Avanti anni luce: il pioniere inadeguato

Poi è arrivata la primavera, quella sul calendario, ma anche quella nella testa. Quella meravigliosa sensazione di rinascita, di voglia di cose nuove, di leggerezza, di abiti colorati, di aperitivi con gli amici e di letture al tramonto.

Adoro la primavera, è senza dubbio la mia stagione preferita, è un po’ come riscoprire se stessi, le proprie passioni, la propria essenza. E….inevitabilmente ti viene anche in mente che forse potresti provare a metterti in gioco di nuovo, sotto tutti gli aspetti. Se però poi penso all’amore, ecco che mi viene sempre quella sorta di orticaria, quella cosa che ti fa dire “non è ancora tempo”.

Sarà per la consapevolezza che dal lato sentimenti ultimamente mi sento una pioniera. Mi viene un po’ da ridere se penso a me come una avanti anni luce rispetto agli altri, ma è così che mi sento. Anche se la sensazione è bella, resta comunque la consapevolezza che c’è troppa distanza tra me e chi mi circonda e così, di nuovo quel senso di fastidio e di inadeguatezza.

Negli ultimi anni ho compreso che è un po’ come se avessi il compito di accompagnare gli altri (e per altri intendo gli uomini che ho avuto al mio fianco, anche solo per brevi periodi) per un tratto delle loro vite per poi lasciarli andare. Proprio così, lasciarli andare senza lottare, perchè consapevole che di persone così non ho bisogno. Persone apparentemente forti e sicure, ma che si rivelano in realtà fragili e bisognose di essere comprese e spronate per raggiungere i propri traguardi. La cosa incredibile e che spesso li raggiungono. Forse sarei un ottimo life coach 😊

Il problema però è che poi improvvisamente sono loro a essere colpiti da una strana forma di nostalgia che li porta a dire (anche quando è inopportuno e non necessario) che hanno sbagliato a lasciarti andare.

Personalmente non è una bella sensazione. Non sono una persona vendicativa quindi non scatta in me nemmeno quella strana forma di superbia che ti fa pensare “beh, peggio per te”. Non è bello essere condannato a restare nel cuore delle persone, ma avere la consapevolezza che queste ultime lo capiscono solo quando ormai è troppo tardi.

E allora mi domando: ma non sarebbe meglio viversi il momento senza troppi se o ma, senza tante definizioni e senza troppi progetti per il futuro? Che poi, chi può dirlo cosa accadrà?

Anche la persona apparentemente più affidabile del mondo a un certo punto potrebbe cambiare improvvisamente rotta, abbandonare la retta via e farlo senza troppi scrupoli.

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