Pensavo fosse primavera, invece era un inganno. E ci si mette anche il freddo!

Risvegli gelati….

E quando finalmente si iniziava a respirare aria di primavera, ecco che è arrivata lo coda dell’inverno a farsi sentire. Non so se è il gelo che allontana la bella stagione o semplicemente uno stato mentale, ma sono giorni che sono combattuta.

Sono combattuta tra due vite diverse: quella che sogno e quella che sto vivendo e che in un certo senso vorrei abbandonare. Non sono le rivoluzioni nella vita a crearmi difficoltà, ma lo stallo delle cose. E’ assurdo, c’è gente che teme ogni minimo cambiamento, io invece ho bisogno di una rivoluzione costante per sentirmi realizzata.

Ma da mesi tutto è fermo, ho affrontato più volte la salita, sono riuscita a raggiungere la vetta, poi ogni volta qualcuno o qualcosa ha fatto in modo che scivolassi giù di nuovo per poi risalire -colpa anche mia che ho mal interpretato i segnali che il mio istinto mi stava dando -, quelli scivoloni così repentini che non sono una discesa, anzi se ci penso rende di più l’idea di arrivare sulla cima e accorgersi che in realtà era un inganno perchè la fine della salita era molto più in su, solo avevo visto male.

Ora la domanda è: quando si smette di salire? Quando incontrerò una discesa, anche piccolina, giusto per riprendere un po’ fiato?

Non sono un’amante della montagna eppure ho sempre trovato qualcosa di affascinante in chi decide di scalarla, di raggiungere le punte più alte. E in realtà, sebbene sia tutto faticoso e difficile, c’è un qualcosa di attraente e di coinvolgente in questo bizzarro percorso che il destino mi sta riservando.

Probabilmente avevo ancora delle cose da capire, da metabolizzare, qualcosa per prepararmi al prossimo ostacolo o a una strada spianata…questo ancora lo devo scoprire.

A mente “sgombra” anche il 14 febbraio è una giornata qualunque

Erano vent’anni che non mi capitava, forse anche di più. Probabilmente ero poco meno di un’adolescente quando ho trascorso un San Valentino senza avere qualcuno nel cuore. Mi è successo di nuovo ieri.

E’ stato strano pensarci, davvero stranissimo. Non ero malinconica, nemmeno triste, semplicemente sgombra da pensieri amorosi. Non sono una che ama i festeggiamenti comandati ma avere la consapevolezza di non avere in mente nessuno, mi ha fatto riflettere su quanto sia andata avanti senza nemmeno accorgermene. Forse il segreto è stato davvero quello di non guardarsi indietro. Forse semplicemente a volte si smette di amare e per molto tempo non si ricomincia a farlo.

Mi auguro comunque che in molti ieri abbiano passato la giornata perfetta, quella della sorpresa inaspettata, quella degli attimi che ti fanno battere il cuore. E’ così bello amare, è così bello farlo senza pensare al domani e vivendo ogni singolo attimo….fa stare bene, fa sentire vivi.

Tutti dovrebbero amare almeno una volta. L’ho fatto anch’io, ho vissuto intensamente quei sentimenti e non me ne pentirò mai.

Chissà, magari tra qualche tempo tornerò a farlo, anche se la prossima volta sarà con la consapevolezza di non appoggiarsi mai all’altro, o meglio di non annullarsi per l’altro, perchè quello non è amore.

Si, tra tanto e tanto tempo farò cosi…….magari il prossimo capitombolo sarà meno doloroso….forse!

Il futuro non sarà una fotocopia del passato, anche se certi giorni ti manca l’aria

Certi giorni va così. Va che ti manca l’aria e che tutto sembra irraggiungibile, impossibile e irrealizzabile. Certi giorni non puoi fare a meno di ripensare ai tuoi fallimenti, alle tue colpe, ma anche a chi ha finto di tenderti la mano per poi farti lo sgambetto.

Sono i giorni in cui non hai voglia di alzarti dal letto, di affrontare il mondo….ma ti alzi e lo affronti, perchè seppur con la consapevolezza di sbagliare ancora e tanto, pensi che comunque sia andata prima, non per forza il futuro ne sarà la fotocopia. Anche perchè più rifletti e più sei sicuro che non avresti fatto diversamente.

Anche certe notti va così, solo che invece di alzarti vorresti solo prendere sonno.  Sono i momenti complicati, quelli che più spaventano, ma che anche più confortano. Sono gli istanti in cui realizzi che sei forte, che ti rialzi sempre e comunque, che il dolore si sente meno….ma non si smette di sentire male del tutto. In sostanza continui a vivere, facendo però più attenzione alle tue cicatrici.

Giornate di gennaio, pensieri sparsi e discorsi curiosi

Erano settimane che non mi mettevo a scrivere sul blog. Non perchè non avessi cose da dire, ma semplicemente perchè nel momento giusto non ero nel luogo adatto. Per la serie: come sempre le cose vanno al contrario. E ora che ho tempo di scrivere tutti i pensieri intelligenti sono evaporati e mi ritrovo qui a buttar giù cose sparse.

Gennaio sta finendo, non è che la cosa mi dispiaccia visto che odio il freddo e ogni giorno in meno all’arrivo della primavera mi fa solo piacere, anche se speravo che arrivasse qualche bella novità sul fronte lavorativo. Invece no, al momento nulla di nuovo, nulla di particolarmente esaltante.

Non  ho nemmeno scelto il buon proposito di febbraio anche se posso congratularmi con me stessa per aver mantenuto l’impegno per quello di gennaio. E anche per aver fatto terra bruciata in tema di aspiranti corteggiatori. Ma questa è un’altra storia e ne parlerò nei prossimi giorni.

Sul fronte amoroso, che sembra essere quello più atteso dai lettori di Francesca in the jungle viste anche le mail che mi arrivano, vorrei rassicurare tutti che nulla di nuovo è successo.

Insomma….calma piatta su tutti i fronti.

“Novità?” chiedono i miei amici in attesa che io risponda che si, che c’è qualche novità, non so magari che ho incontrato l’uomo dei miei sogni. Cosa che direi al momento sarebbe difficile identificare visto che nella mia testa c’è di tutto, tranne l’idea di come dovrebbe essere l’uomo dei miei sogni. L’ho sempre avuto un uomo dei sogni…poi all’improvviso, puff, sparito!

In ogni caso possiamo dire che la mia deludente vita sentimentale attira anche l’attenzione degli sconosciuti come il tizio che l’altro giorno in metropolitana quasi casca dal ridere.

Ero sul vagone in direzione Porta Genova con una mia amica per andare a un corso, si parlava di uomini, di donne, di relazioni e di tante altre cose. E come mia abitudine, così come quella di molte mie amiche per fortuna, ci siamo messe a condividere gli aggiornamenti sul panorama maschile che in questo periodo ci circonda. Io ho anche aggiunto che mia sorella, dopo aver cercato di convincermi a iscrivermi a un sito di dating online fallendo miseramente, ha deciso di provare con l’alternativa reality in tv per trovarmi un fidanzato.

Il racconto era abbastanza ricco di battute e di controbattute della mia amica e così il ragazzo, che per altro era anche carino, prima ha allungato un po’ l’orecchio, poi ancora un po’, fino a essere così attento alla discussione di non essersi nemmeno accorto che la cosa era abbastanza evidente.

Ma cosa c’è di più bello di far sorridere qualcuno? E così siamo andate avanti…fino a quando si è messo così tanto a sghignazzare che non si è più preoccupato del fatto che la metropolitana ogni tanto frena e così è quasi cascato per terra.

Siamo scesi alla stessa fermata, poi il “curiosone” si è perso tra la folla…peccato, sarebbe stato carino capire il suo punto di vista. Chissà, magari ci avrebbe dato il consiglio giusto

Un’amica, un cocktail e una chiave di lettura per il presente

discussioni costruttive davanti a un buon cocktail

Sempre più donne sono convinte di non voler più rinunciare al proprio status di “single” per storie che a lungo andare non le porteranno alla felicità. Per molto tempo ho faticato a capire il perché ma più passano i giorni, più inizio a condividere il fatto che alla mia età, per investire in qualcosa di serio, deve esserci una ragione che ti faccia pensare che ne vale la pena.

Sono riflessioni che condividevo l’altra sera con un’amica davanti a un cocktail. Lei – single da molto più tempo di me – si domanda se è arrivato il momento di riprovare a investire in qualcuno. Dopo tanto, infatti, finalmente nella sua vita si è palesato un ragazzo “normale”, uno di quelli che fa le cose giuste, che è affidabile e che le fa pensare che nella sua schiera affettiva possono entrare anche uomini buoni e altruisti. Tutto bello, tutto positivo, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto ecco che scatta la paura. “Sono in grado di rinunciare alla mia vita? alla mia totale autonomia? e sono sicura che dopo tanti stronzi io sia pronta per un bravo ragazzo?”.

Sono domande che si fa lei, sono domande che mi faccio io. La mia fortuna però, al momento, è che non c’è nella mia vita un uomo pronto a costruire qualcosa con me.  Credo che per stare con me ci voglia coraggio ora e mi rendo conto che è molto più semplice investire in qualcosa di facile che fare fatica. Di solito gli uomini fanno così.

A lei auguro che abbia la voglia di provarci e di superare le sue paure. A me invece dico di continuare a investire sulla famiglia, sui miei amici, sul lavoro e sulle mie passioni. Nella mia vita non ho mai conosciuto un uomo che mi abbia fatta sentire speciale e ho come la sensazione che non capiterà ancora per molto.  Credo sia arrivato anche il momento di scrivere quel famoso messaggio a “madamino”.

In tutta questa storia penso di essere sulla via della specializzazione in “chiusura dei capitoli”, chissà magari un giorno inventeranno un master 🙂  Nel frattempo mi preparo al prossimo…..

Olivia e Amanda: quando le donne forti sono sfigate in amore….e se va male a loro!

Da quando il blog ha preso vita la frase più ricorrente che mi sento dire è: “Sei un po’ la Carrie Bradshaw comasca”. Direi proprio di no. Però mi rendo conto che l’ideale della donna single è per molti solo “Sex & The City”. Sebbene la serie mi sia piaciuta moltissimo – la guardo e la riguardo quando ho occasione – come ho già detto in passato in Carrie mi ci riconosco ben poco.

Carrie non è il mio ideale di donna, ma di sicuro anch’io ho una vera e propria passione per le serie tv e come molti, ho anche io le mie eroine: Olivia e Amanda.

Sono proprio loro, due donne in gamba e fortissime, a farmi sentire meno sola 🙂 perchè si, sono belle, brave, con le palle, vestite benissimo, ma sfigatissime in amore.  Olivia Pope e Amanda Clarke, le protagoniste di “Scandal” e “Revenge” hanno anche loro due giungle complicate.

E’ incredibile come spesso si trovi consolazione nel protagonista di un libro che stiamo leggendo, in quello di un film o di una serie tv. Razionalmente parlando forse non ha molto senso, ma quanto è bello sentirsi compresi pur sapendo che il personaggio in questione non sa?

Tra amanti, vecchi amori che tornano, amori mai espressi, fidanzati stronzi e egoisti, uomini sfruttatori e chi più ne ha più ne metta, ecco che anche queste due donne brillanti, intelligenti e sexy, riescono sempre a farsi fregare dall’amore.

In più in entrambe mi ci ritrovo in molte cose e tra queste l’abitudine di Olivia di riflettere sulla giornata appena vissuta seduta sul divano con un buon bicchiere di vino rosso……forse perché concludere così fa sembrare tutto meno deludente, oppure semplicemente perché è un ottimo sonnifero per le serate in cui prendere sonno sembra complicato.

E così mi domando:  esistono uomini in grado di dare amore a donne così? Per il momento la risposta per me è no. Credo che anche chi sostiene di preferire le sfide provando a uscire con donne imprevedibili e ingestibili, alla fine scelga il “domabile”.  Giusto o sbagliato non lo so, ma alla fine va sempre così.

Io più passa il tempo più mi vedo difficile. Ne parlavo questa sera con un’amica spiegandole come sia complicato, ora che ho riconquistato la mia libertà, pensare di rivedere il tutto per costruire qualcosa con qualcuno. E lei giustamente diceva che molte nostre coetanee la pensano come me.

Sarò mai pronta a condividere di nuovo i miei spazi e la mia vita? Al momento mi sembra improbabile, ma guardo al lato positivo: forse nel mio futuro non ci sarà l’uomo della mia vita, ma probabilmente avrò delle soddisfazioni professionali e una bellissima borsa di Prada., quella che invidio a Olivia!

 

Tagliare i rami secchi è difficile, ma ancora di più capire le piante da evitare

Sono quasi due anni che la mia vita è in continuo cambiamento. Non faccio in tempo a abituarmi a qualcosa che tutto all’improvviso cambia, sia nella vita privata che nel lavoro. Ma se per quanto riguarda la mia professione le nuove sfide sono stimolanti, nella vita privata continuo a incassare delusioni.

Chissà perché arriva un momento in cui realizzi che le persone a cui dai di più, quando hanno finito di spremerti per rubarti le energie positive e il bene che gli trasmetti, all’improvviso spariscono. Tagliare i rami secchi è difficile, ma ancora di più capire a priori a quali piante è meglio non avvicinarsi…. Più volte mi sono ripromessa di non dare il 100% a qualcuno che non lo merita, ma alla fine sono tornata sempre sui miei passi, sbagliando. Ho questo terribile difetto di vedere le persone migliori di come sono, mi illudo che in loro ci sia qualcosa di più, in realtà mi sbaglio e incasso solo delusioni.

Ma quando arriva il momento in cui si è in grado di avvertire, prima di sbattere l’ennesima testata contro un muro, l’egoismo di molti? Al momento mi risulta ancora difficile ma di sicuro ho imparato a non dare una terza o quarta possibilità. La seconda, purtroppo, continuo ancora a concederla.

Inizio a pensare che sia arrivato il momento di ricevere del “bello”. Non che mi manchi qualcosa, nonostante tutto mi ritengo una persona fortunata, ma ho davvero voglia di una novità. Qualcosa che ti sorprenda positivamente, qualcosa che ti faccia dimenticare quante persone negative hai fatto entrare nella tua vita e di quante energie hai speso per capire i loro comportamenti visto che non hai avuto il diritto di avere un ultimo confronto sincero. Quanti “ti voglio bene” detti senza vero sentimento, quante bugie.

Qualcosa di nuovo però c’è: una nuova professione. Una nuova avventura che nasce dalle mie esperienze precedenti e che verrà completata da nuovi interessi, studiando, lavorando sul campo e confrontandomi con professionisti seri e preparati.

Una novità che mi ha permesso di passare qualche giorno a Roma, dove, tra uno spostamento in taxi e l’altro, mi sono resa conto che non avere qualcuno a casa che ti aspetta rende tutto più semplice. Riuscire a immergersi anima e corpo in qualcosa, senza distrazioni o la preoccupazione di togliere attenzioni a qualcuno, al momento mi sembra una grande fortuna.

Inizio a pensare che forse per una volta qualcosa è arrivato al momento giusto….e mi auguro che accada di nuovo in futuro per tutto il resto.

La vità è anche una calza elastica, ma non “sciattiamoci”

Bandito lo “sciattame”. Se c’è una cosa che non capisco è perché le persone che soffrono per amore devono abbandonarsi a una forma di autodistruzione estetica. Ma per quale motivo?

Vi hanno mollato? State male? Va bene ma non è che per questo ci si deve trasformare in una versione trasandata e improponibile di noi stessi.

Ho conociuto donne e uomini che nella fase dell’abbandono si sono lasciati così andare da diventare quasi impresentabili. Ma perchè perdere così la propria essenza, la propria dignità?

Che poi non è che consolare un’amica o un amico che non si lava e ha i capelli sporchi, le magliette con le patacche di sugo di una settimana e l’aspetto di uno che è appena uscito dalla palestra senza lavarsi sia il massimo della vita.

Ecco pensiamo anche a chi ci sta vicino nei momenti dolorosi…già si deve subire le nostre paturnie, almeno lasciamo che non si disgusti nel farlo, anche solo all’idea di abbracciarci.

Lo so benissimo che chiudersi in casa e stare a letto a soffrire sembra essere l’istitinto primario, perchè fa male tutto, perchè ti manca l’aria, perchè tutto sembra fare schifo, ma sforzarsi aiuta, almeno io la penso così.

Ho passato mesi dormendo poco più di tre ore (anche perché quando chi ti ha mollata ha dormito per settimane nella stanza accanto alla tua russando beato non è stato semplice prendere sonno), piangendo, ridendo come un’isterica, parlando fino alla sfinimento o entrando in fasi di silenzio assoluto. Alla fine però, ogni volta che mi guardavo allo specchio e vedevo i miei occhi stanchi, tristi, pensavo fosse doveroso rendergli giustizia.

Non per una questione di vanità, ma di rispetto verso se stessi. E allora via di maschere, di smalto, di bagni rilassanti. Coccolarsi un po’ fa bene, provateci! E non preoccupatevi di chi, vedendovi con le unghie curate, il trucco e un bel vestito, può pensare che allora non soffrite. Solo le persone superficiali possono credere che un involucro ben tenuto sia la dimostrazione che non ci sia sofferenza dentro.

Essere single può essere il momento giusto per provare a volersi più bene. Io ci sto provando: mangio più sano….molto più sano, faccio più sport, leggo di più, ascolto di più, mi prendo più tempo per guardarmi dentro e capire chi sono e cosa voglio. Il mio obiettivo è di diventare migliore di come sono. Non so se ci riuscirò ma almeno ci voglio provare.

Provate a riflettere immersi in una vasca da bagno e vederete che non tutti i problemi sono così insormontabili. Quando siete tristi mangiatevi qualcosa che vi piace o fatevi un regalo. Volersi bene non è un difetto.

Io poi ho la fortuna di riuscire a prendermi in giro, chi mi conosce bene lo sa. E così scherzo con l’estetista quando mi si sbecca lo smalto dopo aver fatto i piedi.

“Dai passa che te lo sistemo” scrive lei via messaggio e io rispondo “tranquilla questo fine settimana i piedi me li vedo solo io, passo poi”. E iniziamo scambiarci via whatsapp faccine che ridono.

Mi prendo in giro anche quando il mio amico chirurgo vascolare mi prescrive la calza elastica perchè alla sera mi sento le gambe gonfie: “Fra, però non è che sia molto sexy sappilo” e io “ah beh direi che posso tranquillamente dormirci”.

E le vedo le loro facce, come quelle di tutti quelli che mi vogliono bene. E’ chiaro che i loro occhi parlano e dicono che vogliono vedermi felice prima o poi. Beh, la notizia è che io non sono infelice, anzi ho imparato a apprezzare di più le piccole cose. Quindi chissà come reagirò quando arriveranno le grandi belle cose 🙂

E’ dura trovare il lato positivo, non è che anche io tutti i giorni riesca a farlo, però provare a darsi una mano da soli a risollevarsi è fondamentale….anche se certe mattine decidete di seguire i consigli dell’esperto e vi mettete a lottare con la calza elastica prima di andare al lavoro!

La fragilità è una debolezza? Forse no, almeno non oggi

Sentirsi fragili è sintomo di debolezza? Io odio sentirmi svuotata e senza forze, perché ho la sensazione di non avere la lucidità giusta per affrontare le cose e di mancare l’obiettivo.

In questi giorni però mi sento particolarmente fragile ma allo stesso tempo molto reattiva: contraddizioni.

La separazione, il riprendersi la propria vita in mano, cercare di scoprire chi sei oggi, che persona sei diventata e cosa fare per migliorarti. Sono percorsi che richiedono tanta introspezione, ma anche tante energie.

Mai come in questo momento ho ben chiaro chi e cosa mi rende vulnerabile e vedo tutto questo come un ostacolo alla mia forza che è sempre stata la mia salvezza.

E’ incredibile come ogni batosta ti insegni a reagire sempre di più, con lucidità e sempre più velocemente. Ma è anche tutta questa forza – quella che molti mi invidiano – che più mi spaventa. Le persone che mi circondano mi fanno sempre notare come vorrebbero avere questa qualità. Io però mi domando se è davvero una qualità o una condanna.

Perché quelle stesse persone sono le prime a vacillare quando percepiscono che sei in difficoltà. Del resto è come vedere una colonna che sai essere solida e che improvvisamente si sgretola. Una piccola crepa, poi una più profonda e il terrore che tutto possa crollare….

Ed è proprio la difficoltà nei loro occhi a spingerti sempre di più a mostrarti imperturbabile, almeno all’apparenza. La realtà poi è che appena chiudi la porta di casa, finalmente, hai nuovamente il diritto di sentirti fragile, di lasciare ogni sentimento libero, di lasciare che le lacrime scendano indisturbate, che la rabbia esploda….

Il timore però è che tutta questa forza mi faccia diventare fredda, realmente imperturbabile e che il cinismo diventi parte integrante della mia vita.

Poi però ci rifletto e penso che la stessa fragilità che tanto mi spaventa, al momento, è anche la mia salvezza. Tempo fa mi ero appuntata un frase e oggi ho pensato fosse il momento giusto per rileggerla: “Non era affatto debole, era straordinariamente fragile e potente come tutte le persone forti e profonde…”.

 

Rinnovare is the new fare shopping

Rinnovare is the new fare shopping

Sarà che è primavera ma anche le donne della giungla hanno voglia di leggerezza, di pensare a cose belle e che mettono allegria. Da giorni finalmente sono arrivati nelle vetrine dei negozi i colori: maglie, abiti, scarpe e borse da urlo. Ebbene si, come ogni donna, anch’io ho una voglia matta di comprare cose nuove. Anche perché quest’anno tra i colori “must have” c’è il fucsia e chi mi conosce lo sa….io adoro il fucsia.

Il mio occhio radar ha catturato almeno cinque elementi che vorrei nel mio armadio, perché del resto o è amore a prima vista o non ho nessuna intenzione di stare ore a provarmi cose. Sogni, sogni e tanti bei sogni, poi c’è il dannato conto in banca che piange e quindi per forza devi scontrarti con la realtà. Meraviglie direttamente “dalle stelle alle stalle” che poi le mie stalle, diciamoci la verità, sono sempre più lussuose di altre stalle dove davvero si fa molta più fatica a arrivare a fine mese.

Però anche questa volta – è stata dura lo ammetto – ho deciso di trovare il lato positivo della cosa. Ci stavo pensando in questo fine settimana dedicato al cambio di stagione nell’armadio. Rispetto agli ultimi, quattro o cinque, cambi di armadio, per me finalmente questo è un po’ diverso.

Negli ultimi due anni ho perso il conto di quante volte ho spostato, sistemato, traslocato e risistemato abiti e accessori. Prima il trasloco dalla vecchia casa impacchettando mie e sue cose, poi l’arrivo nella nuova casa e una sistemazione provvisoria di tutto, poi ancora una sistemazione più ordinata…fino ai giorni della separazione quando, non solo ho dovuto rispostare ancora una volta la mia roba in un’altra stanza, ma quando mi è anche toccato dover preparare le sue cose da portare via.

Ebbene si. Mr Money, nonostante le mie richieste di portare via le sue cose per provare a avere la mente più sgombra (sfido chiunque di voi a trovarvi tutte le mattine in casa oggetti o indumenti di chi vi ha fatto soffrire) non ha mai fatto un passo. E così gli ho raccolto tutto in una stanza e per settimane ho atteso che venisse a prendere tutto.

Forse avrei dovuto fare come mi dicevano gli altri e buttargli le cose per strada, ma anche quella volta ho atteso e non mi pento di averlo fatto, è stata l’ennesima lezione sul senso di rispetto e sulla mancanza di tatto che alcune persone possono avere.

Comunque tornando all’armadio, finalmente questa è la primavera del “mi sistemo le mie cose con calma e con amore”. E così sto facendo. E mentre sogno di comprarmi cose che probabilmente non mi comprerò mai, faccio il punto sulle mie piccole conquiste.

Dopo un anno sono più brava con l’economia domestica, dopo un anno se stabilisco un budget di spesa è quello e non c’è tubino di Ermanno Scervino scontatissimo e con una sola taglia disponibile (la mia) che riesca a farmi perdere la ragione.

Da mesi poi ho riscoperto il piacere del rinnovare cose che ho già (non ho rinunciato a acquistare ma di sicuro ho diminuito in modo considerevole il superfluo). Accorciare, stringere, rimodellare abiti, gonne e maglie è anche divertente. Ho sempre invidiato le mie amiche brave con la macchina da cucire perchè davvero alcune di loro hanno questa abitudine e riescono a crearsi capi unici bellissimi.

Grazie anche al validissimo supporto della mia amica Emma, che non solo è la mia consulente di immagine a costo zero ma sa anche perfettamente capire al volo cosa può piacermi e cosa no, ci divertiamo a dare nuova vita a abiti belli che però hanno bisogno di un tocco nuovo. In realtà lei oltre che un tocco nuovo sta anche dando una bella accorciata a tutte le mie gonne al motto di “vuoi fare vedere un po’ queste gambe?”. Alla fine vince sempre lei e le gonne si accorciano!

E così in questi giorni, dopo la messa in prova, sono in attesa di ritirare le ultime creazioni di Fra&Emma cucite dalla sua abile sarta. Più di tutto attendo un abitino bianco e nero che non vedo l’ora di mettere….un po’ come il sandalo scontato al 70% che mi sono comprata ieri. Era un affare, impossibile non portarlo a casa e comunque sono rimasta nel budget 🙂