Lettere dalla giungla: “Caro Babbo Natale…”

Alberi di Natale a Bologna

Che caos!!!!

Forse stavo diventando troppo ordinata, ma è evidente che come sempre era una sorta di equilibrio provvisorio. In un attimo è stato come giocare a Jenga, quando sei quasi in cima alla torre ma sbagli qualcosa ed ecco che tutto crolla. Bastano 24 ore per cambiare i programmi dei prossimi due mesi, per ricordarti che tutto è precario. Quindi per Natale mi sono regalata, o meglio mi hanno regalato, un po’ di panico: tanto, stress in più o in meno cosa cambia.

Ho da tre giorni mal di testa, ma qualcosa farò. Del resto finire l’anno un po’ tranquilla sarebbe stato chiedere troppo 🙁

E allora crediamo alla vecchia storia che è proprio il caos che precede un cambiamento importante e teniamoci pronte a rinascere …..per la terza…quarta volta in poco più di tre anni.

In tutto questo c’è sempre qualcuno che ti dice cosa devi fare, cosa devi dire, dove dovresti andare. Che noia i tuttologi! Almeno fino a gennaio non li voglio ascoltare, neanche per finta.

Casino a parte, domenica scorsa mi sono presa un’intera giornata solo per me, così sono salita su un treno e con le mie amiche abbiamo raggiunto Bologna. E come sono stata bene! Risate, discorsi, cibo, vino e tutto quello che rende certi momenti indimenticabili.

E tra un mercatino e l’altro ecco che siamo finite davanti a un albero di Natale con appese le letterine di grandi e piccini. Alcune richieste erano davvero dolci, altre un po’ curiose come il tizio che ha chiesto a Babbo Natale: “gli occhi di Siffredi perchè il resto ce l’ho”. Non possiamo che dire che il tizio ha tanta autostima.

Insomma, tra desideri più o meno comprensibili, anche una delle mie amiche ha lasciato il suo messaggio. E conoscendola non poteva che essere una bellissima richiesta, un regalo che merita davvero. Per lei deve arrivare il tempo delle cose belle.

Da quel momento ho realizzato che per questo Natale non ho particolari desideri. Sarà che a Babbo Natale non ci credo da tipo quando avevo sei o sette anni, ma fingevo perché era convinta che così i miei genitori mi avrebbero fatto più regali 🙂  Poi mia sorella secondo me, nonostante fosse più grande, ci credeva ancora e non volevo che ci rimanesse male. Però riflettendoci ora forse li vedeva anche lei i milioni di regali nel baule della macchina prima di partire per la montagna….

Ma cosa voglio io da Babbo Natale? Tante cose ovvio, ma se dovessi sceglierne una? Sareste tutti in grado di scegliere una sola cosa? Al di là ovviamente della salute e della serenità dei propri affetti.

Alla fine ci sono arrivata:

“Caro Babbo Natale,

quest’anno non ti chiedo le Jimmy Choo che tanto sono almeno cinque anni che non me le porti e mi tocca sperare nei saldi da sbaracco. Fai così, scegli una sfida.

Che sia per lavoro, per vita privata o per altro valuta tu. Ma questa volta fai che l’avventura sia si stimolante, ma che abbia un lieto fine.

Se poi vedi che non ce la fai, allora lascia perdere, che direi che siamo già a posto così.

In ogni caso la Vigilia ti lascio una bottiglia di rosso, magari un riserva,  sotto la ghirlanda. L’albero quest’anno non l’ho fatto, ma tanto il vino è buono lo stesso :)”.

Buon Natale amici “in the jungle” <3

Francesca

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