Dating: nella mia giungla abitano strane creature

Strane creature affollano la giungla

L’altra sera in una chat di un gruppo su WhatsApp che ho creato con tre amici e colleghi, uno degli argomenti di discussione è stato il perché ultimamente alcuni di noi attirano personaggi parecchio bizzarri. Nessuno ha mai deciso di rinunciare a uscire con qualcuno, anche solo per delle normalissime ora di leggerezza, ma almeno per quel che mi riguarda ho capito che sto diventando sempre più selettiva e esigente.

Un atteggiamento frutto del fatto che ultimamente mi è sembrato davvero di pescare dal mazzo sempre le carte peggiori. Comunque per farla breve alla fine di questo scambio di messaggi ci siamo detti che forse siamo noi che in un certo periodo della nostra vita emaniamo energie negative e che queste ci portano a attirare verso di noi persone che non vanno bene o che ci trattano male. A questo ci abbiamo aggiunto anche lo zampino della sfiga, del resto è l’epoca del #maiunagioia, quindi un po’ di autocommiserazione ci sta sempre bene.

Questa cosa delle energie negative però mi piace. O meglio mi sembra una buona giustificazione a quello che sta accadendo nella mia vita. Del resto, a un rapido ripasso dei soggetti ai quali ho dato almeno una possibilità, direi che il bilancio è davvero deludente.

C’è stato l’appuntamento con un 40enne milanese che definirei una sorta di artista. Carino, apparentemente simpatico, decisamente fuori dal comune…ma è comunque bastato il tempo di un mojito per capire che non era cosa.

Poi c’è stato l’aspirante tronista. Con lui è durata poco più di un mese. Anche lui esteticamente carino ma che aveva il pessimo vizio (che credo abbia ancora) di citare tutte le frasi dei film di Leonardo Pieraccioni per fare colpo e che aveva fatto di Hitch, il film con Will Smith, la sua Bibbia. Purtroppo non ho fatto in tempo a fargli presente che le sue parole non mi suonavano mai nuove e che tutte volte mi veniva da ridere, ma cercavo di non farlo per non offenderlo.

Insomma il tipico esempio che ti fa capire ancora di più quanto sia importante allenare la mente e non solo il fisico…

A questo punto, delusa dai soggetti sopracitati, c’è stato spazio (o meglio non c’è stato) per una serie temerari che però si sono portati a casa un “no” anche solo per un caffè. Chissà, ogni tanto ci penso, magari uno di loro era quello giusto. Poi però mi dico anche di no visto che probabilmente, riflettendoci, mi sarei rifatta viva io.

Ed ecco che quando meno te lo aspetti arriva lui: il letterato folle. Belloccio, intelligente e una faccia da schiaffi. Con lui c’è stato un meraviglioso e ripetuto scambio di messaggi e telefonate…ma anche in questo caso la fiamma si è spenta ancor prima di una cena. Del resto tanto normale non è neanche lui visto che recentemente ci siamo sentiti e mi ha raccontato di come vorebbe diventare il toy boy di una donna facoltosa e attempata che poi lasci a lui, una volta passata a miglior vita, una bella eredità.

Direi che è evidente come in questo momento le energie che sto lanciando hanno davvero qualcosa che non va!!!

A tutto questo si aggiunge poi il fatto che, come ogni single che si rispetti, c’è sempre il punto debole. L’uomo che entra e esce dalla tua vita come se ne avesse il diritto. Quello del “non ti amo, ma ti voglio bene” e che non deve aver bene chiaro in testa cosa sia il bene.

un lupo travestito da tacchino

Quello che “ho la presunzione di conoscerti” ma che in realtà non ha capito nulla di te. L’uomo che Clarissa Pinkola Estés definirebbe “da evitare” perché non solo impedisce alla donna lupa, alla donna selvaggia. di riprendere in mano la propria vita, ma perché è colui che potrebbe ancora una volta farti inciampare.

Al momento da settimane non è pervenuto quindi credo che sia la volta buona della sua dipartita per altri lidi, anzi, mi risulta che il lido in questione sia una biondina. Non mi stupirebbe però sapere che c’è anche il lido di una mora e quello di una rossa. Del resto, restando in tema di lupi, è noto che perdano il pelo ma non il vizio.

Noi, io e le poche persone che sanno della sua esistenza, lo chiamiamo “madamino”. Questa però è un’altra storia, una di quelle storie che non sai se vale la pena di raccontare, perché sai che solo all’idea di essere citato “madamino” è già tronfio come un tacchino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *