Racconti di fine estate: io, me e l’insopportabile settembre

La foto del post l’ho scattata l’ultima volta che sono stata a Firenze. Sono state giornate belle in compagnia di un’amica speciale. Oggi le ho promesso che torno presto, non vedo l’ora.

Quasi un’intera estate senza scrivere su The Jungle. Sto ancora cercando di capire se sia un bene o un male. Di cose da dire ne avrei una valanga, devo solo capire se sia il caso di condividerle o meno. Comunque possiamo ripartire per gradi dal grigio, il colore che ho voluto predominante nella mia casa, la tinta del mio nuovo smalto. Non ho ancora capito se è un colore che mi porta bene o meno, di sicuro mi piace e continuo a circondarmene.

In questi mesi sono successe molte cose, alcune degne di nota, altre meno, di sicuro nessuna però ha segnato in positivo la mia giungla. Una cosa buona però c’è stata, anche se comporta ancora più fatica di prima: sono nella mia nuova casa.

Pensavo che sarebbe stato un trasferimento traumatico, invece mi sono trovata benissimo. Chi mi conosce sa cosa comporti occupare una casa che fino a qualche mese fa era comunque una fonte di reddito, ma nonostante tutto sia difficile, pesante, complicato…io nella mia casetta da single mi sento a casa mia e questa è una cosa fantastica. Poi vabbè la casa è nel centro di una città di provincia, che mi sta stretta, ma non si può avere tutto.

E così tra uno scatolone e l’altro, tra un senso all’armadio e uno agli armadietti, è arrivato settembre. Il mese che non sopporto, il mese che mi sta stretto. Oggi poi è il 6 che da ormai 12 anni si caratterizza per eventi che hanno un influsso negativo. Però tutto serve e in questa decade e poco più ho imparato che se ho un senso di mal di stomaco nel fare una cosa, anche se sembra una figata pazzesca, allora non la devo fare.

Anche oggi, 6 settembre, ho avuto la conferma che devo dare retta alle mie sensazioni e che quindi se avverti che qualcuno non è sincero con te, non vuole davvero il tuo bene, ma agisce per il proprio egoismo, allora è meglio evitarlo. Invece no, anche stavolta dovevo sbatterci la faccia e farmi male. E non lo nego, mentre scrivo queste righe ho vicino a me un calice di Pinot nero e sto sgarrando la dieta che da ormai dieci giorni stavo seguendo alla lettera. Del resto, come dice la mia amica Giulia con la quale ho avuto una stretta corrispondenza messagistico-telefonica per affrontare meglio questa giornata nefasta, tutte le diete hanno un giorno di sgarro.

Era il 6 settembre del 2008 quando, in una giornata di fine estate, andavo ad una sorta di festa, di bianco vestita e con un bouquet in mano. Nonostante le scarpe da Cenerentola, costate più del vestito ma credetemi nel valeva la pena, è stato poi evidente che non c’era nessuna favola. Da quel giorno lì, e per i primi sette anni non mi sono mai data una spiegazione, questa data mi regala sempre spiacevoli situazioni. Ma per assurdo sono anche quelle che mi aprono gli occhi, seppur regalandomi momenti di indimenticabile sofferenza, che però mi aiutano a vedere la vita così com’è davvero.

Quando è iniziata l’avventura di The Jungle speravo di poter raccontare una storia di riscatto. Pensavo di poter scrivere in breve tempo di aver raggiunto gli obiettivi che per scelte diverse avevo accantonato da tempo. Oggi il bilancio è abbastanza deludente. Il riscatto non c’è e inizio a pensare che forse The Jungle mi è servito per capire che non tutte le storie hanno un lieto fine. Di sicuro però, a suon di delusioni, in questi anni ho imparato molte lezioni. Ancora però non ho appreso come non abbassare la guardia da chi finge di essere interessato a te, ma invece vuole solo una soluzione per sfuggire dai propri problemi.

Il fatto è che le mie sensazioni dicevano giusto, poi come sempre però ho il brutto vizio di sopravvalutare le persone o meglio, di vedere il buono in loro. Lo dico a me e lo dico a tutte le persone che come me, inspiegabilmente dato il quotidiano lavoro di introspezione, continuano a cadere dalla padella alla brace.

Circondatevi di persone che vogliano stare con voi e che sappiano il perché, lasciatevi amare da qualcuno che pensi che siete la persona per cui vale la pena. Oggi volevo parlare anche di appuntamenti 😊 e di madamino, ma il post per lo stile del mio blog è già troppo lungo, quindi magari ne parlo un’altra volta.

Anche perché oggi i miei direct di instagram pullulano di messaggi su come esorcizzare questo settembre, quindi è tempo di dedicarmi agli amici, che fortunatamente sono la parte bella della mia vita. Dalla giungla e il pinot nero per oggi è tutto insomma 😊

Colonna musicale un classicone, il mio amato Vasco: “Senza parole”

La foto del post l’ho scattata l’ultima volta che sono stata a Firenze. Sono state giornate belle in compagnia di un’amica speciale. Oggi le ho promesso che torno presto, non vedo l’ora.

“La noia, la noia, la noia, la noia”: monotonia d’agosto e non solo

Osservazione annoiata di cieli lacustri

Agosto tempo di vacanze…ma non per me. Niente mare, perché devo finire un progetto che dovrebbe essere la conclusione di un lavoro iniziato qualche anno fa. I tempi stringono, le energie scarseggiano, non tanto per l’assenza di una data per partire, ma per il fatto che a parte questa cosa in divenire, tutto il resto è in stallo.

Nessuna novità, nessun segnale all’orizzonte. Insomma tutto di vecchio, tutto una noia mortale. Talmente noioso che non ci sono parole per descriverlo 😊

E mentre i miei amici preparano le valigie, io resto qui ma senza guardare le stelle cadenti di San Lorenzo, che tanto i miei di desideri…non si avverano mai. Che non è pessimismo ma un dato di fatto visto che la giungla è immobile, nonostante mille tentativi di ripartenza. Come ho detto alle mie amiche l’altro giorno, deve essere che il mio cassetto dei sogni è difettoso, anche quando provo a riaprilo è sempre bloccato!

Misteri della vita. Quasi quasi, come mi ha consigliato qualcuno, mi trovo un bravo falegname per vedere se si riesce a sistemarlo 😊

Nel frattempo si accettano consigli per contrastare la noia o per aprire il cassetto…

Colonna sonora: la noia di Vasco Rossi

I sogni son desideri di…. fortuna: riflessioni critiche dalla giungla virtuale

E’ lunedì e questo è già un problema. Come altri milioni e milioni di persone, nonostante faccia un lavoro che in realtà non segue come altri i giorni della settimana, io ho comunque un’avversione per il lunedì. Oltretutto siamo in quel periodo a cavallo tra inverno e primavera, quello del caldo/freddo e io, da buon ariete, necessito dell’arrivo della primavera per rigenerarmi. Punto 1.

Punto 2: il fatto che volevo fare un master di scrittura seriale di fiction ma sono esclusa per l’età. Ora la domanda è sempre quella: possibile che si invecchia sempre di più ma per formazione e lavoro se hai più di 35 anni sei fuori da una serie interminabile di possibilità?

Chissà se adesso, con i giovani che chiederanno il reddito di cittadinanza perché han capito che è più conveniente di lavorare, allora la mia generazione, quella in cerca di professione in piena crisi economica, quella degli stipendi da fame, quella degli stage su stage, quelli del mai una risposta all’invio di un cv, avrà una rivincita? Di indole non sono pessimista ma realista quindi l’unica risposta che mi sento di darmi è “no” un solenne, solenissimo “noooooo”.

Il punto… 3 vien da sé: va bene la storia del non mollare mai, dell’inseguire i propri sogni, ma possiamo inventarci qualcosa di nuovo? O meglio possiamo aggiungere al famoso “never give up” anche un “in attesa di un grandissimo colpo di fortuna”. Conosco un vero e proprio esercito di persone che con le unghie e con i denti tengono stretti i propri sogni, nonostante le difficoltà, nonostante i mille sgambetti. Gente in gamba, gente che vale. Di questi al momento quanti ce l’hanno fatta davvero? Pochi, pochissimi.

Punto 4: nonostante il punto 3, ho comunque spedito anche oggi curriculum, ho guardato corsi che vorrei fare, ho progettato cose meravigliose che non accadranno mai. Così, giusto per non mollare in attesa di quel colpo lì….poi se la dea bendata stavolta vuol esser generosa, magari vinco qualcosa così i sogni me li finanzio da me 🙂

L’obiettivo della lista era la scrittura terapeutica. Quelli che, come me amano scrivere sopratutto nei momenti “no”, sapranno benissimo di cosa sto parlando. Del resto io il mio piccolo angolo me lo sono creata qui, con “Francesca in the jungle”. E’ solo un diario, non mi porterà lontano, però mi ci sto affezionando….

Punto 5: 2100 battute dopo mi sento meglio, obiettivo raggiunto. Domani è martedì poi via liscio verso il fine settimana!

Restare nella giungla per tagliare gli ultimi rami secchi

“Our jungle is different”. C’è anche un po’ di Francesca in The Jungle nello slogan del marchio RoGà (atelier Regina Lellè, Cernobbio)

Più di un mese senza scrivere su The Jungle. Questa volta però non è stata colpa degli impegni o dell’assenza di spunti da condividere, ma del tempo che mi sono presa per riflettere sul senso di portare avanti il blog o meno.

Tra pochi giorni, infatti, sarebbe scaduto il dominio di Francesca in The Jungle e mi sono domandata se quest’anno avesse avuto senso proseguire. Non perché io non sia legata a questo diario, ma per il fatto che con il 2019 inizia per me una sorta di terza vita.

C’è stata una prima vita decisamente più facile e spensierata, quella che è durata fino a pochi anni fa, poi c’è stata la seconda vita, quella dalla separazione in poi, caratterizzata per la maggior parte da momenti difficili, da continui sgambetti.

Tre anni davvero pesanti, sempre in affanno, tra mille difficoltà. Mesi e mesi di lotta, per non mollare. Con la fine del 2018 però, anno segnato anche dal divorzio e quindi dalla chiusura definitiva di un capitolo importante, è arrivato anche qualche spiraglio. Nulla che abbia permesso di dire “finalmente è finita”, ma che ha senza dubbio portato alla consapevolezza di molte cose, belle e brutte, e a una vera e propria sensazione di rinascita. Per arrivare fino a qui mi sono messa mille volte in discussione, mi sono guardata dentro, ma posso dirmi almeno un po’ soddisfatta del lavoro che ho fatto su me stessa.

Per tutti questi motivi il 2019 non può che segnare l’inizio di una nuova vita, tutta da scrivere, tutta da reinventare. E dopo oltre 30 giorni di riflessione ho deciso di portare con me il blog, da un lato perché digitare parole qui è anche una sorta di terapia, ma anche perché se il sito è nato per testimoniare un percorso, è giusto vedere come va a finire la storia 🙂

E così eccomi qui, a buttar giù qualche riga che per molti sarà senza senso, ma che ne avrà molto per chi sa di cosa sto parlando e per tutti quelli che trovano sempre qualche minuto per leggere i miei post.

L’anno è iniziato senza grossi stravolgimenti, anche se l’assenza di Ira è forte. Qualche piccola buona notizia è arrivata, ma per quella più attesa, ovvero una bella novità dal punto di vista lavorativo, ancora nulla all’orizzonte. Ma siamo solo a febbraio, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi.

Di sicuro ho già capito come sarà l’impostazione del 2019 con il lavoro come priorità. Solo raggiungendo questo obiettivo penso che riuscirò a superare il forte senso di ingiustizia che ho dentro e che solo chi conosce le dinamiche del mio ambiente lavorativo – o i miei amici più stretti che sanno molto di me – può comprendere. Quando arriverà quel momento, potrò tagliare definitivamente gli ultimi rami secchi.  Nel 2020 mi aspetta anche un altro trasloco, speriamo di arrivarci ben preparate e con solide basi.

E l’amore? Al momento direi che mi piace la mia libertà di spazio e di azione. A meno di strani accadimenti del destino quindi…..potrei replicare il 2018, con qualche incontro interessante, finito poi però in nulla di importante 😉

 

“ Decisi di riprendere in mano la mia vita e incominciare un diario…”

“E così presi una grande decisione, mi dovevo assicurare di non ritrovarmi l’anno prossimo mezza ubriaca ad ascoltare FM Nostalgia…le canzoni più belle per gli ultra trentenni. Decisi di riprendere in mano la mia vita e incominciare un diario”. (Bridget Jones)

Eccomi qui, a poco più di venti giorni dalla fine dell’anno, mi ritrovo più o meno nella stessa situazione dello scorso dicembre. Sostanzialmente, nonostante tutti i buoni propositi, poco è cambiato a livello generale, soprattutto per quanto riguarda la situazione lavorativa.

Decine e decine di curriculum dopo, insomma, son sempre qui. Arriverà mai una svolta?

Il lavoro non va, il 2018 è stato pesantissimo e con la sua coda velenosa mi ha portato via Ira, tutto è difficile e pesante. E’ come vivere 365 giorni avvolta nella nebbia, in un territorio che conosci bene, che spesso ti ostile, ma che non riesci a contrastare fino in fondo per la foschia che rende tutto poco chiaro.

E cosa si fa quando è tutto una autentica schifezza?!? Si cerca di distrarsi con le cose frivole, ma ovviamente low cost perchè se no sarei già in vacanza al caldo 🙂

Mi sento molto Bridget Jones, all’inizio del suo diario. Non solo perchè entrambe giornaliste ormai con la penna prossima al chiodo, non solo per lo status di single e per il fatto che anche io ultimamente passo un sacco di tempo ad ascoltare canzoni romantiche ad alto volume, ma anche per il disincanto nell’avvicinarsi al nuovo anno. Del resto il blog è un diario 🙂

E così…

Decisione n.1: perdere peso, giusto per tornare a quella bella sensazione di settembre nell’infilarmi i jeans dopo l’estate e vederli salire senza doversi buttare sul letto per chiuderli (anche perchè ormai il metabolismo è quello dei 40 e non più dei 30)

Decisione n.2: aumentare l’attività sportiva come valvola di sfogo e diminuire gli aperitivi consolatori. Fare più meditazione, aumentare il tempo dedicato allo yoga.

Decisione n.3: ascoltare le amiche e iniziare a frequentare persone dolci e premurose. Uomini che ci sono, insomma, e che ti fanno capire che ti vogliono vedere.

Decisione n.4: evitare gli uomini egoisti, complicati, complessati o squilibrati. Smettere insomma di vedere le persone migliori di come sembrano.

Le altre ventimila decisioni le prenderò poi, anche perchè direi che già questi quattro punti richiedono molto, ma davvero molto impegno.

Quindi la dieta è iniziata, l’illusione di un nuovo super gel drenante che mi farà diventare le gambe due acciughine pure…..con i punti 3 e 4 mi sto impegnando. Direi che per oggi è tutto.

Piccole vittorie in “The Jungle”: non lascio più i blocchetti a metà

Piccole soddisfazioni: finire i blocchetti

Ho imparato a finire i blocchetti!!! Capisco che leggendo una frase così si potrebbe pensare che sia impazzita del tutto….anche se poi tanto normale non sono. Però questa cosa dei blocchetti mi riporta a circa un anno fa, quando scrivendo un post per il blog, avevo definito il mio lasciare le cose a metà un po’ come la mia brutta abitudine di non finire mai un taccuino degli appunti.

Del resto di mestiere faccio la giornalista, ma un anno fa ero davvero una giornalista molto più disordinata visto che la mia scrivania era sommersa di blocchetti lasciati a metà, mentre oggi ne finisco uno alla volta. Il che da un lato vuol dire che ho portato a casa un obiettivo e dall’altro che sto smettendo di lasciare le cose a metà quando capisco che non vanno per il verso giusto.

Dopo un agosto e un settembre pesanti, in questi giorni mi sembra di iniziare ottobre più leggera. Forse perché l’occhio sembra andare meglio e la caviglia è in fase di ripresa, anche se il tacco 13 al momento mi sembra un miraggio 🙁

Sarà che ho la sensazione di aver fatto ancora un po’ di ordine nella mia vita, sarà che la lotta con i demoni del passato oggi è più un battibecco, oppure è per il fatto che mi sto sforzando a vedere le cose da un’altra prospettiva.

Si, è difficile, ma sto tentando in tutti i modi di trovare il lato positivo. Alla fine mi sono detta: “Quando hai la sensazione di riemergere dall’acqua e qualcuno all’improvviso ti tira di nuovo sotto per i piedi, perché non provi a buttare fuori un braccio? Chissà mai che ci sia qualcuno a tenderti la mano…”.

To be continued….

In cammino sul sentiero dei desideri, del resto i sogni non costano nulla

Un mese e più senza blog. Non per pigrizia, ovviamente, ma perché nella mia giungla per sopravvivere serve fare più lavori contemporaneamente. La maggior parte per la gloria, as usual, ma anche in questi trenta e più giorni ho imparato qualcosa di nuovo.

In realtà è stato un mese di cose diverse. Mi sono ritrovata a cucinare per una trasmissione televisiva (non mi sono rivista lo ammetto mi vergognavo troppo), ho testato gli insegnamenti dei corsi di social media per un festival letterario e ho anche presentato una sfilata di moda. Tutto questo mi ha fatto capire ancora una volta quanta energia ti metta fare cose che ti piace fare. Ho fatto anche un casting per fare la comparsa per dei film che gireranno a Como. Mi sono davvero divertita 😊

E adesso, che è luglio e il mondo pensa alle vacanze, io penso a quali altri esperimenti mettere in campo per arrivare a fine estate senza troppa ansia da semi disoccupazione. Del resto ormai è un anno esatto che cerco un lavoro che mi consenta di avere uno stipendio decente, giusto per smettere di fare cinquemila cose insieme e magari, qualche volta non chiedo di più, prendermi un fine settimana o due giorni di libertà senza lo stress del mutuo, del “se non lavoro non mi pubblicano quindi non mi pagano” e del “se non rispondo poi non mi chiamano più”. L’invio di cv non si ferma ma adesso servirebbe la proposta giusta.

Mi sento un po’ cotta, nel senso di stanca ovviamente, anzi stracotta….un po’ come una bistecca che se la lasci troppo in padella diventa rinsecchita e dura come una ciabatta. Stato attuale: stanchezza estrema in the jungle. Ho voglia di vacanza, di mare, di serate fuori con gli amici e di qualche sorpresa che mi sconvolga “in positivo” la vita.

Cose buone in questo mese ce ne sono state. Non è stato un giugno di pessimismo cosmico, anche se a fare un bilancio:

Proposte lavorative a breve termine: 2

Proposte lavorative a lungo termine: 0

Nuovi incontri di amicizia o lavoro : +++

Storie sentimentali di brevissima durata tra maggio e giugno:  vabbè

Situazione sentimentale: stazionaria

Situazione finanziaria: meno di meno

Direi che non vado avanti con altre voci, è già tutto chiaro così. Mi rimetto in cammino sul sentiero dei desideri…del resto i sogni non costano nulla.

Pensavo fosse primavera, invece era un inganno. E ci si mette anche il freddo!

Risvegli gelati….

E quando finalmente si iniziava a respirare aria di primavera, ecco che è arrivata lo coda dell’inverno a farsi sentire. Non so se è il gelo che allontana la bella stagione o semplicemente uno stato mentale, ma sono giorni che sono combattuta.

Sono combattuta tra due vite diverse: quella che sogno e quella che sto vivendo e che in un certo senso vorrei abbandonare. Non sono le rivoluzioni nella vita a crearmi difficoltà, ma lo stallo delle cose. E’ assurdo, c’è gente che teme ogni minimo cambiamento, io invece ho bisogno di una rivoluzione costante per sentirmi realizzata.

Ma da mesi tutto è fermo, ho affrontato più volte la salita, sono riuscita a raggiungere la vetta, poi ogni volta qualcuno o qualcosa ha fatto in modo che scivolassi giù di nuovo per poi risalire -colpa anche mia che ho mal interpretato i segnali che il mio istinto mi stava dando -, quelli scivoloni così repentini che non sono una discesa, anzi se ci penso rende di più l’idea di arrivare sulla cima e accorgersi che in realtà era un inganno perchè la fine della salita era molto più in su, solo avevo visto male.

Ora la domanda è: quando si smette di salire? Quando incontrerò una discesa, anche piccolina, giusto per riprendere un po’ fiato?

Non sono un’amante della montagna eppure ho sempre trovato qualcosa di affascinante in chi decide di scalarla, di raggiungere le punte più alte. E in realtà, sebbene sia tutto faticoso e difficile, c’è un qualcosa di attraente e di coinvolgente in questo bizzarro percorso che il destino mi sta riservando.

Probabilmente avevo ancora delle cose da capire, da metabolizzare, qualcosa per prepararmi al prossimo ostacolo o a una strada spianata…questo ancora lo devo scoprire.

Giornate di gennaio, pensieri sparsi e discorsi curiosi

Erano settimane che non mi mettevo a scrivere sul blog. Non perchè non avessi cose da dire, ma semplicemente perchè nel momento giusto non ero nel luogo adatto. Per la serie: come sempre le cose vanno al contrario. E ora che ho tempo di scrivere tutti i pensieri intelligenti sono evaporati e mi ritrovo qui a buttar giù cose sparse.

Gennaio sta finendo, non è che la cosa mi dispiaccia visto che odio il freddo e ogni giorno in meno all’arrivo della primavera mi fa solo piacere, anche se speravo che arrivasse qualche bella novità sul fronte lavorativo. Invece no, al momento nulla di nuovo, nulla di particolarmente esaltante.

Non  ho nemmeno scelto il buon proposito di febbraio anche se posso congratularmi con me stessa per aver mantenuto l’impegno per quello di gennaio. E anche per aver fatto terra bruciata in tema di aspiranti corteggiatori. Ma questa è un’altra storia e ne parlerò nei prossimi giorni.

Sul fronte amoroso, che sembra essere quello più atteso dai lettori di Francesca in the jungle viste anche le mail che mi arrivano, vorrei rassicurare tutti che nulla di nuovo è successo.

Insomma….calma piatta su tutti i fronti.

“Novità?” chiedono i miei amici in attesa che io risponda che si, che c’è qualche novità, non so magari che ho incontrato l’uomo dei miei sogni. Cosa che direi al momento sarebbe difficile identificare visto che nella mia testa c’è di tutto, tranne l’idea di come dovrebbe essere l’uomo dei miei sogni. L’ho sempre avuto un uomo dei sogni…poi all’improvviso, puff, sparito!

In ogni caso possiamo dire che la mia deludente vita sentimentale attira anche l’attenzione degli sconosciuti come il tizio che l’altro giorno in metropolitana quasi casca dal ridere.

Ero sul vagone in direzione Porta Genova con una mia amica per andare a un corso, si parlava di uomini, di donne, di relazioni e di tante altre cose. E come mia abitudine, così come quella di molte mie amiche per fortuna, ci siamo messe a condividere gli aggiornamenti sul panorama maschile che in questo periodo ci circonda. Io ho anche aggiunto che mia sorella, dopo aver cercato di convincermi a iscrivermi a un sito di dating online fallendo miseramente, ha deciso di provare con l’alternativa reality in tv per trovarmi un fidanzato.

Il racconto era abbastanza ricco di battute e di controbattute della mia amica e così il ragazzo, che per altro era anche carino, prima ha allungato un po’ l’orecchio, poi ancora un po’, fino a essere così attento alla discussione di non essersi nemmeno accorto che la cosa era abbastanza evidente.

Ma cosa c’è di più bello di far sorridere qualcuno? E così siamo andate avanti…fino a quando si è messo così tanto a sghignazzare che non si è più preoccupato del fatto che la metropolitana ogni tanto frena e così è quasi cascato per terra.

Siamo scesi alla stessa fermata, poi il “curiosone” si è perso tra la folla…peccato, sarebbe stato carino capire il suo punto di vista. Chissà, magari ci avrebbe dato il consiglio giusto

Lasciare i blocchetti a metà non porta a nulla, meglio finire un taccuino alla volta

Un passato di blocchetti incompleti..

Fermarsi a riflettere sul proprio percorso, su cosa succede dentro di noi quando arrivano certe “scosse” nella propria vita, su come siamo cambiati rispetto a quel giorno. Ormai vivo così e sebbene sia spesso difficile e doloroso, credo che se tutto questo non fosse successo, oggi non potrei vedermi con questi occhi.

Inizio a percepirmi in maniera diversa di prima, vado più a fondo nei messaggi che mi arrivano dalle mie sensazioni, dal mio corpo, dai mei pensieri, così come cerco di correggere – dove possisibile – i miei difetti.

E nel periodo di passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, nel periodo delle festività, ecco che è tempo di buoni propositi. Inutile dire che spero nel 2018 per trovare finalmente un lavoro che mi permetta di sentirmi realizzata, di pagarmi il mutuo senza essere sempre in affanno e di farmi raggiungere l’indipendenza economica che vorrei (quella psicologica è già in atto e mi fa stare bene).

Il mio obiettivo per l’anno prossimo però sarà senza dubbio quello di smettere di lasciare le cose a metà. E per lasciare le cose a metà intendo non riuscire mai a portare a termine i miei sogni e i miei desideri, perchè sono bravissima a sostenere gli altri nel raggiungere i propri traguardi ma pessima nel farlo con i miei. Se mi guardo alle spalle potrei riassumere il mio passato in tanti blocchetti per gli appunti lasciati a metà. Ora però, riflettendoci, penso che sia meglio terminare ogni taccuino prima di iniziarne uno nuovo.