E arriva il giorno in cui si chiude il capitolo, anche se le cicatrici restano

Attendendo su una panchina del tribunale…

E poi in una tarda mattinata di lunedì accade che un giudice in un’aula di tribunale chiuda per te un capitolo lungo 18 anni. Gli ultimi tre vissuti da estranei, è vero, ma questo non vuol dire che faccia meno male, perché è comunque metà della tua vita.
Sai che è giusto così, soprattutto per te, ma anche se sei preparata da mesi a quel appuntamento, non lo sei mai davvero fino in fondo.
Del resto le emozioni, per chi le lascia vivere, sono sempre e comunque una fregatura.
Una cosa però la so, di essere arrivata a questa mattina avendo finito di lottare con i demoni del passato. Lavorare su se stessi, se lo fai davvero, è un processo massacrante ma anche ricco di piccole vittorie personali.
Restano comunque le cicatrici e quelle sono convinta che te le porti dietro per sempre.
La sfida più grossa ora è senza dubbio crederci di nuovo, ma al momento mi sembra una missione impossibile. Del resto la vita raramente va come ci piacerebbe e a volte capita di partire già sconfitti.
Ma se gli ultimi anni sono stati così pieni di sgambetti, c’è la consapevolezza che dopo essersi rialzati, c’è ancora molto altro per cui lottare.
Ancora una volta mi sono resa conto di avere un fantastico comitato di sostegno. Grazie alla mia famiglia, grazie per i bellissimi messaggi, grazie per le telefonate da vicino e da lontano di prima mattina, grazie ai miei amici, di vecchia e di nuova data, che da giorni si stanno mobilitando per rispondere a ogni mia necessità. Grazie a chi stasera mi offrirà ospitalità in Emilia a casa sua, così all’ultimo.

Nonostante tutto…sono una donna molto fortunata ❤️

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