A volte anche l’abito bianco merita una rinascita, ma su una strada diversa dalla tua

Bianco e pizzo

Alla fine l’ho fatto. Ci ho messo qualche anno a decidermi, ma ieri ho recuperato il mio abito da sposa. Era in una scatola rossa che negli ultimi nove anni ha fatto un po’ di giri, prima era a casa dei miei, poi è arrivato nella mia attuale abitazione. Era sempre li però, chiuso nel suo contenitore, volutamente un po’ messo da parte per far finta che non ci fosse. Un po’ come quelle cose dove ti cade lo sguardo per un minuto e quando te ne rendi conto giri in fretta la testa.

Ieri però è andata così (complice anche il riposo forzato che mi ha portato a nuove consapevolezze) e sono molto felice dell’esito perché ho avuto la prova che lavorare davvero su se stessi  – perchè c’è un sacco di gente che dice di farlo ma in realtà continua a darsi le risposte che vuole con pessimi risultati direi – le soddisfazioni poi arrivano. Piccole rivincite personali che in un momento dove sei stanca mentalmente e fisicamente portano un po’ di ottimismo.

Immaginavo il momento dell’apertura della scatola della verità come un trauma da stenderti a terra, con scene assurde come quelle che si vedono nei film. Ebbene si, solo fino a qualche tempo fa mi immaginavo che avrei indossato l’abito bianco e in lacrime mi sarei ubriacata con una bottiglia di vino rosso, il trucco sfatto e i capelli per aria.

Invece….nessuna reazione di questo tipo, ma qualcosa di molto più equilibrato. Un po’ di male l’ha fatto, questo è ovvio, ma questo gesto mi ha semplicemente confermato che ho ritrovato un po’ di serenità, almeno per quanto riguarda la separazione che tra poche settimana diventerà divorzio.

E così ho levato l’abito bianco dalla sua fodera, l’ho appeso, l’ho osservato e non mi ci sono riconosciuta più. Ho pensato che il pizzo era bellissimo, che il vestito era elegantissimo, ma che se la scelta di diventare moglie fosse arrivata oggi, avrei scelto un look totalmente diverso.

E se ci penso mi viene anche un po’ da ridere perchè l’outfit che mi immagino mi piace tantissimo ma non lo indosserò mai 🙂

Un abito diverso per una donna diversa? Sicuramente un po’ sono cambiata, ma decisamente mi sono resa conto di essere la Francesca che ero prima. E per “prima” intendo quella degli anni in cui non mi ero ancora adeguata alla persona che avevo al mio fianco, quella dei tanti passi indietro, quella dei sogni abbandonati nel cassetto perchè al mio compagno di vita non sarebbero piaciuti.

Sono un po’ tornata ragazzina insomma, almeno per quanto riguarda i sogni, ma sono anche molto maturata grazie a nuove consapevolezze. L’unica cosa che mi dispiace è che probabilmente è tardi per realizzare tutte quelle cose che sono rimaste per anni in fondo a un cassetto.

Parlando di nuove consapevolezze, oggi più che mai ho capito che è sbagliato giustificare sempre i pessimi comportamenti altrui e che non devo farmi andare bene le persone solo perchè per loro nutro affetto. Ero conscia che dopo tanto lavoro di introspezione si arriva anche a fare “pulizia” di cose e persone, ma proprio in questi giorni ne vedo i risultati. Ma il lavoro non è ancora finito, anche se non penso manchi molto.

Da oggi l’abito non è più a casa mia, l’ho affidato a una cara amica che fa la stilista e che lo trasformerà in un capo nuovo. L’ho dato a una persona capace nel suo lavoro, ma che ha anche una sensibilità speciale e per questo non c’è stato molto da spiegare. Ora anche l’abito, come me, dovrà affrontare una rinascita, ma su una strada diversa dalla mia.

2 risposte a “A volte anche l’abito bianco merita una rinascita, ma su una strada diversa dalla tua”

  1. da qui, da lontano, da donna che legge di te e da professionista che vive nella quotidianità queste cose, posso dirti di essere fiera di te. 🙂

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