Il corridore “sbucciato”: una nuova vita

Non ricordo l’istante preciso in cui ho realizzato che la mia vita era completamente cambiata, ma di sicuro ho perfettamente in mente il momento in cui ho capito che ormai era fatta, che il mio matrimonio era finito e che, nonostante il dolore, era il momento di recuperare le forze e trovare il modo di ricominciare.

Credo che ognuno di noi abbia un’immagine nella propria mente di dove è stato colpito da una illuminazione, seppur a volte dolorosa. La mia è stata al supermercato con la prima spesa da single e la canzone che ho sentito dopo essere salita in auto nel parcheggio carica di verdure, frutta e legumi.

So che può sembrare assurdo ma è stato proprio così. Del resto una come me, abituata a liste della spesa precise con anche i menù da preparare nel fine settimana e magari surgelare per le serate difficili, è stato un vero shock.

Sono passata dal carrello debordante della brava mogliettina (caratteristica che senza dubbio ho ereditato da mia madre ) sempre pronta con i piatti preferiti del marito a donna sola con il carrello più triste della storia. “Adesso ho capito perché i single si lamentano delle porzioni al supermercato” mi sono detta come primo pensiero. In realtà l’unica cosa che volevo fare era mettermi a piangere ma ho trattenuto le lacrime e ho preso le prime cose zero calorie che mi sono ritrovata di fronte. “Ma perché dietetiche poi?” dicevo tra me e me, pensando che avrei avuto tutto il diritto di affogare i dispiaceri in pizza surgelata, cioccolato fondente e birre. Misteri della vita . La fase alla “zia Assunta” non mi è ancora venuta ma come tutte le cose della mia vita probabilmente busserà alla mia porta a poche settimane dalla prova costume.

Tornando allo shock da supermercato, dopo aver passato la cassa indenne, senza una lacrima, l’unica cosa che speri è di non incontrare nessuno che ti chieda come va. E quel giorno era filato tutto liscio, poi però sono arrivata al parcheggio…ed ecco che dove non arriva la sfiga arriva la musica. Sono salita in macchina, più stravolta di una che ha fatto una maratona di tre ore, quando alla radio parte “Pronto a correre” di Marco Mengoni.

“Giro nel centro e faccio la spesa, non mi sento fragile. Cento grammi di sole, non serve l’amore, se poi diventa cenere…”. Ed eccola lì, la valle di lacrime…. ma anche Marco lo sa (che poi per una strana coincidenza è il nome del mio ex e che è sempre un evergreen per autori come il famoso “Marco se n’è andato e non ritorna più”. Che poi effettivamente andato è andato e non è nemmeno ritornato) fare la spesa ti porta a pensare ma l’importante è andare avanti.

Comunque in quel momento tra una lacrima e una risata isterica mi sono detta che non ero pazza ad aver avuto un attimo di smarrimento al supermercato  e che ero pronta a correre.

Da quel giorno questo brano mi dà un sacco di forza, ma anche un sacco di incazzatura. Ma è andata proprio così, la storia narrata è molto simile alla mia. Ecco perché nei momenti di crisi prendo lo smartphone, metto le cuffie e faccio partire la musica.

Dal resto da un po’ di mesi ormai corro, casco, mi rialzo, ricasco – che è un po’ anche la mia caratteristica quella del cadere e non in senso metaforico, chi mi conosce lo sa  – e comunque qui a furia di cascare e di rialzarmi e di correre e di ricascare, sono tutta “sbucciata” e piena di lividi, dentro e fuori, che neanche dopo un incontro di lotta libera.

Ma anche le donne “sbucciate” hanno una dignità…quindi ogni volta provo a recuperare le forze e riprendo a camminare, cercando di non inciampare subito al primo gradino.

The jungle

foto Andrea Butti

Circa un anno fa, dopo quindici anni di vita insieme e otto di matrimonio, la persona che doveva essere il mio compagno di vita mi ha dato il ben servito. E’ successo tutto all’improvviso, da un giorno all’altro senza segnali di “allarme”. Ricordo perfettamente la mattina in cui, tornando da yoga e intenta a preparare il polpettone, il mio ex marito (nome in codice Mr Money visto che il suo unico grande amore è il denaro) mi ha comunicato che il nostro matrimonio era finito.

Da quel giorno la mia vita è cambiata completamente non solo per una questione affettiva, ma anche in termini economici. Dalle stelle alle stalle insomma. In questa nuova “giungla”, da qui il nome del blog, devo cercare di sopravvivere ma soprattutto di rinascere.

foto Andrea Butti

Ce la farò? Riuscirò a rimettermi in piedi? La strada mi sembra ancora lunga e tortuosa, ma ogni previsione al momento sarebbe inesatta. Del resto ho imparato che del domani non vi è certezza e che a 35 anni sei molto vecchia per alcune cose e troppo giovane per altre (come la pensione, sempre che esista ancora) quindi non mi resta che provare e riprovare…e perché no, magari un diario di viaggio in questo mondo simile a una foresta tropicale così pericolosa ma allo stesso tempo così affascinante, potrebbe essermi di aiuto.