The Jungle vs the City: Como non è New York purtroppo

Francesca sognatrice
(foto Fkd fotoagenzia)

Il mito di Sex and the City è morto nel momento in cui mi sono ritrovata single. Se negli anni passati guardando e riguardando le puntate della serie (perché di come va e non va tra Carrie e Mr Big non ne hai mai abbastanza) ho sempre pensato a come sarebbe stata la mia vita se fossi stata una donna in carriera in una grande città e se non mi fossi sposata così giovane. Da quando il mio matrimonio è finito (sul giovane e in carriera sorvoliamo.. ) ho capito che anche se hai 35 anni e un lavoro, Sex and the City non sempre esiste, almeno non per me.

Prima di tutto perché non vivo a New York ma a Como che direi non essere esattamente la stessa cosa, soprattutto per quanto riguarda locali e vita notturna visto che i posti sono sempre quelli. La sera quando esci c’è il rischio di essere scambiate per le zie vecchie dei ragazzini, tutti selfie e snapchat, seduti al tavolo di fianco, perchè si…non solo i posti sono sempre quelli, ma sono anche frequentati da gente di tutte le età.

Secondo aspetto: tutti i mesi il mio conto in banca mi ricorda che uscire è bello ma non per le tue finanze e per il tuo home banking che ti ricorda che al primo del mese c’è la rata del mutuo.

Tutta la vita sarà così mi domando? Mollata, precaria e con la possibilità di socializzare con gente che non conosco sempre più vicina allo zero? No, non può essere così, non deve essere così.

Obiettivo a breve termine: trovare il modo di avere uno stipendio decente e cambiare città! Ce la farò? Non lo so. Al momento però dopo aver spedito mille curriculum e non aver ottenuto neanche un “no grazie” la vedo dura.

Quindi a parte le scarpe – anche se a Manolo e non me ne voglia, io preferisco Jimmy Choo e Casadei – e le chiacchierate con le amiche in stile Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha, almeno per me, il mito di Sex & The City è morto e se non proprio sepolto, al momento chiuso in un cassetto a chiave.

Solo una cosa trovo simile tra Como e Manhattan:  l’esistenza di Mr Big. Ne è pieno il mondo, magari non hanno l’autista ma esistono… e non so se questo sia un bene o un male.

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