Racconti di fine estate: io, me e l’insopportabile settembre

La foto del post l’ho scattata l’ultima volta che sono stata a Firenze. Sono state giornate belle in compagnia di un’amica speciale. Oggi le ho promesso che torno presto, non vedo l’ora.

Quasi un’intera estate senza scrivere su The Jungle. Sto ancora cercando di capire se sia un bene o un male. Di cose da dire ne avrei una valanga, devo solo capire se sia il caso di condividerle o meno. Comunque possiamo ripartire per gradi dal grigio, il colore che ho voluto predominante nella mia casa, la tinta del mio nuovo smalto. Non ho ancora capito se è un colore che mi porta bene o meno, di sicuro mi piace e continuo a circondarmene.

In questi mesi sono successe molte cose, alcune degne di nota, altre meno, di sicuro nessuna però ha segnato in positivo la mia giungla. Una cosa buona però c’è stata, anche se comporta ancora più fatica di prima: sono nella mia nuova casa.

Pensavo che sarebbe stato un trasferimento traumatico, invece mi sono trovata benissimo. Chi mi conosce sa cosa comporti occupare una casa che fino a qualche mese fa era comunque una fonte di reddito, ma nonostante tutto sia difficile, pesante, complicato…io nella mia casetta da single mi sento a casa mia e questa è una cosa fantastica. Poi vabbè la casa è nel centro di una città di provincia, che mi sta stretta, ma non si può avere tutto.

E così tra uno scatolone e l’altro, tra un senso all’armadio e uno agli armadietti, è arrivato settembre. Il mese che non sopporto, il mese che mi sta stretto. Oggi poi è il 6 che da ormai 12 anni si caratterizza per eventi che hanno un influsso negativo. Però tutto serve e in questa decade e poco più ho imparato che se ho un senso di mal di stomaco nel fare una cosa, anche se sembra una figata pazzesca, allora non la devo fare.

Anche oggi, 6 settembre, ho avuto la conferma che devo dare retta alle mie sensazioni e che quindi se avverti che qualcuno non è sincero con te, non vuole davvero il tuo bene, ma agisce per il proprio egoismo, allora è meglio evitarlo. Invece no, anche stavolta dovevo sbatterci la faccia e farmi male. E non lo nego, mentre scrivo queste righe ho vicino a me un calice di Pinot nero e sto sgarrando la dieta che da ormai dieci giorni stavo seguendo alla lettera. Del resto, come dice la mia amica Giulia con la quale ho avuto una stretta corrispondenza messagistico-telefonica per affrontare meglio questa giornata nefasta, tutte le diete hanno un giorno di sgarro.

Era il 6 settembre del 2008 quando, in una giornata di fine estate, andavo ad una sorta di festa, di bianco vestita e con un bouquet in mano. Nonostante le scarpe da Cenerentola, costate più del vestito ma credetemi nel valeva la pena, è stato poi evidente che non c’era nessuna favola. Da quel giorno lì, e per i primi sette anni non mi sono mai data una spiegazione, questa data mi regala sempre spiacevoli situazioni. Ma per assurdo sono anche quelle che mi aprono gli occhi, seppur regalandomi momenti di indimenticabile sofferenza, che però mi aiutano a vedere la vita così com’è davvero.

Quando è iniziata l’avventura di The Jungle speravo di poter raccontare una storia di riscatto. Pensavo di poter scrivere in breve tempo di aver raggiunto gli obiettivi che per scelte diverse avevo accantonato da tempo. Oggi il bilancio è abbastanza deludente. Il riscatto non c’è e inizio a pensare che forse The Jungle mi è servito per capire che non tutte le storie hanno un lieto fine. Di sicuro però, a suon di delusioni, in questi anni ho imparato molte lezioni. Ancora però non ho appreso come non abbassare la guardia da chi finge di essere interessato a te, ma invece vuole solo una soluzione per sfuggire dai propri problemi.

Il fatto è che le mie sensazioni dicevano giusto, poi come sempre però ho il brutto vizio di sopravvalutare le persone o meglio, di vedere il buono in loro. Lo dico a me e lo dico a tutte le persone che come me, inspiegabilmente dato il quotidiano lavoro di introspezione, continuano a cadere dalla padella alla brace.

Circondatevi di persone che vogliano stare con voi e che sappiano il perché, lasciatevi amare da qualcuno che pensi che siete la persona per cui vale la pena. Oggi volevo parlare anche di appuntamenti 😊 e di madamino, ma il post per lo stile del mio blog è già troppo lungo, quindi magari ne parlo un’altra volta.

Anche perché oggi i miei direct di instagram pullulano di messaggi su come esorcizzare questo settembre, quindi è tempo di dedicarmi agli amici, che fortunatamente sono la parte bella della mia vita. Dalla giungla e il pinot nero per oggi è tutto insomma 😊

Colonna musicale un classicone, il mio amato Vasco: “Senza parole”

La foto del post l’ho scattata l’ultima volta che sono stata a Firenze. Sono state giornate belle in compagnia di un’amica speciale. Oggi le ho promesso che torno presto, non vedo l’ora.

In attesa della regia perfetta

La vita è fatta senza dubbio di incontri che a volte però sono più come degli scontri. Nel senso che ti ci imbatti in maniera così improvvisa e prepotente, da rimanerci un po’ tramortito.  Il problema resta poi capire se il destino ti sta offrendo finalmente qualcosa di bello o l’ennesimo problema da affrontare. Magari però ti sta solo preparando a qualcosa di meglio, ma per comprenderlo devi comunque passare da lì.

E anche vero però che in certi momenti è lecito prendersi ciò che di bello il destino ti offre, senza vivere con il dubbio che sia prossima la fregatura. Quando accade, anche le persone più determinate a non farsi “fregare” giocando sempre in difesa, le barriere poi le abbassano e si lasciano travolgere. Accade, prima o poi accade a tutti.

Ci riflettevo ieri sera dopo aver visto il nuovo film di Woody Allen, pensando a quanto possa far bene una ventata di romanticismo nella vita di tutti noi, la mia compresa. La cosa mi è tornata in mente anche oggi, in un tranquillo mercoledì di dicembre, durante una singolare merenda. Anche se, a dir la verità, io di gesti romantici ne ho ricevuti davvero pochi. Forse però, riflettendoci, farebbe bene anche a me. Così come guardando sul grande schermo New York credo di dover al più presto regalarmi un viaggio 😊

E per romanticismo non intendo un fiore o un regalo, gesti bellissimi si, ma che forse non riescono a dare la scossa necessaria a un cuore malandato. Per “defibrillarlo” a volte, serve qualcosa di molto più inaspettato, qualcosa di perfetto, al momento giusto, nel posto giusto. Dove, come, quando non si sa! Bisogna solo credere che prima o poi succederà!

Chissà come mai poi, le combinazioni giuste della tua mente, le vedi proiettate in un film. In attesa della perfetta regia, sarà comunque piacevole immaginare coincidenze bellissime che ti lasciano senza parole. Un po’ come quando assaggi un pasticcino con le more, alla vista bellissimo e al gusto deliziosamente soddisfacente.

A Viola, Fra e a tutti quelli che: “a noi la normalità ci schifa”

Riflessioni al calar del sole

Premessa: non a tutti piace la normalità, a me compresa.

Detto questo, inizio a riflettere sul fatto che forse la chiave del successo in tema di relazioni amorose è che se una parte è totalmente al di fuori dall’ordinario, allora l’altra deve rientrare nei canoni della “normalità”. Del resto le coppie di successo che conosco sono così.

C’è anche da dire che alcune persone, che per proprietà caratteriali sono definibili “particolari”, sembra siano destinate ad essere una calamita per folli.

E su questo punto, da un po’ di tempo a questa parte, mi sento meno sola 🙂

Perchè come direbbe la mia amica Viola (nome di fantasia, ma solo il nome perchè lei esiste e davvero è la testimonianza che nelle sfighe non si è mai soli): “La normalità a noi ci schifa”.

Oggi, insomma, se non lo avevate ancora capito parliamo d’amore. Ebbene si, è tempo di sentimenti nella giungla di Francesca, ma anche in quella di Viola e di tutti gli altri, donne e uomini, che come noi sono schifati dalla normalità.

La storia ormai si ripete da anni. Conosciamo qualcuno di carino, ci sembra un tipo a posto, ma bastano pochi giorni per capire che non è così. Nel frattempo tutti i nostri amici si fidanzano, si sposano, alcuni si lasciano ma poco dopo si innamorano e si fidanzano di nuovo. Ma noi no, Viola e la Fra, loro sono da anni in una costante: il tizio strano.

C’è da dire che forse anche noi ci mettiamo del nostro perchè sarebbe cosa buona e giusta, alle prime avvisaglie di dramma, allontanarsi dal pericolo. Ma noi no, a noi il brivido serve e così tutto si evolve ma tutto resta come prima.

E per non farci mancare nulla, nelle nostre vite ci sono loro, quelli che escono dalla tuo raggio d’azione, ma non escono mai davvero, quelli che sono e saranno il tuo punto debole, quelli che ci sono o non ci sono è lo stesso perchè tanto le giornate te le cambiano nel bene o nel male comunque. E probabilmente lo sanno anche loro.

E così ci ritroviamo a fare 200 chilometri per poi sentirci dire “A volte vorrei scriverti poi passa il momento, ma tu scrivimi”, oppure a trasferirci per mesi e mesi nella sua città senza mai incontrarlo, oppure a lunghi silenzi a un semplice messaggio per sapere come sta, per poi settimane dopo riceverne uno assolutamente spiazzante. Poi spediamo cartoline, cerchiamo confronti che riaprono cicatrici, insomma, un sacco di cose che potrebbero essere evitate.

E quando cerchiamo il chiodo per schiacciare il chiodo..Marte, Giove, Urano, Plutone e chi ne ha più ne metta, fa in modo che si caschi dalla padella alla brace. E nel mentre facciamo cose assurde come accompagnare la nostra amica dal suo grande amore e poi doverla trascinare nel luogo previsto perchè si è impalata e la paura ha preso il sopravvento.

Con il senno di poi…penso che forse sarebbe meglio disertare certi appuntamenti che non ci crea il destino ma noi stessi, forse per risparmiarci un po’ di quell’amara consapevolezza che per certe persone non saremo mai una priorità.

Ma non finisce qui, perché con l’estate sono arrivati nuovi segnali di pericolo incombente 🙂 O meglio di chat contrastanti..

Non ci resta che attendere le prossime mosse.. nel frattempo cercheremo di sdrammatizzare come sempre.

Questo post lo dedico proprio a Viola, un’altra lottatrice con il cuore di panna <3.  Lei sa perchè.

La Fra e le tre moschettiere: gita ad Alssio per cuori solitari

Alassio…

Ero partita per fare un post triste, anzi in realtà l’avevo scritto, poi sono passati i giorni e il testo era lì, sul mio telefono, ma non l’ho mai pubblicato su The Jungle.

Il motivo: non lo so!

So solo che quando sono tornata da Alassio, dove sono andata per una serie di vicissitudini, ho capito che non ho più bisogno di dare nuovi volti a luoghi vecchi. Ebbene si, quella piccola perla della Liguria è stata per anni meta di rifugio per brevi fughe dalla città con Mr Money. Ed è proprio in quei luoghi che, poco prima che scoppiasse la bomba, avevo intuito che c’era qualcosa che non andava. Ma all’epoca non stavo benissimo e così, sdraiata sotto l’ombrellone, ricordo di aver scacciato dalla mia testa quella strana sensazione che avevo provato e mi ero rimessa a leggere il libro.

Con il senno di poi….ho fatto male. Di sicuro, se avessi affrontato la questione, forse mi sarei evitata molta sofferenza dopo, ma non ero in forze e me lo perdono. In realtà mi sono perdonata un sacco di cose, perchè comunque nessuno di noi è perfetto, quindi a volte credo sia solo importante capire quanto è successo e fare tesoro di certi insegnamenti, che personalmente penso possano arrivare solo da noi stessi.

Ad Alassio da single ci ero già tornata l’estate scorsa e percorrendo il budello non ero stata benissimo, lo ammetto, proprio in quel momento avevo capito che ci sarei dovuta tornare con calma.

Il destino poi ci ha messo lo zampino, come spesso accade, e così in Liguria ci sono tornata per una serie di motivi di cui magari parlerò in un altro post. Accompagnata da tre care amiche, che sono state preziosissime in questa avventura, sono così partita per “salutare” il mare d’inverno, nel vero senso della parola perchè alla primavera mancavano pochissimi giorni.

Lo ammetto, non è stato facile rivedere le spiagge, gli angoli, i ristoranti, gli scorci, le gallerie d’arte….insomma, è stato come essere travolti da un vento fortissimo, una tormenta di ricordi e di sensazioni.

E così in un soleggiato e limpido giovedì mattina di marzo, vagando su una spiaggia un po’ persa, qualche lacrima è scesa….voltandomi però ho trovato un angioletto pronto a tendermi un fazzoletto e a dirmi: “vuoi star da sola o ti va un po’ di compagnia?”.

Ed è li, vedendo arrivare le altre due moschiettere pronte a incidere sulla sabbia una scritta che riportava il nome del soggetto di cui sopra con l’aggiunta di un hashtag che non stiamo a riportare ma di cui abbiamo documentazione fotografica, che FraD’Artagnan ha ritrovato il sorriso.

Ancora una volta, insomma, non posso che dirmi che fortunata ad avere amici così!

Per il resto, direi che la riassumiamo con le parole di un video che io e la mia compagna di stanza – che cercava di intrattenermi dopo una notte insonne – abbiamo trovato su YouTube: “Cinque sono le lettere che accompagnano la parola amore….proprio come merda!”.

Per la serie “visione sfuocate”, l’eterna lotta tra testa e cuore

Tra le cose che mi devo appuntare c’è di sicuro il fatto che se hai una escalation di sfighe devi comunque dirti che presto andrà meglio ma con la consapevolezza che ne potrebbero seguire di altre. E dopo la maledizione casalinga tra elettrodomestici e tubi rotti, è arrivata una bella infezione a un occhio. Fortunella!

E per non farci mancare nulla, in un caldo venerdì pomeriggio, mentre ero a letto al buio per un meraviglioso momento di odio nei confronti della luce – a causa dell’occhio ovviamente – un’anta dell’armadio della mia stanza si è staccata finendo sulla cassettiera e distruggendo la tv.

Ora, dieci giorni dopo, anche se non vivo più come i vampiri sono sempre alle prese con questo infiltrato corneale, che a dirlo sembra un po’ un agente segreto, in realtà è una rottura di scatole. Per giorni tv, pc, cellulare, libri e giornali banditi. E così mi sono ritrovata ad ascoltare musica e a pensare…..sempre quando hai bisogno di distrarti capitano queste cose!

Pensa e ripensa, sono finita sempre lì, alla eterna lotta interiore tra testa e cuore. Non ne sono venuta a una tanto per cambiare, più che altro perché il cuore dice una cosa ma la testa, se in un primo momento sembra seguirlo, poi in realtà dice “non farlo”.

Si dice che per raggiungere la felicità è importante capire quale vita si vuole, io credo di averlo capito ma nonostante questo non riesco a raggiungere l’obiettivo. Sarò che ho la vista annebbiata o sarà che sbaglio gli strumenti……

Però ho la mia canzone della settimana: “Per uno come me” dei Negramaro.

Meno male che c’è Giuliano che riesce a mettere in parole ciò che c’è nella mia testa dura, perché si, per ognuno di noi da qualche parte c’è quella persona. Bisogna solo essere fortunati e incontrarla, magari andare a prendersela o farsi portar via. Ma se parliamo di fortuna…allora la mia…

Note to self: trovare il modo di staccare la testa, soprattutto al mare

Un po’ di mare me lo porto via così, con uno scatto

“Se non fosse per l’abbronzatura non direi mai che sei stata in vacanza”. Complimenti edificanti di un sabato mattina in un supermercato comasco.  Ergo: devo avere una faccia che trasmette stanchezza da qualsiasi punto di vista la si osservi.

E in effetti si, mi sento stanca, stanchissima. Non per la vacanza dove c’era il mare, il sole, i miei amici di sempre, il cibo delizioso e il vino buono, ma per tutte quelle persone che da troppo tempo frequentano la mia giungla e continuano a fare in modo che io non abbia il diritto di staccare la testa. Poi ci si è messa pure la bronchite a fare il resto. Però il mare è sempre il mare, sono già nostalgica e ci vorrei tornare.

Sarà anche che prima di partire si è rotto il ferro da stiro, poi nel mentre la lavatrice e ieri giusto per non farsi mancare nulla è toccato al flessibile della vasca da bagno con il risultato che mi sono ritrovata, con sorella e cane coprotagoniste, sommersa da centimetri e centimetri di acqua in mezza casa. Per fortuna poi è arrivato mio padre, l’unico uomo della mia vita 😊, quello che mi salva ogni volta che ho un inghippo. Ora la domanda sorge un po’ spontanea …. ma lassù qualcuno mi ama o devo espiare altre cinquemila colpe delle ventimila vite precedenti?

E lo so che questi non sono i drammi della vita, però che palle!

A questo si aggiunge anche il fatto che una delle mie più care amiche si è lasciata con il fidanzato e mi spiace davvero molto, perché lasciarsi non è mai bello, perché vorresti vedere i tuoi amici solo felici e sereni. Anche in questo caso sono stata la prima telefonata amica. Continuo a chiedermi come sia possibile, vista la mia vita sentimentale palesemente deludente, che i miei amici mi vedano come il primo punto di riferimento quando c’è di mezzo una questione di cuore. In realtà lo fanno spesso con tutte le questioni importanti, brutte e belle. Non nascondo che la cosa però mi fa piacere, forse perché mi fa capire che poi proprio tutta da buttare non sono – in tema di affetti intendo – e che loro vedono qualcosa di me che gli piace tanto da voler condividere le cose importanti.

Cosa che non accade in amore, quello non fa per me. Anche se lo ammetto, nella mia vacanza ligure, in una ventosa sera d’estate, trascorrendo qualche ora in una spiaggia sulla via Aurelia, sono rimasta folgorata da due bellissimi occhi azzurri (a questo aggiungete un sorriso da togliere il fiato). Ma come spesso accade a “Francesca in the jungle”, loro (gli occhi intendo, ma anche il sorriso) non sono rimasti folgorati dai miei… forse perché son marroni e nemmeno da cerbiatta.

E nulla ora si torna alla solita normalità, alla ricerca di un po’ di serenità che sembra non voler arrivare mai, con la speranza di vedere i miei amici stare bene, sia quelli che stanno male per problemi d’amore che per altri. Già vedere la loro, di serenità, mi farebbe sentire meglio.

Note to self: trovare un modo per staccare la testa e ritrovare energie

Programmi per il futuro: oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento….tutto rimandato a settembre.

Alla fine il modo di navigare nel buio lo si trova comunque, anche da soli

Lake Como by night

“Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo per navigare nel buio…”. Credo che Poetica sia una delle canzoni più belle di Cesare Cremonini, uno di quei brani che vorresti sentirti dedicare a sorpresa in una sera d’estate, una di quelle melodie che – se con un pensiero rivolto a te – possono lasciarti a bocca aperta.

Sarà che è iniziata un’altra settimana e io mi sento sempre più stanca. Ancora di più dell’ultimo post dove ero “stracotta” con la bistecca che oggi è talmente rinsecchita che non è più nemmeno una ciabatta.

Sarà che la testa va per la sua ……. pensa oggi, pensa domani, alla fine sono arrivata a tutta una serie di conclusioni che comprendono anche un altro significato di “stracotto” dove però la bistecca sono sempre solo io. Giusto per avere costantemente ben chiaro in mente che nella mia giungla non si riesce mai ad avere ciò che si vorrebbe. Tanto mazzata più, mazzata meno ☹

Meno male che c’è la musica. Almeno si può sognare e credere che un giorno magari arriverà qualcuno che ti ricorderà che “anche se penserai che non è poetica questa vita ci ha sorriso e lo sai”.

Nel frattempo nel buio ci navigo da sola, perché anche nella giungla spesso e volentieri ci sono le onde e si infrangono su di noi….e comunque qualche lucina all’orizzonte la vedo, anche se non è romantica e non ti dice che sei bellissima.

In cammino sul sentiero dei desideri, del resto i sogni non costano nulla

Un mese e più senza blog. Non per pigrizia, ovviamente, ma perché nella mia giungla per sopravvivere serve fare più lavori contemporaneamente. La maggior parte per la gloria, as usual, ma anche in questi trenta e più giorni ho imparato qualcosa di nuovo.

In realtà è stato un mese di cose diverse. Mi sono ritrovata a cucinare per una trasmissione televisiva (non mi sono rivista lo ammetto mi vergognavo troppo), ho testato gli insegnamenti dei corsi di social media per un festival letterario e ho anche presentato una sfilata di moda. Tutto questo mi ha fatto capire ancora una volta quanta energia ti metta fare cose che ti piace fare. Ho fatto anche un casting per fare la comparsa per dei film che gireranno a Como. Mi sono davvero divertita 😊

E adesso, che è luglio e il mondo pensa alle vacanze, io penso a quali altri esperimenti mettere in campo per arrivare a fine estate senza troppa ansia da semi disoccupazione. Del resto ormai è un anno esatto che cerco un lavoro che mi consenta di avere uno stipendio decente, giusto per smettere di fare cinquemila cose insieme e magari, qualche volta non chiedo di più, prendermi un fine settimana o due giorni di libertà senza lo stress del mutuo, del “se non lavoro non mi pubblicano quindi non mi pagano” e del “se non rispondo poi non mi chiamano più”. L’invio di cv non si ferma ma adesso servirebbe la proposta giusta.

Mi sento un po’ cotta, nel senso di stanca ovviamente, anzi stracotta….un po’ come una bistecca che se la lasci troppo in padella diventa rinsecchita e dura come una ciabatta. Stato attuale: stanchezza estrema in the jungle. Ho voglia di vacanza, di mare, di serate fuori con gli amici e di qualche sorpresa che mi sconvolga “in positivo” la vita.

Cose buone in questo mese ce ne sono state. Non è stato un giugno di pessimismo cosmico, anche se a fare un bilancio:

Proposte lavorative a breve termine: 2

Proposte lavorative a lungo termine: 0

Nuovi incontri di amicizia o lavoro : +++

Storie sentimentali di brevissima durata tra maggio e giugno:  vabbè

Situazione sentimentale: stazionaria

Situazione finanziaria: meno di meno

Direi che non vado avanti con altre voci, è già tutto chiaro così. Mi rimetto in cammino sul sentiero dei desideri…del resto i sogni non costano nulla.

Dimmi che fiore vuoi e ti dirò chi sei…e lei scelse i tulipani gialli

i tulipani gialli…

Certi giorni va così:

Poi un sabato mattina di primavera si era fermata a guardare i tulipani gialli che aveva comprato qualche giorno prima e che aveva messo in un vaso sul tavolo del soggiorno. Il giallo non era il suo colore preferito, ma non appena aveva messo piede dentro al negozio del fiorista, tra mille specie e profumi, aveva scelto proprio quelli. Forse perché le ricordavano il sole e lei quel giorno era di buon umore, o forse semplicemente perché spiccavano più di altri.

Era felice con i suoi tulipani, poi però era tornata a casa e per curiosità era andata a vedere che significato avessero, un po’ come per testare dove il suo istinto l’avesse portata. E così aveva cercato e trovato il significato del tulipano giallo: amore senza speranza. Al momento si era fatta prendere dallo sconforto, poi però…qualche giorno dopo, quel sabato mattina, ci aveva riso su.

Del resto era solo la conferma che il suo istinto continuava a darle le risposte giuste. 

Francesca in the jungle

Perchè al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui

m’ama o non m’ama….

All’improvviso poi è esplosa la primavera, inaspettata e caldissima. E con lei, come ogni anno, sono sbocciate le grandi passioni, gli amori impossibili e le bizzarre infatuazioni. In questo periodo dell’anno non c’è scampo, prima o poi ci cascano tutti.

E noi donne siamo incredibilmente complicate, partiamo con le margheritine e i “m’ama o non m’ama”, che tanto poi alla fine novanta volte su cento scegliamo quello che ci fa dannare come matte prima di capire se c’è una possibilità o no.

Che poi tutto sommato questo “vortice” che travolge il mondo femminile che mi circonda, mi distrae un po’ dal divorzio. Ebbene si, è arrivato il momento delle carte, degli accordi e dell’avvicinarsi della chiusura di un capitolo lunghissimo e che nel bene e nel male ti ha segnato per sempre.

Così mi domando: ma la mia primavera cosa mi riserverà? Al momento ancora nulla di nuovo e soprattutto di buono!

In attesa di scoprirlo rifletto ancora una volta sul perchè al meraviglioso e complesso popolo delle fanciulle riesca così facile cascare nella rete, intrappolate in qualcosa dal quale è difficile liberarsi. E così ci innamoriamo di quello che non ci considera, o di quello che ci prende e ci molla con una maestria invidiabile, o di quello impegnato, oppure dell’amico di sempre al quale non sai se confessare o meno. Che poi  volte le impegnate siamo noi e così siamo combattute tra il nuovo e il vecchio. Per non parlare poi degli ex che dopo una lunga assenza invernale, con l’arrivo della primavera si riprensentano quando meno te lo aspetti.

Partono i gruppi whatsapp tra donne, le chat a chiedere consigli agli amici maschi perchè alla fine vogliamo una risposta che ci permetta di capire quelli che vengono da Marte, mentre noi su Venere attendiamo un segnale. Un momento siamo confuse, l’altro siamo al settimo cielo, poi siamo di nuovo a terra. Insomma un po’ come cantava Giorgia “tu mi porti su, poi mi lasci cadere”.

In questi giorni è tutto uno scambio di screenshot e di messaggi vocali. Un botta e risposta di consigli, di aggiornamenti, di “non gli rispondo più, però magari”.

Benvenuta primavera….speriamo che quest’anno tu faccia sbocciare più gioie che dolori. Del resto al cuor non si comanda e anche se ci si prova, alla fine vince lui.