In attesa della regia perfetta

La vita è fatta senza dubbio di incontri che a volte però sono più come degli scontri. Nel senso che ti ci imbatti in maniera così improvvisa e prepotente, da rimanerci un po’ tramortito.  Il problema resta poi capire se il destino ti sta offrendo finalmente qualcosa di bello o l’ennesimo problema da affrontare. Magari però ti sta solo preparando a qualcosa di meglio, ma per comprenderlo devi comunque passare da lì.

E anche vero però che in certi momenti è lecito prendersi ciò che di bello il destino ti offre, senza vivere con il dubbio che sia prossima la fregatura. Quando accade, anche le persone più determinate a non farsi “fregare” giocando sempre in difesa, le barriere poi le abbassano e si lasciano travolgere. Accade, prima o poi accade a tutti.

Ci riflettevo ieri sera dopo aver visto il nuovo film di Woody Allen, pensando a quanto possa far bene una ventata di romanticismo nella vita di tutti noi, la mia compresa. La cosa mi è tornata in mente anche oggi, in un tranquillo mercoledì di dicembre, durante una singolare merenda. Anche se, a dir la verità, io di gesti romantici ne ho ricevuti davvero pochi. Forse però, riflettendoci, farebbe bene anche a me. Così come guardando sul grande schermo New York credo di dover al più presto regalarmi un viaggio 😊

E per romanticismo non intendo un fiore o un regalo, gesti bellissimi si, ma che forse non riescono a dare la scossa necessaria a un cuore malandato. Per “defibrillarlo” a volte, serve qualcosa di molto più inaspettato, qualcosa di perfetto, al momento giusto, nel posto giusto. Dove, come, quando non si sa! Bisogna solo credere che prima o poi succederà!

Chissà come mai poi, le combinazioni giuste della tua mente, le vedi proiettate in un film. In attesa della perfetta regia, sarà comunque piacevole immaginare coincidenze bellissime che ti lasciano senza parole. Un po’ come quando assaggi un pasticcino con le more, alla vista bellissimo e al gusto deliziosamente soddisfacente.

“La noia, la noia, la noia, la noia”: monotonia d’agosto e non solo

Osservazione annoiata di cieli lacustri

Agosto tempo di vacanze…ma non per me. Niente mare, perché devo finire un progetto che dovrebbe essere la conclusione di un lavoro iniziato qualche anno fa. I tempi stringono, le energie scarseggiano, non tanto per l’assenza di una data per partire, ma per il fatto che a parte questa cosa in divenire, tutto il resto è in stallo.

Nessuna novità, nessun segnale all’orizzonte. Insomma tutto di vecchio, tutto una noia mortale. Talmente noioso che non ci sono parole per descriverlo 😊

E mentre i miei amici preparano le valigie, io resto qui ma senza guardare le stelle cadenti di San Lorenzo, che tanto i miei di desideri…non si avverano mai. Che non è pessimismo ma un dato di fatto visto che la giungla è immobile, nonostante mille tentativi di ripartenza. Come ho detto alle mie amiche l’altro giorno, deve essere che il mio cassetto dei sogni è difettoso, anche quando provo a riaprilo è sempre bloccato!

Misteri della vita. Quasi quasi, come mi ha consigliato qualcuno, mi trovo un bravo falegname per vedere se si riesce a sistemarlo 😊

Nel frattempo si accettano consigli per contrastare la noia o per aprire il cassetto…

Colonna sonora: la noia di Vasco Rossi

A Viola, Fra e a tutti quelli che: “a noi la normalità ci schifa”

Riflessioni al calar del sole

Premessa: non a tutti piace la normalità, a me compresa.

Detto questo, inizio a riflettere sul fatto che forse la chiave del successo in tema di relazioni amorose è che se una parte è totalmente al di fuori dall’ordinario, allora l’altra deve rientrare nei canoni della “normalità”. Del resto le coppie di successo che conosco sono così.

C’è anche da dire che alcune persone, che per proprietà caratteriali sono definibili “particolari”, sembra siano destinate ad essere una calamita per folli.

E su questo punto, da un po’ di tempo a questa parte, mi sento meno sola 🙂

Perchè come direbbe la mia amica Viola (nome di fantasia, ma solo il nome perchè lei esiste e davvero è la testimonianza che nelle sfighe non si è mai soli): “La normalità a noi ci schifa”.

Oggi, insomma, se non lo avevate ancora capito parliamo d’amore. Ebbene si, è tempo di sentimenti nella giungla di Francesca, ma anche in quella di Viola e di tutti gli altri, donne e uomini, che come noi sono schifati dalla normalità.

La storia ormai si ripete da anni. Conosciamo qualcuno di carino, ci sembra un tipo a posto, ma bastano pochi giorni per capire che non è così. Nel frattempo tutti i nostri amici si fidanzano, si sposano, alcuni si lasciano ma poco dopo si innamorano e si fidanzano di nuovo. Ma noi no, Viola e la Fra, loro sono da anni in una costante: il tizio strano.

C’è da dire che forse anche noi ci mettiamo del nostro perchè sarebbe cosa buona e giusta, alle prime avvisaglie di dramma, allontanarsi dal pericolo. Ma noi no, a noi il brivido serve e così tutto si evolve ma tutto resta come prima.

E per non farci mancare nulla, nelle nostre vite ci sono loro, quelli che escono dalla tuo raggio d’azione, ma non escono mai davvero, quelli che sono e saranno il tuo punto debole, quelli che ci sono o non ci sono è lo stesso perchè tanto le giornate te le cambiano nel bene o nel male comunque. E probabilmente lo sanno anche loro.

E così ci ritroviamo a fare 200 chilometri per poi sentirci dire “A volte vorrei scriverti poi passa il momento, ma tu scrivimi”, oppure a trasferirci per mesi e mesi nella sua città senza mai incontrarlo, oppure a lunghi silenzi a un semplice messaggio per sapere come sta, per poi settimane dopo riceverne uno assolutamente spiazzante. Poi spediamo cartoline, cerchiamo confronti che riaprono cicatrici, insomma, un sacco di cose che potrebbero essere evitate.

E quando cerchiamo il chiodo per schiacciare il chiodo..Marte, Giove, Urano, Plutone e chi ne ha più ne metta, fa in modo che si caschi dalla padella alla brace. E nel mentre facciamo cose assurde come accompagnare la nostra amica dal suo grande amore e poi doverla trascinare nel luogo previsto perchè si è impalata e la paura ha preso il sopravvento.

Con il senno di poi…penso che forse sarebbe meglio disertare certi appuntamenti che non ci crea il destino ma noi stessi, forse per risparmiarci un po’ di quell’amara consapevolezza che per certe persone non saremo mai una priorità.

Ma non finisce qui, perché con l’estate sono arrivati nuovi segnali di pericolo incombente 🙂 O meglio di chat contrastanti..

Non ci resta che attendere le prossime mosse.. nel frattempo cercheremo di sdrammatizzare come sempre.

Questo post lo dedico proprio a Viola, un’altra lottatrice con il cuore di panna <3.  Lei sa perchè.

Nella vita esistono fasi di stallo o almeno così sembra!

scorci di lago

Ok ho latitato! Non per pigrizia ma per mancanza di tempo e probabilmente di contenuti. In effetti ora che mi metto a scrivere non è che ci sia molto da dire. Grosse novità non ce ne sono. Quindi… che scrivo a fare?

Ho avuto una sorta di senso di colpa. Quello che ti viene quando hai una cosa da fare ma continui a lasciarla li, la guardi, sai che c’è, ma passi oltre…poi la riguardi, poi ti dimentichi… e niente poi arriva il momento in cui è il momento. Ed eccomi qui.

Dopo oltre un mese mi sono resa conto che avevo i commenti da approvare. Il fatto è che con the jungle mi succede un po’ la stessa cosa che mi succedeva quando lavoravo in radio. Sostanzialmente non hai la percezione di chi ti sta leggendo, un po’ come ti succede in regia mentre stai parlano e non sai chi è in ascolto. E per quanto mi riguarda il conteggio è sempre stato per difetto per poi realizzare che invece c’è chi ti ascolta o chi ti legge.

Ma forse il senso doveva essere qualcosa del tipo: nella vita esistono fasi di stallo. Che fino a qualche ora fa pensavo fosse una cosa positiva, dopo i mirabolanti colpi di scena “in negativo” degli ultimi anni della mia vita. Poi però oggi pomeriggio rientrando a casa ho trovato una vipera nel vialetto e ho pensato che un rettile a pochi metri non era un segnale così incoraggiante. Forse un serpente serviva a ricordarmi che Francesca è ancora lì, nella giungla in attesa di sviluppi. Meno male che almeno è vista lago 🙂

 

 

Metti una giornata di mare, la sabbia bianca e l’essenza delle cose

La spiaggia di Jbr a Dubai

E mi sono ritrovata lì, sulla spiaggia di Jbr a Dubai, con 37 anni compiuti il giorno prima e ancora un mondo di dubbi su cosa succederà tra uno, tre, sei mesi. Una bella novità però è arrivata, si chiama Maya ed è la mia nipotina.

Chi mi conosce sa benissimo che non sono molto brava con i bambini piccoli, soprattutto con i neonati, perchè ho sempre paura di fargli male, di non essere in grado di gestirli, ma stringere mia nipote…beh che dire, è stato pazzesco. Così come è stato bello trascorrere un po’ di tempo lontano da Como e lontano da tutto.

Devo ammettere che più passa il tempo, più ogni volta che mi allontano dalla mia città lacustre poi mi viene sempre meno voglia di tornarci.

Ma ripartiamo dalla spiaggia di Jbr, senza dubbio uno dei miei posti preferiti a Dubai, ma anche una delle spiagge che – anche se non ho ancora capito perchè del tutto – è nella mia top ten dei luoghi dove vivere il mare.

Trentotto gradi, una leggera brezza, il sole, il relax…insomma una meraviglia. E mentre canticchiavo “Amazing” degli Aerosmith, ecco che arrivati a “life is a journey, not a destination. And I can’t tell you just what tommorow brings” la mia testa si è fermata lì.

Vi capita mai di ascoltare delle frasi, di capirne il senso, ma di non coglierlo mai fino in fondo? A me capita eccome, poi quando riesco ad arrivare all’essenza delle cose è sempre una bella conquista.

Del resto gli ultimi anni sono stati pesanti, con molti più bassi che alti, con molte più sconfitte che vittorie, ma credo di aver assaporato ogni singolo istante della mia vita come non avevo mai fatto prima. Ed è bellissimo e bruttissimo al tempo stesso, perchè ti rendi conto di un sacco di cose, ma è giusto così.

La cosa negativa è che se arrivi alla conclusione che in un determinato posto e in una precisa situazione non stai più bene, ma non hai ancora trovato una soluzione per evadere, allora tutto è più pesante, più complicato.

La cosa positiva è che, condividendo il tuo stato d’animo con i tuoi più cari amici, quando una delle tue persone speciali riassume il tutto con “sai che noi ci siamo sempre, anche se dovessi decidere di andare dall’altra parte del mondo…solo che se devono venire là tutte le persone che ti vogliono bene, allora diventerà un posto molto affollato”….allora direi che avere amici così in attesa di trovare la propria strada, è una delle fortune più grandi che si possano avere.

Quindi aspettando qualcosa che non so come, non so dove e non so neanche perchè, mi concentro su quello che qui, nella piovosa città lacustre, mi fa stare bene. E concludendo il post ho già in testa una canzone a tema, del resto senza musica non potrei stare, non so se è per il mio passato di radiofonica o soltanto perchè è uno dei miei grandi amori, quelli che a differenza delle questioni di cuore, non mi deludono mai.

La Fra e le tre moschettiere: gita ad Alssio per cuori solitari

Alassio…

Ero partita per fare un post triste, anzi in realtà l’avevo scritto, poi sono passati i giorni e il testo era lì, sul mio telefono, ma non l’ho mai pubblicato su The Jungle.

Il motivo: non lo so!

So solo che quando sono tornata da Alassio, dove sono andata per una serie di vicissitudini, ho capito che non ho più bisogno di dare nuovi volti a luoghi vecchi. Ebbene si, quella piccola perla della Liguria è stata per anni meta di rifugio per brevi fughe dalla città con Mr Money. Ed è proprio in quei luoghi che, poco prima che scoppiasse la bomba, avevo intuito che c’era qualcosa che non andava. Ma all’epoca non stavo benissimo e così, sdraiata sotto l’ombrellone, ricordo di aver scacciato dalla mia testa quella strana sensazione che avevo provato e mi ero rimessa a leggere il libro.

Con il senno di poi….ho fatto male. Di sicuro, se avessi affrontato la questione, forse mi sarei evitata molta sofferenza dopo, ma non ero in forze e me lo perdono. In realtà mi sono perdonata un sacco di cose, perchè comunque nessuno di noi è perfetto, quindi a volte credo sia solo importante capire quanto è successo e fare tesoro di certi insegnamenti, che personalmente penso possano arrivare solo da noi stessi.

Ad Alassio da single ci ero già tornata l’estate scorsa e percorrendo il budello non ero stata benissimo, lo ammetto, proprio in quel momento avevo capito che ci sarei dovuta tornare con calma.

Il destino poi ci ha messo lo zampino, come spesso accade, e così in Liguria ci sono tornata per una serie di motivi di cui magari parlerò in un altro post. Accompagnata da tre care amiche, che sono state preziosissime in questa avventura, sono così partita per “salutare” il mare d’inverno, nel vero senso della parola perchè alla primavera mancavano pochissimi giorni.

Lo ammetto, non è stato facile rivedere le spiagge, gli angoli, i ristoranti, gli scorci, le gallerie d’arte….insomma, è stato come essere travolti da un vento fortissimo, una tormenta di ricordi e di sensazioni.

E così in un soleggiato e limpido giovedì mattina di marzo, vagando su una spiaggia un po’ persa, qualche lacrima è scesa….voltandomi però ho trovato un angioletto pronto a tendermi un fazzoletto e a dirmi: “vuoi star da sola o ti va un po’ di compagnia?”.

Ed è li, vedendo arrivare le altre due moschiettere pronte a incidere sulla sabbia una scritta che riportava il nome del soggetto di cui sopra con l’aggiunta di un hashtag che non stiamo a riportare ma di cui abbiamo documentazione fotografica, che FraD’Artagnan ha ritrovato il sorriso.

Ancora una volta, insomma, non posso che dirmi che fortunata ad avere amici così!

Per il resto, direi che la riassumiamo con le parole di un video che io e la mia compagna di stanza – che cercava di intrattenermi dopo una notte insonne – abbiamo trovato su YouTube: “Cinque sono le lettere che accompagnano la parola amore….proprio come merda!”.

I sogni son desideri di…. fortuna: riflessioni critiche dalla giungla virtuale

E’ lunedì e questo è già un problema. Come altri milioni e milioni di persone, nonostante faccia un lavoro che in realtà non segue come altri i giorni della settimana, io ho comunque un’avversione per il lunedì. Oltretutto siamo in quel periodo a cavallo tra inverno e primavera, quello del caldo/freddo e io, da buon ariete, necessito dell’arrivo della primavera per rigenerarmi. Punto 1.

Punto 2: il fatto che volevo fare un master di scrittura seriale di fiction ma sono esclusa per l’età. Ora la domanda è sempre quella: possibile che si invecchia sempre di più ma per formazione e lavoro se hai più di 35 anni sei fuori da una serie interminabile di possibilità?

Chissà se adesso, con i giovani che chiederanno il reddito di cittadinanza perché han capito che è più conveniente di lavorare, allora la mia generazione, quella in cerca di professione in piena crisi economica, quella degli stipendi da fame, quella degli stage su stage, quelli del mai una risposta all’invio di un cv, avrà una rivincita? Di indole non sono pessimista ma realista quindi l’unica risposta che mi sento di darmi è “no” un solenne, solenissimo “noooooo”.

Il punto… 3 vien da sé: va bene la storia del non mollare mai, dell’inseguire i propri sogni, ma possiamo inventarci qualcosa di nuovo? O meglio possiamo aggiungere al famoso “never give up” anche un “in attesa di un grandissimo colpo di fortuna”. Conosco un vero e proprio esercito di persone che con le unghie e con i denti tengono stretti i propri sogni, nonostante le difficoltà, nonostante i mille sgambetti. Gente in gamba, gente che vale. Di questi al momento quanti ce l’hanno fatta davvero? Pochi, pochissimi.

Punto 4: nonostante il punto 3, ho comunque spedito anche oggi curriculum, ho guardato corsi che vorrei fare, ho progettato cose meravigliose che non accadranno mai. Così, giusto per non mollare in attesa di quel colpo lì….poi se la dea bendata stavolta vuol esser generosa, magari vinco qualcosa così i sogni me li finanzio da me 🙂

L’obiettivo della lista era la scrittura terapeutica. Quelli che, come me amano scrivere sopratutto nei momenti “no”, sapranno benissimo di cosa sto parlando. Del resto io il mio piccolo angolo me lo sono creata qui, con “Francesca in the jungle”. E’ solo un diario, non mi porterà lontano, però mi ci sto affezionando….

Punto 5: 2100 battute dopo mi sento meglio, obiettivo raggiunto. Domani è martedì poi via liscio verso il fine settimana!

Restare nella giungla per tagliare gli ultimi rami secchi

“Our jungle is different”. C’è anche un po’ di Francesca in The Jungle nello slogan del marchio RoGà (atelier Regina Lellè, Cernobbio)

Più di un mese senza scrivere su The Jungle. Questa volta però non è stata colpa degli impegni o dell’assenza di spunti da condividere, ma del tempo che mi sono presa per riflettere sul senso di portare avanti il blog o meno.

Tra pochi giorni, infatti, sarebbe scaduto il dominio di Francesca in The Jungle e mi sono domandata se quest’anno avesse avuto senso proseguire. Non perché io non sia legata a questo diario, ma per il fatto che con il 2019 inizia per me una sorta di terza vita.

C’è stata una prima vita decisamente più facile e spensierata, quella che è durata fino a pochi anni fa, poi c’è stata la seconda vita, quella dalla separazione in poi, caratterizzata per la maggior parte da momenti difficili, da continui sgambetti.

Tre anni davvero pesanti, sempre in affanno, tra mille difficoltà. Mesi e mesi di lotta, per non mollare. Con la fine del 2018 però, anno segnato anche dal divorzio e quindi dalla chiusura definitiva di un capitolo importante, è arrivato anche qualche spiraglio. Nulla che abbia permesso di dire “finalmente è finita”, ma che ha senza dubbio portato alla consapevolezza di molte cose, belle e brutte, e a una vera e propria sensazione di rinascita. Per arrivare fino a qui mi sono messa mille volte in discussione, mi sono guardata dentro, ma posso dirmi almeno un po’ soddisfatta del lavoro che ho fatto su me stessa.

Per tutti questi motivi il 2019 non può che segnare l’inizio di una nuova vita, tutta da scrivere, tutta da reinventare. E dopo oltre 30 giorni di riflessione ho deciso di portare con me il blog, da un lato perché digitare parole qui è anche una sorta di terapia, ma anche perché se il sito è nato per testimoniare un percorso, è giusto vedere come va a finire la storia 🙂

E così eccomi qui, a buttar giù qualche riga che per molti sarà senza senso, ma che ne avrà molto per chi sa di cosa sto parlando e per tutti quelli che trovano sempre qualche minuto per leggere i miei post.

L’anno è iniziato senza grossi stravolgimenti, anche se l’assenza di Ira è forte. Qualche piccola buona notizia è arrivata, ma per quella più attesa, ovvero una bella novità dal punto di vista lavorativo, ancora nulla all’orizzonte. Ma siamo solo a febbraio, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi.

Di sicuro ho già capito come sarà l’impostazione del 2019 con il lavoro come priorità. Solo raggiungendo questo obiettivo penso che riuscirò a superare il forte senso di ingiustizia che ho dentro e che solo chi conosce le dinamiche del mio ambiente lavorativo – o i miei amici più stretti che sanno molto di me – può comprendere. Quando arriverà quel momento, potrò tagliare definitivamente gli ultimi rami secchi.  Nel 2020 mi aspetta anche un altro trasloco, speriamo di arrivarci ben preparate e con solide basi.

E l’amore? Al momento direi che mi piace la mia libertà di spazio e di azione. A meno di strani accadimenti del destino quindi…..potrei replicare il 2018, con qualche incontro interessante, finito poi però in nulla di importante 😉

 

Se il 2019 parte “gas”ato….. guarda il lato positivo e vai alla scoperta!

Moka a riposo….

Come poteva iniziare l’anno di Francesca in the jungle?
Con una meravigliosa perdita di gas ovviamente 🙈🙄😅
Chiuso il gas…in attesa che qualcuno non so come, non so quando, venga a risolvere la faccenda…ho pensato che questo fosse il mio primo segnale dell’anno.
E dopo i bellissimi messaggi delle tante persone che mi vogliono bene e che hanno voluto dirmi con parole profonde che si augurano davvero, dopo tre anni e mezzo di cavolo, che finalmente possa arrivare qualcosa di bello per me, non ho potuto fare a meno di interpretare il tutto dal lato positivo.
Quindi:
Opzione a: forse questo è il segnale che in questa casa, nel 2019, ci starò il meno possibile. Magari chissà, finalmente arriverà il lavoro della vita.
Opzione b: forse sto per traferirmi dove il riscaldamento non serve.
Opzione c: non potendo usare la moka forse è il segno che devo bere meno caffè 😂
Buon 2019 a tutti, soprattutto alle persone speciali che affollano la mia pazza giungla. Che sia un anno folle, mai monotono e ricco di soddisfazioni ❤️

Lettere dalla giungla: “Caro Babbo Natale…”

Alberi di Natale a Bologna

Che caos!!!!

Forse stavo diventando troppo ordinata, ma è evidente che come sempre era una sorta di equilibrio provvisorio. In un attimo è stato come giocare a Jenga, quando sei quasi in cima alla torre ma sbagli qualcosa ed ecco che tutto crolla. Bastano 24 ore per cambiare i programmi dei prossimi due mesi, per ricordarti che tutto è precario. Quindi per Natale mi sono regalata, o meglio mi hanno regalato, un po’ di panico: tanto, stress in più o in meno cosa cambia.

Ho da tre giorni mal di testa, ma qualcosa farò. Del resto finire l’anno un po’ tranquilla sarebbe stato chiedere troppo 🙁

E allora crediamo alla vecchia storia che è proprio il caos che precede un cambiamento importante e teniamoci pronte a rinascere …..per la terza…quarta volta in poco più di tre anni.

In tutto questo c’è sempre qualcuno che ti dice cosa devi fare, cosa devi dire, dove dovresti andare. Che noia i tuttologi! Almeno fino a gennaio non li voglio ascoltare, neanche per finta.

Casino a parte, domenica scorsa mi sono presa un’intera giornata solo per me, così sono salita su un treno e con le mie amiche abbiamo raggiunto Bologna. E come sono stata bene! Risate, discorsi, cibo, vino e tutto quello che rende certi momenti indimenticabili.

E tra un mercatino e l’altro ecco che siamo finite davanti a un albero di Natale con appese le letterine di grandi e piccini. Alcune richieste erano davvero dolci, altre un po’ curiose come il tizio che ha chiesto a Babbo Natale: “gli occhi di Siffredi perchè il resto ce l’ho”. Non possiamo che dire che il tizio ha tanta autostima.

Insomma, tra desideri più o meno comprensibili, anche una delle mie amiche ha lasciato il suo messaggio. E conoscendola non poteva che essere una bellissima richiesta, un regalo che merita davvero. Per lei deve arrivare il tempo delle cose belle.

Da quel momento ho realizzato che per questo Natale non ho particolari desideri. Sarà che a Babbo Natale non ci credo da tipo quando avevo sei o sette anni, ma fingevo perché era convinta che così i miei genitori mi avrebbero fatto più regali 🙂  Poi mia sorella secondo me, nonostante fosse più grande, ci credeva ancora e non volevo che ci rimanesse male. Però riflettendoci ora forse li vedeva anche lei i milioni di regali nel baule della macchina prima di partire per la montagna….

Ma cosa voglio io da Babbo Natale? Tante cose ovvio, ma se dovessi sceglierne una? Sareste tutti in grado di scegliere una sola cosa? Al di là ovviamente della salute e della serenità dei propri affetti.

Alla fine ci sono arrivata:

“Caro Babbo Natale,

quest’anno non ti chiedo le Jimmy Choo che tanto sono almeno cinque anni che non me le porti e mi tocca sperare nei saldi da sbaracco. Fai così, scegli una sfida.

Che sia per lavoro, per vita privata o per altro valuta tu. Ma questa volta fai che l’avventura sia si stimolante, ma che abbia un lieto fine.

Se poi vedi che non ce la fai, allora lascia perdere, che direi che siamo già a posto così.

In ogni caso la Vigilia ti lascio una bottiglia di rosso, magari un riserva,  sotto la ghirlanda. L’albero quest’anno non l’ho fatto, ma tanto il vino è buono lo stesso :)”.

Buon Natale amici “in the jungle” <3

Francesca