Quattro passi in autunno tra segnali chiarificatori e milkshake cervellotici

passeggiando in centro

Se il buongiorno si vede dal mattino allora per la settimana cosa vale? E’ solo martedì e in due giorni mi si è spaccata la copertura di un dente, la tecnologia mi è avversa e in più sembra proprio che siano i giorni della pesantezza, nel senso che il mio grado di sopportazione nei confronti dell’umanità è pari a zero. Mi sono fatta anche una passeggiata, osservando i colori dell’autunno, ma sono tornata a casa più confusa di prima.

Forse mi serve una vacanza o semplicemente un colpo di fortuna. Ancora meglio sarebbe riuscire a sbrogliare sta benedetta matassa e capire dove indirizzare tutte le energie per raggiungere i miei obiettivi professionali. Come ne esco? Ma soprattutto, ne uscirò mai?

Ho un sacco di idee nella mia testa, sembra un frullatore impazzito, vorrei fare mille cose, poi però la realtà dei fatti è che non trovo la via per mettere in atto tutto questo. E’ come preparare uno splendido milkshake al cioccolato ma, al momento di versarlo nel contenitore per berlo, avere il coperchio bloccato!

E questo mi rende nervosa, quindi credo di essere anche parecchio insopportabile al momento, anche se la mia famiglia e i miei amici non mi stanno dicendo niente. Forse perchè ormai capiscono i miei momenti o forse semplicemente perchè mi vogliono bene e hanno imparato a sopportarmi.

Il fatto è che le persone come me, quelle che tra la via vecchia e quella nuova scelgono sempre la seconda, spesso sbagliando e accumulando delusioni, per uno strano meccanismo del cervello che non riesco a spiegare, anche quando sembra che, a furia di collezionare cicatrici stiano per mollare il colpo e arrendersi, improvvisamente tirano su la testa e ripartono spedite. Ma sarà sano questo comportamento? E porterà a dei risultati?

Come ogni giorno anche oggi mi faccio mille domande con la speranza di trovare almeno la risposta a un quesito. Una delle mie migliori amiche mi chiama “pressolina” perchè in dialetto comasco avere “pressa” significa aver fretta e io nella vita voglio sempre tutto subito. Quindi vorrei subito un segnale, vorrei subito vedere dei risultati. Che poi in questo caso mi sembra di essere stata più che paziente. Due anni di continue delusioni non sono proprio una passeggiata, quindi in questo caso tanto pressolina non sono 🙂

Forse sto imparando a essere paziente, è già un risultato!

Poi è vero, nella vita voglio tutto subito, non ho pazienza e mi stanco facilmente. Tutti abbiamo i nostri difetti, ma vuoi mettere la sensazione di ricevere finalmente quello che speravi di ottenere…

Ode al venerdì “pigiamato”: perché divano è bello, ma sempre con stile.

Divano, film e un buon bicchiere di vino…

Facciamo in modo che il mondo accetti che il venerdì “pigiamato” non è un reato e nel farlo scegliamo l’outfit giusto. Ci stavo riflettendo ieri sera quando, dopo una serie di messaggi di amici che mi proponevano di andare in un posto o in un altro, ho deciso di starmene a casa. Così dopo cena, mi sono messa il mio pigiamino e mi sono fiondata sul divano a guardare Gomorra….una sensazione di relax meravigliosa, fino a quando non mi sono imbattuta in un articolo trovato online tra una puntata e l’altra.

“Alzatevi da quel divano, uscite dalla vostra zona di confort e apritevi all’amore” citava più o meno il testo che raccontava come superare la paura di innamorarsi di nuovo dopo tanti anni da single.

Un articolo senza dubbio interessante, con i consigli dell’esperto che posso anche condividere, ma che insomma insisteva un po’ troppo sul fatto che le persone senza un compagno o una compagna abbiano sempre più la tendenza a chiudersi in casa per paura di incontrare qualcuno e innamorarsi.

Ok, gli esperti sono esperti e avranno senza dubbio davanti agli occhi una casistica più ampia della mia, ma sinceramente credo che vivere serenamente il fine settimana sul proprio divano, senza essere tacciati di sfigataggine, non sia solo un diritto delle coppie. Poi per carità, se uno si chiude in casa per settimane senza uscire una sera, probabilmente qualche problema da risolvere c’è, ma per chi alterna week end fuori casa ad altri più domestici, non credo si possa parlare di “paura d’amare”.

Forse io sarò un caso strano ma di certo sono una persona che esce spesso, che per lavoro incontra un sacco di gente, ma qualcuno da amare direi proprio di no.

Anche perchè chi l’ha detto che l’amore non può suonare al campanello proprio mentre sei chiuso in casa a guardarti un film? Ok, non è il mio caso perchè i miei vicini sono noti e nemmeno così interessanti, però chi sa mai che un giorno l’amore ti bussi proprio alla porta 🙂 Nel mondo ci saranno persone che si sono conosciute su un pianerottolo, suonando uno alla porta dell’altro per chiedere un po’ di zucchero o del caffè?

Quindi non è tanto lo stare a casa il problema, forse è il tipo di pigiama? Si sa che non sono una fan della sciatteria e per questo credo che una donna, ma anche un uomo, possa essere interessante anche indossando il giusto capo da notte.

Detto questo… io anche anche questa sera esercito il mio diritto di stare a casa. Tra poco mi metto sul divano, guardo un film, mi bevo un bicchiere di vino e mi godo la mia serata. Per il pigiama, per fortuna, c’è sempre Victoria’s secret….

Un strana calma apparente: che sia la quiete prima della tempesta?

Riflessioni metropolitane tra un viaggio e l’altro

Sono sempre più convinta di vivere un momento di calma apparente. Ho come la sensazione che questa sia la quiete prima della tempesta, ora mi resta da capire se quando arriverà sarà quella perfetta o l’ennesima delusione.

 

Nemmeno queste giornate da pendolare tra Como e Milano, fatte di spostamenti, di caos, di gente diversa, riescono a levarmi di dosso questa sensazione di una strana tranquillità che sta per essere interrotta da qualcosa. Il pensiero torna sempre lì.

Sono settimane che non succede nulla, nessuna novità, nessun cambiamento. Da un lato penso che sia un bene visto che il bilancio degli ultimi due anni parla chiaro: batoste battono delusioni mille a cinque. E scrivo cinque perchè voglio essere ottimista….

Il fatto però è che tutta questa tranquillità mi destabilizza e mi annoia. Io mi annoio facilmente, chi mi conosce lo sa, figuriamoci in questo momento della mia vita così deludente e monotono. Annoiata e delusa…chissà che spasso starmi vicino!

“Come va? “, “Novità?”, “Cosa mi racconti di bello?” classiche domande che tutti ti fanno ma per le quali tu non hai risposte. La sfanghi con un “solito dai” poi però cerchi di spostare la discussione su altri argomenti, ma ti tiri la zappa sui piedi perchè la domanda successiva è peggio delle precedenti: “Fra, ti vedi con qualcuno? Fidanzati?”.

Ommmmmmmmmmmmmmmm

Ed è proprio in questi momenti che mi appare un’immagine ben precisa nella testa. Vedo solo me stessa in un posto lontano a meditare. Un luogo fatto di silenzio, dove nessuno ti fa domande alle quali non vuoi rispondere. Sebbene questa immagine mi infonda benessere, poi penso che sarebbe comunque una fuga dalla realtà. E io non scappo…

A volte penso che dovrei inventarmi storie fantastiche, quelle che mettono serenità alle persone a cui le racconti, forse dovrei narrare di progetti lavorativi che a breve si concretizzeranno o di ammiratori perfetti che ti fanno sentire la donna più fortunata del mondo.

O forse dovrei provare con il diario dei desideri. Del resto dicono che se scrivi le cose che vuoi che si realizzino, queste accadano per davvero.

Proverò! Anzi, a dire il vero…. riflettendoci, penso di averlo appena fatto.

Le “mazzate” aiutano a crescere e la morale della favola cambia

Non ci resta che credere nelle coccinelle

Non può piovere per sempre e questo è un dato di fatto. Ma la domanda è: quando smetterà? O meglio, quando arriverà qualche buona notizia? Il fatto è che dopo due anni di alti e bassi, decisamente molti più bassi che alti, serve – come già dicevo tempo fa – quel famoso segnale che ti faccia credere ancora in qualcosa.

Concordo con gli esperti del buonumore che ringraziare ogni giorno per quel che si ha è un’ottima abitudine e io lo faccio. Non dimentico mai di avere una famiglia e degli amici che mi vogliono bene, di essere più fortunata di molti altri e di avere un cane meraviglioso. Però credo che a 35 anni passati, dopo tante mazzate, sia giusto augurarsi una svolta positiva.

Il rischio, quando passano anni senza segnali, è di disilludersi del tutto. Io sono già molto disillusa, non completamente, ma poco ci manca. Per non parlare del corpo che somatizza con la gastrite acuta che torna nella tua vita proprio quando ormai pensavi fosse solo un brutto ricordo.

L’incertezza del futuro, lavorativamente parlando, la stiamo affrontando in molti e, se non si prova, è davvero difficile capire come ci si senta davvero. In questo momento della mia vita, a differenza di molte mie amiche che magari come me vivono la precarietà, l’obiettivo non è trovare l’amore della vita, per me è realizzarmi professionalmente. Questo non significa essere pagata cifre stratosferiche facendo poco e nulla, sia chiaro, ma semplicemente avere il diritto di fare il mio lavoro, ricevendo in cambio uno stipendio congruo e che mi consenta di pagarmi dei corsi, di viaggiare e perchè no, di autoprodurre dei progetti che ho nel cassetto.

Spesso si dice che la mia generazione pretende troppo, che non conosce il sacrificio e la fatica, che è viziata. Forse è così, non ho la risposta per tutti, però credo che sia molto più facile generalizzare e criticare, piuttosto che cercare di capire e analizzare. Del resto, solo noi siamo davvero a conoscenza delle battaglie che stiamo affrontando, di quello che proviamo nel lottare o nel scegliere di non farlo.

Quando tutto va storto poi, quando le sconfitte sono tante e tu lotti, lotti, ma non ottieni mai un risultato, l’unica cosa di cui puoi fare tesoro è l’arricchimento interiore. Le mazzate, ne sono sicura, se analizzate aiutano a crescere. A volte però aiutano anche a diventare più realisti. Morale della favola: sono sempre più convinta che nella vita vincono i cattivi.

I lunedì di fine estate e quel bilancio un po’ malinconico

Estate comasca

Sarà che l’estate sta finendo, sarà che le vacanze sono già un ricordo, ma oggi è senza dubbio uno di quei lunedì da ansia del futuro. Ebbene si, non avere nessuna certezza in certi momenti è destabilizzante. Più di tutto non avere più il tuo lavoro con contratto indeterminato per un errore di valutazione è spiazzante, così come non aver ricevuto nemmeno una risposta a tutti i cv inviati. Ok, è ufficiale sono demoralizzata e preoccupata.

E questo non vuol dire smettere di lottare ma significa farlo con il morale sotto i piedi. Oggi, 28 agosto, è stato un lunedì ad alto tasso di ansia. Sarà che mi sono dovuta confrontare con l’home banking e con i miei piani di sopravvivenza che non vedono ancore di salvezza a lungo termine. Piani che valutati da me, che con i numeri sono una frana, potrebbero rivelarsi ancora più a breve termine.

Dopo aver scritto per il giornale così ho cercato di fare di tutto per distrarmi. Del resto sono anni che non lavoro da casa e non sono abituata ad avere ritmi così diversi dai folli di prima (questo però non è un male). Ho fatto un corso online di 10 crediti deontologici per la formazione continua obbligatoria, ho sistemato un po’, ho corso, ho fatto mezzora di stretching, ho fatto merenda, ho fatto anche molte altre cose….ma tutto questo non è servito. E così oggi mi arrendo al malumore, sperando che domani le cose vadano meglio.

E mentre sudavo sperando di smaltire qualche caloria ho fatto anche un bilancio della mia vita allo stato attuale:

Situazione sentimentale: inesistente

Lavoro: no comment

Finanze: no comment bis

Salute: discreta

Ecco, posso consolarmi con la salute. Ho anche cercato un po’ di incoraggiamento in almeno 10 siti di oroscopi. Dicono tutti  che settembre sarà positivo per l’ariete…speriamo.

“Mandatemi un segnale che c’è anche oggi un motivo per sorridere” pensavo scrivendo il post…quando mi suona il telefono. Era la mia profumeria di fiducia che mi informava che la prossima settimana ci sarà uno scontro extra sulla mia linea di cosmetici preferiti e che ho diritto anche a un trattamento gratuito.

Cercavo un segnale, qualcosa è arrivato. Occasione colta al volo così settimana prossima potrò consolarmi con un po’ di sana vanità, giusto per riflettere davanti allo specchio con una faccia più gradevole alla vista….

E mentre stavo per titolare il post, è squillato di nuovo il telefono. Era una delle ragazze che ho conosciuto in vacanza. Una di quelle persone “belle” che sanno cosa vuol dire affrontare le difficoltà della vita. E’ stata una piacevole sorpresa, ci siamo aggiornate un po’, abbiamo riso. A volte basta davvero poco per spazzare via la malinconia, così come per ricordarti che hai dimenticato una voce importantissima al tuo bilancio.

Amicizia: 10 e lode 🙂

Prevenire è meglio che curare: questa volta il medico lo seguo alla lettera

Milano in una calda giornata di luglio

“Ammettilo che non sei mai stata così bene in vita tua..”. E così l’ho ammesso. Nonostante tutto non sono stata mai così bene in vita mia. A farmi riflettere sulla cosa e a dire queste parole è stato il mio endocrinologo. Qualche giorno fa sono andata a Milano per un controllo che rimandavo da troppo tempo e tra un aumento della terapia e la raccomandazione di stressarmi il meno possibile “perché ti si alzano i valori”….ecco che analizzando tutta la situazione il mio medico mi ha messo davanti alla realtà nuda e cruda.

Ho avuto due anni pesantissimi, sono stressata, non sono in formissima perché lo stress mi fa male alla salute, ho una vita sentimentale che è una delusione unica, per non parlare di quella lavorativa, ma davvero non sono mai stata così bene in vita mia.

“Penso che rimarrai un bel po’ sola. Mi raccomando però, se deciderai di trovare qualcuno, stavolta non sbagliare”. Raccomandazione del dottore che come tutte le raccomandazioni dei dottori vanno seguite. Così, sebbene non sia proprio la paziente modello in generale, condivido perfettamente l’analisi dello specialista.

Del resto quando qualcuno, seppur ferendoti, ti restituisce la tua vita, la tua libertà, non puoi che farne tesoro e cercare di difenderla il più possibile. Ecco perché non sono mai stata così bene come oggi. Perché non devo rendere conto a nessuno e non devo sacrificare qualcosa per qualcuno. Come ho già scritto più volte, per scegliere ancora una volta un compromesso amoroso deve valerne la pena e in questo momento non ne vale la pena.

Non devo rendere conto a nessuno di dove sono o di cosa faccio, non devo fare la spesa se non mi va, posso alzarmi quando voglio, posso cambiare programma in un secondo senza stravolgere la vita di nessuno. Insomma posso, posso, posso…..posso fare un sacco di cose: libertà!

Questo non vuol dire non frequentare nessuno, ma da qui a impegnarsi seriamente ce ne vuole. E la cosa mi viene facile al momento visto che il panorama dei corteggiatori è abbastanza deludente, che i pochi con cui sono uscita si sono rivelati ancora più immaturi e egoisti di quanto pensassi, alcuni perfino noiosi.

Il problema sarà quando nella mia vita si paleserà qualcuno con quello “spessore” culturale, sentimentale, cerebrale che serve a me. Qualcuno in grado di rispettare il mio essere ingestibile, qualcuno pronto a assecondare i miei sogni.

All’orizzonte però – sebbene i miei amici prevedano per me entro la fine dell’estate grandi cose – io non ne vedo neanche una piccola ombra di questo uomo meraviglioso che mi attende.

Pazienza. Posso continuare nel mio viaggio interiore, un percorso difficile, imprevedibile e ricco di emozioni ma che a differenza di altri ho l’onore di vivere.

Quando l’amica single è meglio dello sconto di Groupon: gita in Liguria

E quando finalmente stai tirando fuori la testa dall’acqua, ecco che arriva qualcuno a spingerti di nuovo sotto. Chissà perché quando le cose finalmente sembrano migliorare succede sempre qualcosa di brutto, che ti condanna nuovamente a dover trovare le forze per non lasciarti andare.

La mia giungla purtroppo è ancora abitata da presenze che portano energie negative, ma ho come la sensazione che l’esorcismo sia in corso e chissà, magari presto sarà qualcun altro a purgarle tutte.

In attesa di rimettere a posto anche questa nuova scocciatura, che pesa come un macigno, ma che non è comunque la fine del mondo, ieri mi sono regalata una giornata al mare con gli amici.

Ebbene si, se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi due anni, è che circondandoti di cose, ma soprattutto di persone belle, la volontà e le energie per rialzarsi arrivano molto più in fretta. E così tappa in Liguria per un sabato all’insegna del relax e del divertimento.

Di quello che è successo in questi giorni, con la coppia di amici che sono venuti con me, abbiamo parlato ben poco. Abbiamo preferito raccontarci delle cose di noi che non sapevamo, abbiamo scherzato sulle mie vicissitudini sentimentali, domandandoci come mai io sia al momento corteggiata da una serie di soggetti che alla fine non riescono a fare la cosa giusta.

Io mi sono ammazzata di risate ieri – credo anche qualche vicino di ombrellone – perché anche per le sfighe amorose non c’è migliore terapia dell’autoironia.

Alla fine abbiamo anche capito che il mio status di single è utile al gruppo, visto che ieri il mio amico era tutto soddisfatto che la simpatia del ristoratore nei miei confronti abbia concesso a lui uno sconto senza nemmeno chiedere. “Fra sei meglio di Groupon”. Ecco questa non me l’aveva mai detta nessuno, ma sono morta dal ridere. Ne approfitto anche per ringraziare Andrea, non solo per le ottime trofie, ma anche per avermi caricato il cellulare  e mandato un meraviglioso bacino con la mano all’uscita dal locale. Un gesto carino fa sempre piacere 🙂

Oggi è stata una giornata decisamente più difficile, una domenica di consapevolezza. Adesso ho la testa che mi scoppia. L’unica cosa che posso fare per alleviare un po’ il tutto è pensare alla giornata di ieri, al fatto che si è conclusa con un incontro che prima o poi doveva accadere e che mi ha confermato che le mie sensazioni erano esatte. Ero convinta che dopo tanti messaggi e scambi di idee, senza mai poterlo fare di persona, finalmente avrei incontrato una bella persona e così è stato.

Mettere la testa nell’acqua aiuta a riflettere e a fare chiarezza. Anche la salsedine lo fa, mi fa vedere le cose più nitide.  E così sono arrivata alla conclusione che al momento posso solo correre da sola, a fianco a me ne tragitto non riesco a focalizzare nessuno. E da questa risposta, nei prossimi giorni, dovrò ricominciare a fare un po’ di ordine.

Un’amica, un cocktail e una chiave di lettura per il presente

discussioni costruttive davanti a un buon cocktail

Sempre più donne sono convinte di non voler più rinunciare al proprio status di “single” per storie che a lungo andare non le porteranno alla felicità. Per molto tempo ho faticato a capire il perché ma più passano i giorni, più inizio a condividere il fatto che alla mia età, per investire in qualcosa di serio, deve esserci una ragione che ti faccia pensare che ne vale la pena.

Sono riflessioni che condividevo l’altra sera con un’amica davanti a un cocktail. Lei – single da molto più tempo di me – si domanda se è arrivato il momento di riprovare a investire in qualcuno. Dopo tanto, infatti, finalmente nella sua vita si è palesato un ragazzo “normale”, uno di quelli che fa le cose giuste, che è affidabile e che le fa pensare che nella sua schiera affettiva possono entrare anche uomini buoni e altruisti. Tutto bello, tutto positivo, ma quando tutto sembra andare per il verso giusto ecco che scatta la paura. “Sono in grado di rinunciare alla mia vita? alla mia totale autonomia? e sono sicura che dopo tanti stronzi io sia pronta per un bravo ragazzo?”.

Sono domande che si fa lei, sono domande che mi faccio io. La mia fortuna però, al momento, è che non c’è nella mia vita un uomo pronto a costruire qualcosa con me.  Credo che per stare con me ci voglia coraggio ora e mi rendo conto che è molto più semplice investire in qualcosa di facile che fare fatica. Di solito gli uomini fanno così.

A lei auguro che abbia la voglia di provarci e di superare le sue paure. A me invece dico di continuare a investire sulla famiglia, sui miei amici, sul lavoro e sulle mie passioni. Nella mia vita non ho mai conosciuto un uomo che mi abbia fatta sentire speciale e ho come la sensazione che non capiterà ancora per molto.  Credo sia arrivato anche il momento di scrivere quel famoso messaggio a “madamino”.

In tutta questa storia penso di essere sulla via della specializzazione in “chiusura dei capitoli”, chissà magari un giorno inventeranno un master 🙂  Nel frattempo mi preparo al prossimo…..

E se la terapia d’urto fosse un po’ di sano romanticismo?

Ho questa mia strana teoria che per farmi passare le paure o i momenti “no” devo usare una sorta di terapia d’urto. Così guardo documentari sui ragni convinta che mi passi l”aracnofobia, ma anche film d’amore per superare il terrore di rimettermi in gioco.

Per i ragni al momento non ha funzionato e non vi sto a raccontare quanto vivere sola, nella natura, mi metta tutti i giorni a dura prova con esemplari terrificanti di aracnoidi. Qualche passo in avanti l’ho fatto però, o meglio ho dovuto farlo per forza, così sto imparando a accompagnarli gentilmente fuori di casa. Sudando come dopo sei ore di maratona…..

Da qualche giorno però nel mio cervello ha iniziato a palesarsi una sorta di voglia di semi-normalità. Al momento la questione è questa: ho davvero voglia di riprovarci? Sono pronta a avere qualcuno nella mia vita? Questa me divisa a metà mi manda in ansia peggio che all’esame di maturità.

Da un lato c’è la donna indipendente alle prese con una nuova vita, un nuovo lavoro, la voglia di assoluta libertà e di non dover rendere conto a nessuno. Dall’altro c’è una parte di me che pensa di meritarsi qualcuno al proprio fianco che la faccia sentire speciale. Qualcuno con cui condividere la propria giornata, magari a cena davanti a un calice di vino rosso. Poi però, quando penso a come sarebbe avere di nuovo una relazione seria e stabile, mi viene una sorta di senso di angoscia.

Nel tentativo di sbrogliare la matassa guardo film d’amore, rileggo Jane Austen e provo a convincermi che tutto prima o poi andrà bene.

L’altra sera, durante la festa di saluto alla radio, tra un brindisi e l’altro abbiamo iniziato a parlare di relazioni e di come molti di noi, persone tra i 30 e i 40, siano ancora single.

Sentire gli altri raccontare le proprie storie non solo mi ha fatto capire quanto i sentimenti in realtà siano ancora qualcosa di importante per tanti, nonostante un mondo fatto solo di apparenza e di relazioni superficiali, ma anche quanto sia giusta la mia scelta di essere più selettiva.

E così al momento il 51% di me continua a dirmi che è giusto andare avanti così, senza investire troppo su persone che probabilmente sono state e sono solo di passaggio.  E lo faccio impedendo all’altro di entrare troppo nella propria vita.

Del resto nei libri e nei film si raccontano storie romantiche, complicate, belle e difficili. Tutte però hanno un comune denominatore: qualcosa di speciale.

Quindi farò così, attenderò di incontrare qualcuno che per la prima volta mi faccia sentire speciale (mission impossible direi). Se così sarà allora sono certa che sarà anche l’uomo che avrà la voglia e la pazienza di vivermi per davvero e di lasciare che i miei tempi coincidano con i suoi.

Nel frattempo continuerò a sognare con le storie degli altri. Del resto il romanticismo è qualcosa di così meraviglioso che sarebbe un insulto nasconderlo solo perché non fa parte di noi al momento.

“Un caffè? si, grazie”: quando le amiche ti fanno il training per ricominciare

“Fra, ripeti. Un caffè? si, grazie”.  E io in più messaggi ho fatto i compiti.

Il training me l’ha imposto la mia amica Emma dopo una sorta di fuga inconscia da un uomo bellissimo.  Era una mattina di qualche mese fa quando, all’interno dell’ufficio postale, mi sono scontrata con questa sorta di fotomodello. Fogli ovunque, io che aiuto lui, lui che aiuta me, fino a quando mi propone un caffè. E io…probabilmente presa da un’inconscia forma di panico, ho risposto: “no scusa sono in ritardo al lavoro”.

Sono bastati tre minuti di lucidità per farmi pentire del rifiuto e per darmi la certezza che non avrei mai più rivisto l’uomo sexy con la cravatta.  Ovviamente come sempre l’ho buttata sul ridere con le amiche e se alcune mi hanno presa in giro per settimane, Emma ha deciso che era il momento di farmi fare i compiti e così, cellulare alla mano mi ha mandato un messaggio vocale imponendomi di intonare con convinzione la frase: “Un caffè? si, grazie volentieri”.

Ho fatto i compiti, e lei lo sa, ma sa anche che probabilmente nel mio universo – al momento – non ruotano uomini pensanti single con i quali poter costruire qualcosa….quindi se anche il caffè c’è stato, di sicuro è arrivato o con la persona sbagliata o con quella che non ha nulla da offrirti per costruire qualcosa insieme. Sarà sempre per quella cosa delle energie negative o sarà che non ho voglia di investire in qualcosa davvero, non l’ho ancora capito ma al momento va così. Tra le buone notizie però  c’è che il capitolo “madamino” sembra essere ufficialmente chiuso.

E se Emma mi fa fare i compiti con il caffè, ci sono anche gli altri amici che da giorni mi stanno ripetendo “ma almeno un fidanzato per l’estate te lo devi trovare”. Un po’ come se l’estate sia per forza il tempo dell’amore.  Sarà che sono fatta strana ma, pensando all’estate, mi vengono in mente solo il sole, la spiaggia, il mare e un buon mojito in compagnia degli amici.

Quindi più che un’estate alla ricerca dell’amore, mi auguro un’estate all’insegna del relax e del tempo da dedicare alle cose che piacciono a me. La vedo dura visto che tra pochi giorni inizierò una nuova avventura lavorativa, ma ho intenzione di fare il possibile per riuscirci.