prendersela o farsi portar via. Ma se parliamo di fortuna…allora la mia…

Note to self: trovare il modo di staccare la testa, soprattutto al mare

Un po’ di mare me lo porto via così, con uno scatto

“Se non fosse per l’abbronzatura non direi mai che sei stata in vacanza”. Complimenti edificanti di un sabato mattina in un supermercato comasco.  Ergo: devo avere una faccia che trasmette stanchezza da qualsiasi punto di vista la si osservi.

E in effetti si, mi sento stanca, stanchissima. Non per la vacanza dove c’era il mare, il sole, i miei amici di sempre, il cibo delizioso e il vino buono, ma per tutte quelle persone che da troppo tempo frequentano la mia giungla e continuano a fare in modo che io non abbia il diritto di staccare la testa. Poi ci si è messa pure la bronchite a fare il resto. Però il mare è sempre il mare, sono già nostalgica e ci vorrei tornare.

Sarà anche che prima di partire si è rotto il ferro da stiro, poi nel mentre la lavatrice e ieri giusto per non farsi mancare nulla è toccato al flessibile della vasca da bagno con il risultato che mi sono ritrovata, con sorella e cane coprotagoniste, sommersa da centimetri e centimetri di acqua in mezza casa. Per fortuna poi è arrivato mio padre, l’unico uomo della mia vita 😊, quello che mi salva ogni volta che ho un inghippo. Ora la domanda sorge un po’ spontanea …. ma lassù qualcuno mi ama o devo espiare altre cinquemila colpe delle ventimila vite precedenti?

E lo so che questi non sono i drammi della vita, però che palle!

A questo si aggiunge anche il fatto che una delle mie più care amiche si è lasciata con il fidanzato e mi spiace davvero molto, perché lasciarsi non è mai bello, perché vorresti vedere i tuoi amici solo felici e sereni. Anche in questo caso sono stata la prima telefonata amica. Continuo a chiedermi come sia possibile, vista la mia vita sentimentale palesemente deludente, che i miei amici mi vedano come il primo punto di riferimento quando c’è di mezzo una questione di cuore. In realtà lo fanno spesso con tutte le questioni importanti, brutte e belle. Non nascondo che la cosa però mi fa piacere, forse perché mi fa capire che poi proprio tutta da buttare non sono – in tema di affetti intendo – e che loro vedono qualcosa di me che gli piace tanto da voler condividere le cose importanti.

Cosa che non accade in amore, quello non fa per me. Anche se lo ammetto, nella mia vacanza ligure, in una ventosa sera d’estate, trascorrendo qualche ora in una spiaggia sulla via Aurelia, sono rimasta folgorata da due bellissimi occhi azzurri (a questo aggiungete un sorriso da togliere il fiato). Ma come spesso accade a “Francesca in the jungle”, loro (gli occhi intendo, ma anche il sorriso) non sono rimasti folgorati dai miei… forse perché son marroni e nemmeno da cerbiatta.

E nulla ora si torna alla solita normalità, alla ricerca di un po’ di serenità che sembra non voler arrivare mai, con la speranza di vedere i miei amici stare bene, sia quelli che stanno male per problemi d’amore che per altri. Già vedere la loro, di serenità, mi farebbe sentire meglio.

Note to self: trovare un modo per staccare la testa e ritrovare energie

Programmi per il futuro: oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento….tutto rimandato a settembre.

Alla fine il modo di navigare nel buio lo si trova comunque, anche da soli

Lake Como by night

“Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo per navigare nel buio…”. Credo che Poetica sia una delle canzoni più belle di Cesare Cremonini, uno di quei brani che vorresti sentirti dedicare a sorpresa in una sera d’estate, una di quelle melodie che – se con un pensiero rivolto a te – possono lasciarti a bocca aperta.

Sarà che è iniziata un’altra settimana e io mi sento sempre più stanca. Ancora di più dell’ultimo post dove ero “stracotta” con la bistecca che oggi è talmente rinsecchita che non è più nemmeno una ciabatta.

Sarà che la testa va per la sua ……. pensa oggi, pensa domani, alla fine sono arrivata a tutta una serie di conclusioni che comprendono anche un altro significato di “stracotto” dove però la bistecca sono sempre solo io. Giusto per avere costantemente ben chiaro in mente che nella mia giungla non si riesce mai ad avere ciò che si vorrebbe. Tanto mazzata più, mazzata meno ☹

Meno male che c’è la musica. Almeno si può sognare e credere che un giorno magari arriverà qualcuno che ti ricorderà che “anche se penserai che non è poetica questa vita ci ha sorriso e lo sai”.

Nel frattempo nel buio ci navigo da sola, perché anche nella giungla spesso e volentieri ci sono le onde e si infrangono su di noi….e comunque qualche lucina all’orizzonte la vedo, anche se non è romantica e non ti dice che sei bellissima.

In cammino sul sentiero dei desideri, del resto i sogni non costano nulla

Un mese e più senza blog. Non per pigrizia, ovviamente, ma perché nella mia giungla per sopravvivere serve fare più lavori contemporaneamente. La maggior parte per la gloria, as usual, ma anche in questi trenta e più giorni ho imparato qualcosa di nuovo.

In realtà è stato un mese di cose diverse. Mi sono ritrovata a cucinare per una trasmissione televisiva (non mi sono rivista lo ammetto mi vergognavo troppo), ho testato gli insegnamenti dei corsi di social media per un festival letterario e ho anche presentato una sfilata di moda. Tutto questo mi ha fatto capire ancora una volta quanta energia ti metta fare cose che ti piace fare. Ho fatto anche un casting per fare la comparsa per dei film che gireranno a Como. Mi sono davvero divertita 😊

E adesso, che è luglio e il mondo pensa alle vacanze, io penso a quali altri esperimenti mettere in campo per arrivare a fine estate senza troppa ansia da semi disoccupazione. Del resto ormai è un anno esatto che cerco un lavoro che mi consenta di avere uno stipendio decente, giusto per smettere di fare cinquemila cose insieme e magari, qualche volta non chiedo di più, prendermi un fine settimana o due giorni di libertà senza lo stress del mutuo, del “se non lavoro non mi pubblicano quindi non mi pagano” e del “se non rispondo poi non mi chiamano più”. L’invio di cv non si ferma ma adesso servirebbe la proposta giusta.

Mi sento un po’ cotta, nel senso di stanca ovviamente, anzi stracotta….un po’ come una bistecca che se la lasci troppo in padella diventa rinsecchita e dura come una ciabatta. Stato attuale: stanchezza estrema in the jungle. Ho voglia di vacanza, di mare, di serate fuori con gli amici e di qualche sorpresa che mi sconvolga “in positivo” la vita.

Cose buone in questo mese ce ne sono state. Non è stato un giugno di pessimismo cosmico, anche se a fare un bilancio:

Proposte lavorative a breve termine: 2

Proposte lavorative a lungo termine: 0

Nuovi incontri di amicizia o lavoro : +++

Storie sentimentali di brevissima durata tra maggio e giugno:  vabbè

Situazione sentimentale: stazionaria

Situazione finanziaria: meno di meno

Direi che non vado avanti con altre voci, è già tutto chiaro così. Mi rimetto in cammino sul sentiero dei desideri…del resto i sogni non costano nulla.

Dimmi che fiore vuoi e ti dirò chi sei…e lei scelse i tulipani gialli

i tulipani gialli…

Certi giorni va così:

Poi un sabato mattina di primavera si era fermata a guardare i tulipani gialli che aveva comprato qualche giorno prima e che aveva messo in un vaso sul tavolo del soggiorno. Il giallo non era il suo colore preferito, ma non appena aveva messo piede dentro al negozio del fiorista, tra mille specie e profumi, aveva scelto proprio quelli. Forse perché le ricordavano il sole e lei quel giorno era di buon umore, o forse semplicemente perché spiccavano più di altri.

Era felice con i suoi tulipani, poi però era tornata a casa e per curiosità era andata a vedere che significato avessero, un po’ come per testare dove il suo istinto l’avesse portata. E così aveva cercato e trovato il significato del tulipano giallo: amore senza speranza. Al momento si era fatta prendere dallo sconforto, poi però…qualche giorno dopo, quel sabato mattina, ci aveva riso su.

Del resto era solo la conferma che il suo istinto continuava a darle le risposte giuste. 

Francesca in the jungle

Perchè al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui

m’ama o non m’ama….

All’improvviso poi è esplosa la primavera, inaspettata e caldissima. E con lei, come ogni anno, sono sbocciate le grandi passioni, gli amori impossibili e le bizzarre infatuazioni. In questo periodo dell’anno non c’è scampo, prima o poi ci cascano tutti.

E noi donne siamo incredibilmente complicate, partiamo con le margheritine e i “m’ama o non m’ama”, che tanto poi alla fine novanta volte su cento scegliamo quello che ci fa dannare come matte prima di capire se c’è una possibilità o no.

Che poi tutto sommato questo “vortice” che travolge il mondo femminile che mi circonda, mi distrae un po’ dal divorzio. Ebbene si, è arrivato il momento delle carte, degli accordi e dell’avvicinarsi della chiusura di un capitolo lunghissimo e che nel bene e nel male ti ha segnato per sempre.

Così mi domando: ma la mia primavera cosa mi riserverà? Al momento ancora nulla di nuovo e soprattutto di buono!

In attesa di scoprirlo rifletto ancora una volta sul perchè al meraviglioso e complesso popolo delle fanciulle riesca così facile cascare nella rete, intrappolate in qualcosa dal quale è difficile liberarsi. E così ci innamoriamo di quello che non ci considera, o di quello che ci prende e ci molla con una maestria invidiabile, o di quello impegnato, oppure dell’amico di sempre al quale non sai se confessare o meno. Che poi  volte le impegnate siamo noi e così siamo combattute tra il nuovo e il vecchio. Per non parlare poi degli ex che dopo una lunga assenza invernale, con l’arrivo della primavera si riprensentano quando meno te lo aspetti.

Partono i gruppi whatsapp tra donne, le chat a chiedere consigli agli amici maschi perchè alla fine vogliamo una risposta che ci permetta di capire quelli che vengono da Marte, mentre noi su Venere attendiamo un segnale. Un momento siamo confuse, l’altro siamo al settimo cielo, poi siamo di nuovo a terra. Insomma un po’ come cantava Giorgia “tu mi porti su, poi mi lasci cadere”.

In questi giorni è tutto uno scambio di screenshot e di messaggi vocali. Un botta e risposta di consigli, di aggiornamenti, di “non gli rispondo più, però magari”.

Benvenuta primavera….speriamo che quest’anno tu faccia sbocciare più gioie che dolori. Del resto al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui.

Avanti anni luce: il pioniere inadeguato

Poi è arrivata la primavera, quella sul calendario, ma anche quella nella testa. Quella meravigliosa sensazione di rinascita, di voglia di cose nuove, di leggerezza, di abiti colorati, di aperitivi con gli amici e di letture al tramonto.

Adoro la primavera, è senza dubbio la mia stagione preferita, è un po’ come riscoprire se stessi, le proprie passioni, la propria essenza. E….inevitabilmente ti viene anche in mente che forse potresti provare a metterti in gioco di nuovo, sotto tutti gli aspetti. Se però poi penso all’amore, ecco che mi viene sempre quella sorta di orticaria, quella cosa che ti fa dire “non è ancora tempo”.

Sarà per la consapevolezza che dal lato sentimenti ultimamente mi sento una pioniera. Mi viene un po’ da ridere se penso a me come una avanti anni luce rispetto agli altri, ma è così che mi sento. Anche se la sensazione è bella, resta comunque la consapevolezza che c’è troppa distanza tra me e chi mi circonda e così, di nuovo quel senso di fastidio e di inadeguatezza.

Negli ultimi anni ho compreso che è un po’ come se avessi il compito di accompagnare gli altri (e per altri intendo gli uomini che ho avuto al mio fianco, anche solo per brevi periodi) per un tratto delle loro vite per poi lasciarli andare. Proprio così, lasciarli andare senza lottare, perchè consapevole che di persone così non ho bisogno. Persone apparentemente forti e sicure, ma che si rivelano in realtà fragili e bisognose di essere comprese e spronate per raggiungere i propri traguardi. La cosa incredibile e che spesso li raggiungono. Forse sarei un ottimo life coach 😊

Il problema però è che poi improvvisamente sono loro a essere colpiti da una strana forma di nostalgia che li porta a dire (anche quando è inopportuno e non necessario) che hanno sbagliato a lasciarti andare.

Personalmente non è una bella sensazione. Non sono una persona vendicativa quindi non scatta in me nemmeno quella strana forma di superbia che ti fa pensare “beh, peggio per te”. Non è bello essere condannato a restare nel cuore delle persone, ma avere la consapevolezza che queste ultime lo capiscono solo quando ormai è troppo tardi.

E allora mi domando: ma non sarebbe meglio viversi il momento senza troppi se o ma, senza tante definizioni e senza troppi progetti per il futuro? Che poi, chi può dirlo cosa accadrà?

Anche la persona apparentemente più affidabile del mondo a un certo punto potrebbe cambiare improvvisamente rotta, abbandonare la retta via e farlo senza troppi scrupoli.

Il sentimento nobile porta a idealizzare e poi ti accorgi che….

anche la bella addormentata nel bosco un giorno si è svegliata…

“Le nobili principesse amano pienamente con tutto il loro cuore. A volte però amano uno splendido ideale, piuttosto che una persona reale”.

Ho trovato questa frase nelle note del mio telefono mentre facevo pulizia tecnologica. Non mi ricordo dove l’ho letta, ma se me la sono copiata e incollata vuol dire che in quel momento avevo la consapevolezza di aver idealizzato l’altro e non una volta sola ma troppe.

In realtà non so se sono una nobile principessa ma so che qualcosa di “nobile” in me c’è quando si parla di sentimenti.

Il problema del “divinizzare” gli altri è che lo scopri sempre quando ormai è troppo tardi. Quando l’altra persona, che sia amore o amicizia, ha prosciugato tutte le nostre energie, tutto il nostro bene….ti ritrovi spiazzato e fa male, male da morire.

Mi piacerebbe imparare a smettere di idealizzare le persone, di vederle per come sono davvero fin da subito, di coglierne pregi e difetti per decidere se farle entrare o meno nella mia vita. Smettere di giustificare – ma non di cercare di comprendere – certi atteggiamenti. Non so se ci riuscirò ma almeno voglio provare. In realtà lo sto già facendo e la cosa non mi dispiace affatto.

Ma lo appunto anche qui, alla voce: compiti a casa.

Pensavo fosse primavera, invece era un inganno. E ci si mette anche il freddo!

Risvegli gelati….

E quando finalmente si iniziava a respirare aria di primavera, ecco che è arrivata lo coda dell’inverno a farsi sentire. Non so se è il gelo che allontana la bella stagione o semplicemente uno stato mentale, ma sono giorni che sono combattuta.

Sono combattuta tra due vite diverse: quella che sogno e quella che sto vivendo e che in un certo senso vorrei abbandonare. Non sono le rivoluzioni nella vita a crearmi difficoltà, ma lo stallo delle cose. E’ assurdo, c’è gente che teme ogni minimo cambiamento, io invece ho bisogno di una rivoluzione costante per sentirmi realizzata.

Ma da mesi tutto è fermo, ho affrontato più volte la salita, sono riuscita a raggiungere la vetta, poi ogni volta qualcuno o qualcosa ha fatto in modo che scivolassi giù di nuovo per poi risalire -colpa anche mia che ho mal interpretato i segnali che il mio istinto mi stava dando -, quelli scivoloni così repentini che non sono una discesa, anzi se ci penso rende di più l’idea di arrivare sulla cima e accorgersi che in realtà era un inganno perchè la fine della salita era molto più in su, solo avevo visto male.

Ora la domanda è: quando si smette di salire? Quando incontrerò una discesa, anche piccolina, giusto per riprendere un po’ fiato?

Non sono un’amante della montagna eppure ho sempre trovato qualcosa di affascinante in chi decide di scalarla, di raggiungere le punte più alte. E in realtà, sebbene sia tutto faticoso e difficile, c’è un qualcosa di attraente e di coinvolgente in questo bizzarro percorso che il destino mi sta riservando.

Probabilmente avevo ancora delle cose da capire, da metabolizzare, qualcosa per prepararmi al prossimo ostacolo o a una strada spianata…questo ancora lo devo scoprire.

A mente “sgombra” anche il 14 febbraio è una giornata qualunque

Erano vent’anni che non mi capitava, forse anche di più. Probabilmente ero poco meno di un’adolescente quando ho trascorso un San Valentino senza avere qualcuno nel cuore. Mi è successo di nuovo ieri.

E’ stato strano pensarci, davvero stranissimo. Non ero malinconica, nemmeno triste, semplicemente sgombra da pensieri amorosi. Non sono una che ama i festeggiamenti comandati ma avere la consapevolezza di non avere in mente nessuno, mi ha fatto riflettere su quanto sia andata avanti senza nemmeno accorgermene. Forse il segreto è stato davvero quello di non guardarsi indietro. Forse semplicemente a volte si smette di amare e per molto tempo non si ricomincia a farlo.

Mi auguro comunque che in molti ieri abbiano passato la giornata perfetta, quella della sorpresa inaspettata, quella degli attimi che ti fanno battere il cuore. E’ così bello amare, è così bello farlo senza pensare al domani e vivendo ogni singolo attimo….fa stare bene, fa sentire vivi.

Tutti dovrebbero amare almeno una volta. L’ho fatto anch’io, ho vissuto intensamente quei sentimenti e non me ne pentirò mai.

Chissà, magari tra qualche tempo tornerò a farlo, anche se la prossima volta sarà con la consapevolezza di non appoggiarsi mai all’altro, o meglio di non annullarsi per l’altro, perchè quello non è amore.

Si, tra tanto e tanto tempo farò cosi…….magari il prossimo capitombolo sarà meno doloroso….forse!