Non è color topo ma più cenere: quando la ripartenza è “grigia”

Due mesi dopo la situazione è sempre la stessa e cioè in me c’è sempre il giaguaro così come il mal di schiena, anche perché, per quest’ultimo avevo in programma una risonanza magnetica ma causa Covid-19 esame rimandato a data da destinarsi e così mi tengo il dolore.

Anche dal punto di vista dell’abile felino che è in me 😊 tutto come prima del mio viaggio di febbraio a Firenze. Diciamo che però, rispetto a qualche settimana fa, almeno ho scelto la cucina della mia nuova casa.

Ora che l’emergenza coronavirus sembra un po’ rientrata torno a scrivere qualche riga su questo diario di viaggio, permettendomi di raccontare fatti con leggerezza, cosa che nelle scorse settimane non mi sono sentita di fare.

E’ un pensiero che ho condiviso anche qualche giorno fa, ospite di una trasmissione radiofonica, quando mi è stato chiesto come procedeva il blog. Ho spiegato che nonostante il lockdown e molto più tempo libero, ho preferito non scrivere. Credo che sarebbe stato superfluo e superficiale. Del resto, sono una giornalista non una scrittrice, quindi non avrei di certo avuto le capacità che hanno i bravi scrittori di distrarre il lettore anche da un’emergenza come il Covid-19.

Oggi però dopo settimane e settimane ho aperto il sito e ho scritto qualche battuta, forse più per me che per gli altri, forse solo per ricordarmi che anche questo blog è un piccolo testimone della rivoluzione che a un certo punto è arrivata nella mia vita. E’ il diario delle mille ripartenze, dei sogni infranti, di quelli nel cassetto che è chiuso a chiave con 102 mandate perché ho paura che vadano in fumo. Devo anche dire che ho trovato una valanga di messaggi dove sedicenti esperti di web mi consigliavano come fare soldi con il blog…

Tornando a cose semi semiserie. L’avevo detto anche prima della breve ma bellissima vacanza a Firenze… sembra assurdo ma ho voglia di cambiamento. Avevo detto che l’avrei fatto a piccoli passi questa volta: beh, visti i divieti e le autocertificazioni direi che ho avuto una mano.

Presto però si riparte e si chiude anche un capitolo enorme e pesante della mia vita. Come sempre però, ricomincio realista e mai ottimista. E infatti il colore della mia nuova casa, quella della mia nuova vita, ne è la dimostrazione: riparto dalle tonalità di grigio. Che non è un color topo sia chiaro e non me ne vogliano le panteganone che ogni tanto si incontrano anche qui quando il lago è alto.  Forse è più un color cenere. Che poi magari dalle ceneri…

Del resto, anche i sognatori devono continuare a viaggiare con la mente, ma tenendo i piedi ben puntati per terra. Vedremo se le sfumature di grigio mi porteranno fortuna…chissà che sia la volta buona. Qualcuno con un titolo così si è fatto un bel gruzzoletto 😉

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